Davide Groppi attraversa la chiesa di Sant’Agostino a Piacenza con una mostra che riunisce lampade, costruzioni luminose e nuove edizioni
A Piacenza, Volumnia dedica a Davide Groppi una grande mostra antologica che ripercorre quarant’anni di lavoro attraverso lampade, installazioni e intuizioni scenografiche. Un’ora di luce, a cura di Marco Sammicheli, resta aperta dal 26 marzo al 26 maggio 2026.
L’esposizione prende forma dentro l’edificio rinascimentale riportato alla città da Enrica De Micheli. Qui Davide Groppi aveva già firmato il progetto di illuminazione nel 2018. Oggi torna negli stessi spazi con un percorso costruito per guidare il visitatore dentro un tempo preciso, quasi sospeso, fatto di un’ora dedicata alla luce.
Davide Groppi e il progetto della luce

La storia di Davide Groppi parte dalla fine degli anni Ottanta. Dal 1988 il designer inventa e produce lampade con il marchio che porta il suo nome, sviluppando una ricerca personale che unisce essenzialità formale, leggerezza e stupore. Nel corso di quattro decenni il suo lavoro ha dato forma a un linguaggio riconoscibile, applicato a oggetti, allestimenti e interventi per abitazioni, musei, negozi, ristoranti e spazi di hospitality.
Per Davide Groppi il progetto della luce dialoga con l’architettura, incontra le forme dell’arte, accompagna i volumi e costruisce relazioni. Le sue lampade nascono da un’idea, da una necessità, da un significato. Dentro questo percorso entrano riferimenti al ready-made, alla magia e al desiderio di giocare con la luce. Nel tempo il designer ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Tra questi, il Compasso d’Oro ADI assegnato nel 2014 alle lampade Nulla e Sampei e, nel 2024, ad Anima.
Un’ora di luce, il percorso della mostra

La mostra si apre con cinque utopie di luce, pezzi unici collocati tra possibile e artificio. Da qui il visitatore entra in una sequenza di muri abitati, strutture che contengono lampade e costruzioni luminose pensate per apparire come una scoperta continua. Marco Sammicheli costruisce il racconto dell’esposizione insieme a Davide Groppi attraverso un ritmo fatto di soglie, aperture e pause.
L’allestimento occupa la navata principale della chiesa con una serie di volumi metafisici. La loro presenza scandisce lo spazio e accompagna il percorso fino ai tesori custoditi da Volumnia, che entrano in dialogo con alcune delle lampade più rappresentative della carriera del designer. All’ingresso, la lampada Moon segna il passaggio tra esterno e interno. Funziona come una soglia e introduce uno stradone di architetture geometriche. Da quel punto il visitatore attraversa ambienti neutri e aperti, dove la luce cade nello spazio come una fiaccola e disegna il cammino.
Davide Groppi presenta una nuova edizione di Vera

In occasione di Un’ora di luce, Davide Groppi presenta una versione speciale di Vera, realizzata in edizione limitata per Volumnia. La lampada arriva in una finitura amaranto laccato e interpreta il tema dell’illusione. Vera porta al centro del progetto una lampadina che appare all’accensione come un ologramma. Il cono in vetro trasparente incontra una base cilindrica in alluminio rivestita da un rosso intenso. Il riflettore genera una luce diretta, indiretta e diffusa con una qualità elevata.
Umasi, anteprima della nuova lampada

Dentro la mostra trova spazio anche Umasi, nuova lampada presentata in anteprima. La sua presenza aggiunge un ulteriore capitolo al racconto costruito a Piacenza e collega il percorso storico del designer con la ricerca attuale. Un’ora di luce restituisce così il senso del lavoro di Davide Groppi attraverso un’esperienza diretta. La luce diventa materia progettuale, costruzione dello spazio e strumento narrativo. Nella chiesa di Sant’Agostino ogni lampada agisce come un punto di orientamento e ogni ambiente suggerisce una relazione diversa tra corpo, architettura e visione.
Immagini courtesy Davide Groppi
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