Composta da tre principali varianti e prodotta dal 1948 al 1954, la Jaguar XK120 unisce una carrozzeria sontuosa a una notevole potenza.
Questa vettura è stata una ventata d’aria fresca mentre la Gran Bretagna tirava un sospiro di sollievo nel dopoguerra. Debuttò nel 1948 come roadster biposto aperta (Ots) dalle prestazioni in grado di sfidare qualsiasi auto sportiva su strada, indipendentemente dal prezzo. Fu seguita nel 1951 dalla versione coupé a tetto fisso (Fhc) e nel 1953 dalla drophead coupé (Dhc), dotata di una più robusta capote in tela ripiegabile rispetto all’essenziale roadster.
Linee moderne e fascino internazionale della Jaguar XK120
Tutte e tre le varianti di modello presentavano una carrozzeria mozzafiato e sinuosa. Moderne quanto il motore, la cui affidabilità era pari alla sua potenza impressionante. Il mercato statunitense stava appena scoprendo il fascino delle auto sportive europee, con le prime MG arrivate in America subito dopo la guerra, portate dai militari di ritorno a casa. Le agili sportive britanniche stuzzicarono l’appetito dei piloti e rappresentarono solo l’inizio dell’ondata di importazioni che portò in America vetture britanniche, tedesche, italiane e francesi.
Tecnica e prestazioni da primato
Con la Jaguar XK120, i parafanghi della MG e il suo esile quattro cilindri in linea furono sostituiti da una carrozzeria aerodinamica e da un sei cilindri in linea bialbero da 3,4 litri con una potenza di quasi 160 CV. Il pacchetto Special Equipment (SE) portava la potenza a quasi 180 CV. Secondo la casa madre, la XK120 era in grado di raggiungere le 120 miglia orarie, un numero orgogliosamente dichiarato anche nella sigla del modello. Alla fine della produzione, nel 1954, erano stati realizzati oltre 12.000 esemplari, comprendendo tutte le varianti, lasciando il posto alla XK140 e, nel 1958, alla XK150, che sarebbe poi stata sostituita nel 1961 dalla leggendaria E-Type.
Il design di Sir William Lyons
L’impresa di immaginare la forma originale della XK120, tracciata in sole due settimane dal cofondatore di Jaguar Cars, Sir William Lyons, non fu una sfida da affrontare alla leggera. Stabilire quale delle tre varianti – cabriolet, coupé o drophead in tela – sia la più affascinante è questione personale. Con le quotazioni che confermano l’adagio generalmente valido nel mondo delle auto d’epoca: “Quando il tetto si abbassa, il prezzo sale”. Alcuni designer automobilistici di provata competenza potrebbero dissentire: la FHC è semplicemente splendida e, in genere, viene penalizzata sul prezzo con una riduzione del 15-20%.
Un motore entrato nella leggenda
Tra le migliaia di motori progettati dal Benz Patent-Motorwagen del 1885, pochi sono divenuti icone: il V12 della Ferrari, i V8 delle Big Three americane e il sei cilindri contrapposto della Porsche 911, ronzante sul retro. Il sei cilindri in linea della Jaguar, vincitore a Le Mans, rientra sicuramente tra questi. Godere del suono e della sontuosa potenza di questo propulsore al volante di una XK120 è un piacere raro. È incluso nel prezzo d’ingresso anche un buon allenamento per le braccia.
Guida coinvolgente e appagante
Se messa a punto correttamente, la prima XK è una compagna di guida tra le più entusiasmanti. La “messa a punto” può comprendere di tutto, dagli pneumatici moderni alla sostituzione del cambio con un Tremec T5, che sfrutta appieno la flessibilità di questo motore straordinario. I collezionisti votati all’originalità non devono preoccuparsi: i ricambi, originali o riprodotti, sono abbondanti, anche se nessuno è economico. Il restauro è una strada percorribile solo da chi dispone di cospicue risorse. Ecco perché acquistare un esemplare già sistemato è la via più diretta verso la felicità con una Jaguar XK120.
Le valutazioni vanno dai 51.000 euro per le coupé in buone condizioni fino a oltre 139.000 euro per le roadster da concorso, con i circa 200 esemplari con carrozzeria in alluminio che fanno lievitare i valori di almeno il 20%. Ma la gioia di possedere una XK120 non risiede necessariamente nella rincorsa ai punteggi nei concorsi d’eleganza. Ma anche nel rincorrere strade al volante di una vettura che ripaga il suo appassionato proprietario con un’esperienza di guida pura, nello spirito di un’epoca ormai passata.
Articolo di Robbreport.com
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