Robb Report investe in Cygnet, brand gallese di gin fondato dalla cantante lirica Katherine Jenkins e dall’artista e filmmaker Andrew Levitas.
Robb Report ha annunciato un investimento strategico in Cygnet, il marchio gallese che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione del segmento ultra-premium. L’operazione unisce uno dei nomi più influenti dell’editoria lifestyle globale a un brand di spirits che ha costruito la propria identità su qualità estrema, posizionamento alto e una visione precisa del mercato. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: ridefinire i confini del gin di lusso e, più in generale, contribuire all’evoluzione dell’intero comparto spirits verso una dimensione sempre più orientata al valore, all’esperienza e alla rilevanza culturale.
Cygnet, dai fondatori alla visione
Cygnet nasce da un’idea di Katherine Jenkins, cantante lirica di fama internazionale, e da Andrew Levitas, artista e filmmaker impegnato in progetti a forte impatto sociale. Due profili distanti dal mondo distillatorio tradizionale, ma uniti da un approccio che mette al centro ricerca, estetica e una forte attenzione alla dimensione etica del prodotto. Secondo Matteo Fantacchiotti, Partner & Chairman del brand, Cygnet occupa uno spazio ancora poco esplorato nel segmento prestige: quello di un gin pensato come oggetto di lusso completo, capace di generare valore attraverso artigianalità, sostenibilità e posizionamento culturale, senza compromessi sul piano qualitativo.
Il prodotto simbolo, Cygnet 22
Il cuore dell’offerta è Cygnet 22, un gin costruito attorno a una ricetta che prevede ventidue botaniche, tra cui il miele di manuka. Una scelta che contribuisce a definire un profilo particolarmente morbido e una struttura gustativa pensata per funzionare tanto in purezza quanto in miscelazione.
Nelle dichiarazioni ufficiali, Luke Bahrenburg, ceo di Robb Report, parla di un brand capace di fondere creatività, sostenibilità e visione contemporanea del lusso, sottolineando come l’ingresso di Cygnet nell’ecosistema editoriale del gruppo permetterà di intercettare un pubblico globale sempre più attento alla qualità e al racconto che sta dietro ogni bottiglia.
Oltre il gin di lusso, una gamma costruita per il segmento prestige
Accanto al 22, il portafoglio include Cygnet 77, affinato in botti di whisky gallese, e il Cygnet Welsh Dry Gin, posizionato come proposta ultra-premium ma più accessibile. In pochi anni il marchio ha collezionato riconoscimenti di peso, tra cui i Luxury Masters Awards per le sue referenze di punta, consolidando una reputazione che oggi si riflette anche nell’interesse degli investitori.
Nel dicembre 2025 è arrivato anche Cygnet Infinity, spirit analcolico pensato per contesti sociali evoluti, a conferma di una strategia che guarda alle nuove dinamiche di consumo senza rinunciare al posizionamento alto.
Il precedente che fa scuola
Il percorso di Cygnet è spesso accostato a quello di marchi che in passato hanno saputo trasformare radicalmente il proprio segmento, come Grey Goose nel mondo vodka o Don Julio 1942 nella tequila. Oltre alla semplice analogia commerciale, è l’idea di fondo che convince: dimostrare che anche categorie consolidate possono essere ripensate attraverso narrazione, qualità percepita e una chiara strategia di posizionamento.
Una mossa che parla all’intero settore
L’investimento di Robb Report è un’operazione finanziaria e allo stesso tempo un segnale culturale. Indica come il lusso negli spirits stia sempre più passando da una logica di volume a una di significato, dove prodotto, storia e valori diventano inseparabili. Per Cygnet, l’accesso alla piattaforma globale di Robb Report rappresenta un acceleratore di visibilità e autorevolezza. Per l’industria, è la conferma che il futuro del segmento premium si gioca sulla capacità di costruire brand credibili, riconoscibili e capaci di dialogare con un pubblico internazionale sempre più esigente.
Immagini courtesy Robb Report
Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Robb Report Iscriviti


