Uno sguardo retrospettivo ai migliori modelli di auto Alpina ad alte prestazioni realizzati dal preparatore prima che venisse rilevato da BMW.
L’inizio del 2026 ha rappresentato l’alba di una nuova era per gli appassionati più estremi di BMW. Questo perché la casa automobilistica tedesca ha assunto il pieno controllo del suo preparatore più famoso, Alpina, il 1° gennaio. L’operazione porterà l’officina con sede a Monaco, che dagli anni Settanta realizza BMW profondamente aggiornate, a essere scorporata come marchio a sé stante. I veicoli BMW Alpina offriranno il massimo livello di prestazioni e comfort di lusso disponibili presso il costruttore e si prevede che si collocheranno al vertice delle rispettive gamme di modello. Di seguito Robb Report presenta una panoramica delle dieci migliori auto e Suv del preparatore degli ultimi cinque decenni.
Alpina XB7 (G01 XB7)

Leggendo questa classifica si potrebbe giungere alla conclusione che le auto Alpina moderne non siano all’altezza, o quantomeno non al livello di quelle del passato. Nulla potrebbe essere più lontano dalla realtà. Il preparatore continua infatti a costruire alcuni dei veicoli di lusso più impressionanti in circolazione. La XB7 ne è un esempio perfetto. Introdotta nel 2023, la versione X7 firmata Alpina è dotata di un V8 biturbo da 4,4 litri con assistenza ibrida profondamente aggiornato, in grado di erogare 630 CV e 590 lb-ft di coppia, collocandosi comodamente tra i SUV più potenti al mondo al momento del debutto.
Alpina Roadster V8 (E52 Z8)

Quando giunse il momento di dire addio alla Z8 nel 2003, BMW affidò ad Alpina il compito di darle un congedo adeguato. Invece di limitarsi a realizzare una versione più potente, il preparatore si concentrò nel trasformare la Roadster V8 in un omaggio ancora più appropriato alla 507 cabriolet degli anni Cinquanta. Ciò comportò l’adozione di un design esterno più pulito e una leggera riduzione della potenza, da 395 CV a 375 CV, spostando l’attenzione sulle qualità dinamiche di guida.
Auto Alpina B12 6.0 E-Kat (E38 750i)

Nel corso degli anni Alpina ha dimostrato la capacità di trasformare qualsiasi BMW in una supercar. Basta osservare la B12 6.0 E-Kat. Introdotta nel 1999, la sostituta della 5.7 E-Kat era una versione ad alte prestazioni della berlina più grande e lussuosa del costruttore, la E38 750i. La quattro porte Alpina era equipaggiata con un imponente V12 da 6,0 litri capace di erogare 430 CV. Grazie a tale potenza, l’imponente granturismo era in grado di accelerare da zero a 60 mph in meno di sei secondi e di raggiungere una velocità massima di 181 mph. Era inoltre un modello raro, con soli 94 esemplari costruiti nei tre anni di produzione.
Alpina B6 2.8 (E21 323i)

La B6 2.8, presentata nel 1978, dimostrò che le realizzazioni delle auto Alpina non erano destinate esclusivamente alla pista. Basata sulla prima generazione della Serie 3, nello specifico sulla versione di punta 323i, questa vettura pose le basi per i futuri modelli del preparatore. L’officina sostituì il sei cilindri in linea da 2,3 litri della versione di vertice con l’unità da 2,9 litri della 528i. Alcuni aggiornamenti chiave, tra cui pistoni forgiati, portarono la potenza a 200 CV, dando vita a una sorta di proto-M3 capace di raggiungere una velocità massima di 140 mph.
Auto Alpina Roadster Limited Edition (Z1)

La Alpina Roadster Limited Edition è basata sulla prima Z scoperta di BMW, la Z1. Le due vetture appaiono quasi identiche tra loro, includendo fortunatamente le porte a scomparsa verso il basso. Il preparatore però ha aggiunto una striscia laterale e cerchi a 20 razze alla propria realizzazione. Le modifiche più rilevanti si trovano sotto il cofano, dove è stato installato un sei cilindri in linea di maggiore cilindrata, pari a 2,7 litri, che grazie all’aumento di cubatura e a una serie di aggiornamenti era in grado di erogare 200 CV. Il modello era inoltre esclusivo, con soli 62 esemplari prodotti tra il 1990 e il 1991.
Alpina B12 5.7 Coupé (E31 850CSi)

Per una certa categoria di appassionati, la BMW Serie 8 coupé dei primi anni Novanta rappresenta una delle auto sportive simbolo di quel decennio. Le versioni Alpina, la B12 5.0 e la 5.7 Coupé, risultavano ancora più impressionanti. Quest’ultima, prodotta tra il 1992 e il 1996, era basata sulla versione di punta E31 850CSi. Era equipaggiata con un V12 da 5,7 litri, rispetto al 5,6 litri dell’auto standard, capace di sviluppare 416 CV. Grazie alla potenza aggiuntiva, la due porte poteva raggiungere una velocità massima di 186 mph. A ciò si aggiungono un’estetica essenziale e aggressiva e il fatto che fosse disponibile esclusivamente con cambio manuale, elementi che spiegano perché sia tuttora così apprezzata.
Auto Alpina B7 S Turbo Coupé (E25 635CSi)

La B7 S Turbo berlina originale, introdotta nel 1978, era basata sulla E12 528i, ma la versione coupé, lanciata quattro anni più tardi nel 1982, derivava dalla E25 635CSi. L’allungata due porte era dotata di un sei cilindri in linea da 3,5 litri sovralimentato, capace di erogare 330 CV e di spingere il veicolo fino a una velocità massima da vera supercar di 166 mph. Si trattava inoltre di un modello raro, con soli 30 esemplari costruiti nell’unico anno di produzione.
BMW 3.0 CSL (E9 CS)

Ecco l’auto da cui ebbe origine tutto. Alpina iniziò a realizzare componenti per le vetture da competizione BMW negli anni Sessanta. Ma solo nel decennio successivo la casa automobilistica si rivolse al preparatore per sviluppare una versione alleggerita della E9 3.0 CS da iscrivere al Campionato Europeo Turismo. La 3.0 CSL risultante non era soltanto più leggera della coupé standard, ma disponeva anche di un sei cilindri in linea da 3,0 litri più potente, in grado di superare i 200 CV, e di sospensioni sviluppate appositamente. Grazie a tali modifiche, la speciale di omologazione si dimostrò l’auto dominante dell’ETCC per l’intero decennio.
Alpina B10 Bi-Turbo (E34 535i)

Al momento del debutto nel 1989, la B10 Bi-Turbo alzò l’asticella per tutte le berline, non soltanto per quelle prodotte da BMW. Basata sulla E34 535i e proposta a un prezzo quasi doppio, la quattro porte era equipaggiata con una versione biturbo del sei cilindri in linea da 3,4 litri già utilizzato sulla B6 3.5 S. L’adozione di turbocompressori raffreddati ad acqua, insieme a un sistema Bosch di controllo variabile della pressione di sovralimentazione, portò la potenza a 355 CV e la coppia a 384 lb-ft. Tali valori consentivano all’auto di accelerare da zero a 60 mph in 5,6 secondi e di raggiungere una velocità massima di 180 mph, confermando la pretesa di Alpina di aver realizzato la migliore berlina al mondo.
Auto Alpina B6 3.5 S (E30 M3)

Vi sono solide argomentazioni per considerare la B6 3.5 S come la migliore Serie 3 di sempre. Questa versione della B6, presentata nel 1987, era basata sulla prima M3, la E30. Manteneva il kit carrozzeria spigoloso e la costruzione leggera di quel modello, ma sostituiva il quattro cilindri da 2,3 litri con il sei cilindri in linea da 3,4 litri utilizzato sulle BMW di segmento superiore dell’epoca. Non offriva il caratteristico regime di rotazione elevato della E30 M3 standard, ma garantiva maggiore potenza, pari a 254 CV e 255 lb-ft di coppia, e un’erogazione più fluida. Era inoltre un modello esclusivo, con soli 62 esemplari usciti dalla fabbrica.
Articolo di Robbreport.com
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