Dalla calma di un lago alla vibrante Dublino, Ballyfin Demesne e The Westbury si svelano tra storia e natura.
Ai piedi delle Slieve Bloom Mountains, sulle acque del lago artificiale più grande d’Irlanda si rispecchia un’antica dimora, oggi indirizzo di ospitalità di lusso. Il gioco di prospettive, affascinante con la luce del sole, ma ancor di più quando il cielo è coperto, viene interrotto solamente dalle piume bianche dei cigni che nuotano indisturbati. “Da ragazzi, i miei amici tentavano di accarezzarli, facendoli infuriare”, ricorda sorridendo Glenn Brophy. A Ballyfin Demesne accompagna i turisti nelle attività all’aperto e a passeggiare attraverso i 250 ettari della tenuta, ma un tempo era uno studente del collegio voluto dai Patrician Brothers che ne ha occupato gli spazi per quasi 80 anni.

“Al posto del ristorante stellato c’era la cappella, unica area della villa accessibile agli studenti. Le aule erano altrove”, racconta. Progettata nei primi anni dell’Ottocento dagli architetti irlandesi Richard e William Morrison, per volere dell’ereditiero Sir Charles Henry Coote, la dimora ha iniziato la sua terza vita a seguito un restauro durato oltre dieci anni.
Vivere l’Irlanda nel lusso nelle suite di Ballyfin
Oggi hotel di lusso parte dell’associazione Relais & Châteaux, Ballyfin conta 21 tra camere e suite, ognuna con uno stile differente, e un team che conserva un legame personale con la casa, facendo sentire gli ospiti accolti con gesti gentili e una tazza di tè caldo sempre pronta. Al piano terra si susseguono sale suggestive come la Whisperer Room, la cui forma permette di udire sussurri dai due capi opposti della stanza, il salone principale con camino in marmo italiano e un pavimento in legno originale identico a quelli di Buckingham Palace e del Windsor Castle, in Inghilterra. La sontuosa Gold Room affaccia direttamente sul lago e mette in mostra un lampadario appartenuto alla sorella di Napoleone, mentre la biblioteca conserva volumi d’epoca. Da qui una porta segreta conduce all’orangerie progettata da Richard Tuner.
Tra le suite più suggestive, la Duke of Wellington omaggia il Duca che fu ospite a Ballyfin nel 1826 e comprende una camera con baldacchino e salotto separato, entrambi definiti da proporzioni classiche. Stucchi ornamentali e camino in marmo raccontano l’ambizione architettonica dei Morrison, mentre il bagno in marmo include vasca e doccia separate.
L’esperienza gastronomica a Ballyfin

Il cuore gastronomico di Ballyfin si trova nella State Dining Room, con il ristorante stellato i cui ingredienti arrivano direttamente dall’orto murato della tenuta. L’executive chef Richard Picard-Edwards propone un menu degustazione che inizia con una crema di carciofi con gelatina di pollo e caviale Royal Belgian. Un soffice shokupan al latte in stile giapponese accompagna un granchio del West Cork servito con pompelmo e una salsa al sauvignon. L’eglefino (pesce simile al merluzzo), viene servito affumicato, insieme a un raviolo al parmigiano con la sua schiuma e del porro.
A chiudere il percorso, un magistrale petto di piccione accompagnato da un jus al vino rosso e purea di patate con fiocchi croccanti. Tutto intorno, la vita in tenuta scorre al ritmo della natura, tra passeggiate attorno al lago, nei boschi e attività come la pesca e il tiro al piattello, ai piedi di un’antica torre di avvistamento.
Eleganza e cultura al The Westbury di Dublino
Abbandonata la calma della campagna, a Dublino il The Westbury presidia il centro con l’eleganza di un grande hotel urbano, punto ideale per muoversi tra teatri, musei e passeggiate nel verde di St. Stephen’s Green. Le suite dai toni neutri e i dettagli dorati della rubinetteria dei bagni rendono il soggiorno elegante, mentre il ristorante Wilde offre ostriche delle coste irlandesi e pescato del giorno. Il bar The Sidecar richiama gli anni Trenta con pavimento in marmo lucido, specchi bisellati e banco in peltro.
La drink list Dublin Unfiltered è una dichiarazione d’amore alla capitale e all’Irlanda, con cocktail abbinati a fotografie di strada scattate nel Novecento e selezionate dal bar manager Oisin Kelly. Come Emerald Smile che rimanda al Terminal 1 dell’aeroporto di Dublino con una foto scattata nel 1966 e un sorso fresco che unisce gin, Midori e kiwi a un cordiale di aloe vera e sambuco. Così, dal bancone di The Sidecar alla calma del lago di Ballyfin, l’Irlanda si racconta attraverso storie di identità che restano impresse nella memoria.
Articolo tratto dal numero primaverile di Robb Report Italia
Immagini courtesy Ballyfin e The Westbury
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