Il più quotato peso massimo italiano non nasconde le proprie ambizioni e domenica affronterà lo statunitense Torrez in un match che può permettere di scalare ulteriormente i ranking internazionali.
L’attesa è finita. A Las Vegas, sotto i riflettori della grande boxe internazionale, Torres e Vianello si preparano a salire sul ring per un incontro che promette spettacolo. Due pugili accomunati da un passato olimpico ma contraddistinti da stili differenti nel quadrato, stanno per affrontarsi nella notte americana del 5 aprile. Torrez, noto per la sua rapidità e precisione, dovrà affrontare la potenza e la solidità di Vianello, che continua la sua ascesa tra i pesi massimi. L’incontro rappresenta una tappa cruciale per entrambi: una vittoria potrebbe aprire nuove prospettive, una sconfitta imporrebbe una riflessione sul futuro. Gli appassionati sono pronti a godersi una sfida ad alta intensità, in cui ogni colpo potrebbe cambiare le sorti della serata.
Guido Vianello, la storia del Gladiatore
Guido Vianello, noto nel mondo del pugilato con il soprannome di “The Gladiator” è ormai nome celebre per gli appassionati della nobile arte, da un lato e dall’altro dell’Oceano. Il pugile romano, classe 1994, ha alle spalle un percorso solido: nel 2016 ha conquistato l’accesso ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro e dal 2018 combatte da professionista nel circuito della Top Rank Boxing. Ora, lo attende una nuova sfida contro Richard Torrez Jr., considerato uno dei pesi massimi americani più promettenti, più giovane di cinque anni e che in teoria gioca in casa. Nessuno di questi elementi sembra però spaventare il gigante italiano.
Determinazione e fiducia: le parole di Vianello prima del match
“Appena mi hanno proposto questo incontro, ho accettato subito – racconta Vianello – perché voglio dimostrare il mio valore su palcoscenici sempre più importanti. Ormai mi sento a casa ovunque, combatto negli Stati Uniti da anni e so che il pubblico sarà dalla mia parte, soprattutto quando vedrà di cosa sono capace sul ring”. Analizzando l’avversario, Vianello riconosce in Torrez un pugile giovane e dotato. “Ha voglia di combattere, è veloce di mani e per di più è mancino, il che può creare qualche difficoltà. Ma ogni match è una storia a sé, e con il mio coach Simone D’Alessandri abbiamo studiato attentamente il suo stile. La sua debolezza? Non ha ancora affrontato un pugile completo ed esperto come me. Quando sentirà la mia potenza, andrà in difficoltà”.
Un training camp internazionale per una preparazione perfetta
Il training camp è stato strutturato con grande cura, tra Italia, Londra e Nevada. “La prima fase l’ho svolta alla Phoenix Gym di Pomezia, la palestra del mio allenatore, con sparring italiani di alto livello come Diego Lenzi e Abbes Mouhiidine. Poi ho trascorso una settimana a Londra, allenandomi con due pugili pro mancini, prima di trasferirmi a Las Vegas per lavorare con un valido pugile cubano. Il metodo di preparazione è rimasto lo stesso, ma ho affinato le traiettorie dei colpi per renderli più precisi, veloci e potenti”. Las Vegas è una città celebre per il pugilato e Vianello ormai la considera una seconda casa. “Sono arrivato qui sette anni fa da ragazzino, dopo un training camp con Tyson Fury a Big Bear Lake. Ho tanti amici, mi raggiungeranno anche i miei familiari, e vedere il mio volto sui cartelloni pubblicitari della città mi fa capire che sto facendo qualcosa di importante. Non sento pressione, solo una grande voglia di combattere”.
Guido Vianello guarda al futuro
L’incontro con Torrez potrebbe rappresentare un ulteriore passo in avanti nella scalata al ranking dei pesi massimi. Ma Vianello preferisce non guardare troppo avanti: “Penso giorno per giorno. Il mio focus è tutto su questo match, lo affronterò come se fosse per il titolo mondiale. Già dopo la vittoria su Makhmudov mi sentivo pronto per sfidare i migliori, e questa sarà un’ulteriore conferma. Il mio obiettivo rimane lo stesso: conquistare il titolo del mondo. Ogni incontro è un tassello che devo mettere per arrivare alla cima”.
Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Robb Report Iscriviti