Guidare la Mistral da 1.578 CV di Bugatti, prodotta in soli 99 esemplari e ultimo capitolo di un’era motoristica di riferimento, è un momento magico.
Sebbene Bugatti abbia attraversato più di una battuta d’arresto e ripartenza nei suoi 116 anni di storia, ha continuato a ridefinire il concetto stesso di supercar, imponendo a ogni generazione un nuovo vocabolario di superlativi.
La nascita della Bugatti Mistral

È dunque naturale che, per chiudere l’era del rivoluzionario motore W16, la Maison abbia creato la Mistral: un manifesto massimalista dedicato alla guida en plein air, capace di stabilire il recente record di velocità per una vettura scoperta con 282 mph (circa 454 km/h) e proposta a partire da 5,8 milioni di euro.
Produzione limitata e debutto

Presentata nel 2022, già sold out nei suoi 99 esemplari, la Mistral ha iniziato le consegne a febbraio. Pur utilizzando lo stesso quadriturbo da 1.578 cv della Chiron Super Sport 300+, questa roadster titanica assume un’identità più espressiva grazie a prese d’aria, profili e sfoghi che aggiungono carisma alla sua silhouette levigata. Il cambiamento più radicale è nella coda, scolpita con linee affilate e accenti a X che richiamano la Bolide da pista. Se il design esterno segna una rottura visiva, l’abitacolo rivela firme familiari: tachimetro analogico fino a 500 km/h, pellami impeccabili, comandi metallici e una miniatura dell’elefante danzante di Rembrandt Bugatti incastonata nel selettore del cambio.
Alla guida della Bugatti Mistral, prestazioni ed esperienza sensoriale

Al volante, colpisce il contrasto tra la furia controllata della Mistral e la calma dei suoi interni minimalisti. Per quanto si possano conoscere le hypercar, la spinta della Mistral sorprende sempre, basta sfiorare l’acceleratore e i 100 km/h arrivano in 2,4 secondi. La velocità, così immediata, crea dipendenza, amplificata da un paesaggio sonoro ricchissimo: l’aria che viene risucchiata nel motore, il soffio delle turbine in pressione, il sibilo delle valvole di sfogo, il borbottio profondo della combustione che attraversa il grande terminale trapezoidale. Diversamente dalla Chiron coupé, isolata dai suoi stessi meccanismi, la Mistral offre un’immersione acustica totale, mitigata solo dal deflettore antivento, fisso dietro i sedili, che riduce le turbolenze e dirige i flussi d’aria.
Mistral come ponte storico verso la nuova era
L’esperienza esalta l’unicità del W16 e rivela anche le forze imponenti che permettono alla Bugatti Mistral di sfiorare i 300 mph a cielo aperto: un risultato vertiginoso, nel senso più letterale possibile, che la consacra come la roadster più veloce del pianeta. La Mistral disarma per la sua maneggevolezza e per il comfort sorprendente, chiudendo il capitolo della visione di Ferdinand Piëch sull’automobile definitiva, un progetto avviato ai tempi della Veyron del 2005, quando era alla guida del Gruppo Volkswagen. Piëch aveva puntato sul W16 per l’efficienza di ingombri e la capacità di raggiungere obiettivi impossibili con altri schemi motoristici.
Ora, con Mate Rimac alla conduzione creativa della Casa, la prossima Tourbillon da 1.800 cv adotta un sistema propulsivo che sembra al tempo stesso tre passi avanti e uno indietro: tre motori elettrici abbinati a un V16 aspirato. In quest’ottica, la Mistral si conquista un posto nella storia come ponte straordinario tra due epoche monumentali.
Articolo tratto dal numero invernale di Robb Report Italia
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