Se alcune aziende attraversano il tempo adattandosi ai cambiamenti, esistono realtà che contribuiscono a definire un territorio. Fondata nel 1877 a Pontassieve, alle porte di Firenze, Ruffino nasce dall’intuizione di Ilario e Leopoldo Ruffino: produrre un Chianti di qualità costante e portarlo in giro per il mondo. Da allora sono trascorsi quasi 150 anni, durante i quali la cantina ha consolidato una presenza internazionale in più di 90 Paesi, restando profondamente radicata in Toscana, sua terra d’origine.
Il percorso di crescita si è tradotto nel tempo in un presidio capillare delle denominazioni più vocate della regione. Oggi le sette Tenute Ruffino si distribuiscono tra Chianti Classico, Montalcino, Chianti e, più recentemente, anche a Bolgheri. Tra ville storiche, castelli e fattorie immerse nei vigneti, ogni proprietà rappresenta un tassello di un mosaico che unisce l’identità del paesaggio alla visione produttiva. Negli ultimi anni, l’azienda ha intrapreso un deciso riposizionamento verso la fascia premium, con una valorizzazione dei suoi rossi di maggiore prestigio e un importante lavoro sull’immagine.
Casa Ruffino, l’ospitalità come estensione del vino

Il legame con il territorio di Ruffino si esprime anche attraverso l’ospitalità. Alla Tenuta Poggio Casciano, sulle colline che circondano Firenze, l’azienda ha infatti sviluppato Casa Ruffino, centro esperienziale che integra vinificazione, accoglienza e ristorazione.
La villa rinascimentale ospita il Wine Relais, con otto camere affacciate sui vigneti e sul giardino all’italiana, il Ristorante Tre Rane e l’Enoteca Ruffino. Qui l’esperienza del vino si completa attraverso tour guidati che partono dai vigneti, tutti a conduzione biologica, e conducono alla cantina ipogea ristrutturata. Molto più di un progetto enoturismo, Casa Ruffino mette al centro la cultura del vino come racconto di paesaggio, storia e convivialità.
Bolgheri, la scelta strategica di Ruffino

Il 2023 ha segnato una nuova tappa con l’acquisizione di vigneti e terreni nella denominazione Bolgheri, lungo la costa livornese, una DOC che conta 75 produttori ed è considerata tra le più prestigiose al mondo. I 15 ettari situati tra Le Sondraie e Le Bozze rappresentano un investimento mirato, coerente con la volontà di presidiare le aree più vocate della Toscana. L’ingresso a Bolgheri si colloca all’interno di un percorso iniziato quasi un secolo e mezzo fa e orientato alla costruzione di un portfolio capace di dialogare con le eccellenze regionali.
Garzaia 2023, il primo Bolgheri Superiore

Da questa nuova presenza nasce Garzaia Bolgheri Superiore DOC 2023, il primo Bolgheri Superiore firmato Ruffino. Il vino è prodotto integralmente da vigneti di proprietà ed è affidato alla firma di Olga Fusari, senior winemaker entrata in azienda nel 2023 e oggi responsabile dei vini di pregio di Bolgheri. Garzaia nasce dai vigneti di Le Sondraie, nella parte nord della denominazione, su suoli profondi a composizione sabbioso-argillosa.
Il blend, con una prevalenza di Cabernet Franc (70%) affiancato dal Merlot, ricerca equilibrio tra struttura e complessità aromatica. L’affinamento di 18 mesi in barriques di rovere francese, di cui il 70% nuove e il 30% di secondo passaggio, accompagna il vino verso un profilo che esprime eleganza e appartenenza territoriale.
Disponibile dal 1° marzo 2026, Garzaia si inserisce tra i fine wines della casa, completando un disegno che oggi unisce quasi 150 anni di storia a una visione strategica chiara: consolidare la presenza nelle denominazioni chiave della Toscana e rafforzare il dialogo tra radici e contemporaneità.
Immagini courtesy Ruffino
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