Da Asaka a Yamazaki, il critico di whisky Jonah Flicker ha selezionato le migliori bottiglie giapponesi sul mercato.
Chi è alla ricerca del miglior whisky giapponese attualmente reperibile, ha diversi fattori da considerare. Alcuni anni fa, numerose distillerie e marchi hanno aderito alle linee guida stabilite dalla Japan Spirits & Liqueurs Makers Association, un tentativo di definire con maggiore chiarezza la categoria. In passato, alcune bottiglie etichettate come whisky giapponese contenevano in realtà whisky prodotti in Scozia o in altri Paesi. Questo nuovo accordo classifica tali prodotti come “world whisky”, imponendo che il vero whisky giapponese sia distillato e invecchiato in Giappone (insieme ad altre regole).
I diversi tipi di whisky giapponese
Esistono diversi stili di whisky giapponese da prendere in considerazione, tra cui single malt, blend, versioni torbate, whisky di cereali e differenti tipologie di affinamento in botte. La buona notizia è che sul mercato sono presenti molte bottiglie eccellenti, motivo per cui è stata redatta questa lista per orientare verso alcune delle migliori bottiglie da acquistare nelle varie categorie. Buona ricerca e salute.
Miglior whisky giapponese in assoluto: Hakushu 12

Suntory, il nome più importante nel panorama del whisky giapponese, gestisce due distillerie di whisky di malto, oltre a una dedicata alla produzione di whisky di cereali. Sebbene lo stabilimento Yamazaki presenti una gamma estremamente popolare e di alta qualità, la distilleria di Hakushu è probabilmente quella che oggi produce il whisky più interessante. Situata tra le montagne nei dintorni di Tokyo, realizza single malt delicatamente affumicati e dal profilo aromatico brillante, con l’espressione di 12 anni a fare da perno all’intera gamma. Note di mela verde, limone, vaniglia e caramello si intrecciano, dando vita a un whisky destinato a lasciare un ricordo duraturo. 169 euro
Miglior single malt: Yoichi Single Malt 10 anni

Nikka ha rimosso le indicazioni di età dalla gamma Yoichi oltre un decennio fa, nel 2015 (Yoichi è una delle due distillerie gestite da Nikka, l’altra è Miyagikyo). Il ritorno sul mercato dello Yoichi Single Malt 10 anni, avvenuto alcuni anni fa, ha rappresentato quindi un passo importante per l’azienda, seconda solo a Suntory per volumi di vendita e notorietà del marchio. Questa espressione di 10 anni è un single malt di grande eleganza, con note di frutta a nocciolo, miele, rovere e caramello al palato, che lo rendono un assaggio imprescindibile per chiunque sia interessato alla categoria. 249 euro
Miglior blended whisky giapponese: Mars Iwai 45

Uno dei migliori blend giapponesi proviene da Mars Shinshu, che detiene il primato di distilleria di whisky situata alla maggiore altitudine in Giappone. Questa espressione è distillata a Nagano presso la distilleria Komagatake di Mars e, con una gradazione di 90 proof (da cui il numero 45 nel nome, riferito al titolo alcolometrico), risulta più strutturata rispetto all’espressione base. Si tratta di un assemblaggio di whisky invecchiati in botti ex bourbon, prevalentemente di cereali con una componente di malto, ideale per la miscelazione ma sufficientemente valido anche per essere degustato liscio. 29 euro
Miglior whisky giapponese di cereali: Nikka Coffey Grain

Nikka Coffey Grain è prodotto a partire da una miscela di cereali composta in gran parte da mais, a differenza di un single malt che utilizza esclusivamente orzo maltato. È un whisky giapponese pensato per gli amanti del bourbon, distillato in alambicchi a colonna continua anziché in pot still tradizionali e maturato in botti americane ex whisky. Il distillato è ricco di note di caramello, vaniglia, frutta e butterscotch, con una leggera speziatura nel finale. La degustazione in parallelo con il Coffey Malt di Nikka consente di cogliere chiaramente le differenze stilistiche. 59 euro
Miglior whisky giapponese con affinamento in botte: Iwai Tradition Sherry Cask Finish

Sebbene non sia una pratica diffusa quanto nel mondo dello Scotch, il whisky giapponese viene talvolta affinato in botti di sherry. Questo blend di Mars Whisky prende come base l’espressione Iwai Tradition e viene successivamente affinato per quasi un anno in botti di sherry Pedro Ximénez dolce, che conferiscono al whisky note di uvetta, fico e spezie da forno. Per chi apprezza i prodotti di Macallan, questa bottiglia rappresenta un’interessante occasione per osservare come stili di whisky differenti reagiscano a questo tipo di maturazione secondaria. 67 euro
Miglior whisky giapponese cask strength: Asaka Bourbon Cask Reserve

Questo lotto di Bourbon Reserve Cask è stato imbottigliato a una robusta gradazione di forza di botte pari al 61% vol., indicata in etichetta come genshu, un termine generalmente utilizzato per il sake non diluito. Il whisky non è sottoposto a filtrazione a freddo, non presenta coloranti aggiunti ed è stato prodotto in una tiratura limitata di sole 480 bottiglie, provenienti dai due barili utilizzati per questa edizione. Al palato si possono individuare note di mango, ananas, crema alla vaniglia e scorza di limone. L’aggiunta di qualche goccia d’acqua è consigliata per aprire ulteriormente questo whisky ad alta gradazione. 174 euro
Miglior whisky giapponese con indicazione di età: Yamazaki 12

Questa è la bottiglia che ha dato inizio al percorso di scoperta del whisky giapponese per moltissime persone. Un’espressione classica invecchiata 12 anni che rappresenta una scelta affidabile e solida sotto ogni aspetto. Yamazaki 12, prodotto da Suntory nell’omonima distilleria, è diventato nel tempo più costoso e raro, ma rimane un acquisto pienamente giustificato quando si ha l’occasione di reperirlo. Questa espressione di punta è presente sul mercato dal 1984 e offre un equilibrio armonioso tra note di malto, spezie e frutta al palato. 146 euro
Miglior world whisky: Nikka From the Barrel Extra Marriage

Nikka From the Barrel Extra Marriage rappresenta una variazione sull’espressione originale, arrivata negli Stati Uniti nel 2018. Per celebrare il quarantesimo anniversario del whisky, Nikka ha deciso di prolungare il periodo di assemblaggio dei componenti del blend prima dell’imbottigliamento, da cui deriva la denominazione. From the Barrel rientra nella categoria dei world whisky poiché incorpora distillati che non sono stati prodotti in Giappone e, di conseguenza, non soddisfa le linee guida, ancora del tutto volontarie, che definiscono il whisky giapponese. La maggior parte dei componenti, oltre cento in totale, è costituita da whisky di malto e di cereali provenienti dalle due distillerie Nikka, Yoichi e Miyagikyo, ma nell’assemblaggio sono presenti anche whisky distillati in Scozia. 59 euro
Il migliore sotto i 50 euro: Toki Black

Suntory ha lanciato alcuni anni fa il suo blended whisky senza indicazione di età, Toki. L’obiettivo di questa espressione accessibile era l’utilizzo in miscelazione, in particolare nei highball, e in questo ruolo ha dimostrato grande efficacia. Lo scorso anno, tuttavia, Suntory ha introdotto Toki Black, una versione più affumicata dell’originale. Si tratta di un blend di whisky di malto e di cereali, in cui il componente aromaticamente più dominante è il malto torbato proveniente da Hakushu, affiancato da una quota di whisky di cereali prodotto nella stessa distilleria, una novità assoluta per Suntory. Il risultato è un whisky che può essere considerato superiore all’originale, pur mantenendo un prezzo molto contenuto. 40 euro
Miglior whisky giapponese sotto i 100 euro: Fuji Single Malt

Fuji ha introdotto questo nuovo single malt nel proprio portafoglio statunitense lo scorso autunno, ampliando una gamma che comprendeva già un single grain e un blended whisky. Il distillato è prodotto presso la Fuji Gotemba Distillery a partire da una miscela composta al 100% da orzo maltato e viene maturato in una varietà di botti. Tra cui rovere bianco americano e barili di rovere francese precedentemente utilizzati per vino rosso, prima di essere imbottigliato a 92 proof. Si tratta di un eccellente nuovo single malt giapponese dal prezzo inferiore ai 84 euro, un valore relativo particolarmente interessante in un mercato caratterizzato da espressioni con indicazione di età dai costi estremamente elevati. 55 euro
Il migliore per le grandi occasioni: Hibiki 21

Il marchio Hibiki di Suntory è uno dei più apprezzati nel panorama dei whisky blended. L’azienda ha interrotto da tempo la produzione dell’espressione con indicazione di età 17 anni e, sebbene esistano versioni senza dichiarazione d’età più accessibili, il 21 anni (oggi l’espressione con l’età più giovane all’interno della gamma) merita pienamente l’investimento. Volendo spingersi ancora oltre, è possibile orientarsi verso le versioni da 30 o 40 anni. Ma per una cifra intorno ai 900 euro questo whisky, assemblaggio di distillati provenienti da tutte e tre le distillerie di malto e di cereali di Suntory, offre risultati eccellenti in termini di intensità aromatica e struttura. 966 euro
Che cos’è il whisky giapponese?

Come accennato nell’introduzione, esistono alcune linee guida stabilite dalla Japan Spirits & Liqueurs Makers Association che definiscono il whisky giapponese, anche se al momento non hanno valore legale (la maggior parte dei principali produttori le segue comunque su base volontaria). Le regole sono le seguenti:
- nella miscela di cereali devono essere presenti cereali maltati insieme ad altri cereali
- l’acqua utilizzata deve provenire dal Giappone; tutte le fasi della produzione devono svolgersi in Giappone
- il whisky deve essere invecchiato per un minimo di tre anni
- è consentito l’uso di colorante al caramello (come avviene per lo Scotch)
- il whisky deve essere imbottigliato a una gradazione minima di 80 proof.
Come berlo?
La risposta breve è: nel modo che si preferisce. Non esiste un metodo giusto o sbagliato per gustare il whisky giapponese. Detto questo, è consigliabile assaggiarlo almeno una volta liscio, per coglierne appieno il carattere. A partire da lì, può essere consumato secondo le proprie abitudini. Con ghiaccio, con l’aggiunta di un po’ d’acqua o in qualsiasi cocktail si desideri, tra cui il più popolare rimane il classico highball.
Articolo di Robbreport.com
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