Con queste previsioni sul vino Robb Report scruta la sfera di cristallo invece del decanter.
Nonostante la sua reputazione spesso austera e ingessata, il mondo del vino è in realtà estremamente affascinante e dinamico, soprattutto per chi non si limita a degustare, ma approfondisce con regolarità la storia che sta dietro al prodotto. Tra gli aspetti positivi dell’ultimo anno, la maggior parte delle regioni vitivinicole del mondo ha registrato una stagione vegetativa eccellente e una vendemmia di alta qualità. Questo nonostante le sfide poste dal cambiamento climatico e da condizioni meteorologiche imprevedibili, anche se in alcune aree le quantità sono risultate inferiori.
Sul fronte negativo, come già previsto lo scorso anno in questo stesso periodo, nel 2025 si è assistito all’estirpazione di vigneti in numeri record, mentre il consumo di vino continuava a diminuire a livello globale. In quanto prodotto fortemente dipendente dalle condizioni climatiche, il nettare d’uva è da sempre esposto a un elevato grado di incertezza. Ecco cinque evoluzioni che Robb Report prevede per il mondo del vino nel 2026.
Previsioni sul vino nel 2026: di male in bene

Con il calo dei consumi, il settore vitivinicolo continuerà a faticare sul piano delle vendite e della rilevanza culturale. Mentre i consumatori più maturi bevono meno o hanno smesso del tutto per ragioni di salute o altre motivazioni, le generazioni più giovani non stanno scegliendo il vino con lo stesso entusiasmo dei Baby Boomer e dei Millennials, provocando un netto crollo della domanda.
In California, in Francia e in altre aree del mondo, i vigneti sono stati estirpati in quantità record e, in alcune regioni, le uve non sono state nemmeno raccolte, finendo per marcire sulla pianta. Tuttavia, i bevitori più giovani tendono a evitare le bottiglie economiche di primo prezzo a favore di proposte più premium. Attribuendo grande valore all’autenticità e alla sostenibilità.
Di conseguenza, i marchi di fascia alta che sapranno rivolgersi a questo target avranno maggiori possibilità di successo. In alcune nicchie del settore sta emergendo un ristretto gruppo di leader che propone idee coraggiose per attrarre una nuova generazione di appassionati di vino.
I vini a bassa gradazione alcolica diventeranno molto più bevibili

Nonostante l’iniziale ondata di vini a basso contenuto alcolico lanciati da marchi affermati e nuovi produttori e spesso caratterizzati da una qualità discutibile, l’intera categoria sta vivendo una notevole evoluzione positiva grazie a innovatori consapevoli della solidità e della durata di entrambi i segmenti. Rachel Martin, proprietaria di Oceano Wines, è una pioniera nel campo delle espressioni da singolo vigneto in entrambe le categorie. Nel 2023 ha introdotto Oceano Zero Pinot Noir e Chardonnay provenienti dallo Spanish Springs Vineyard sulla San Luis Obispo Coast. Si è aggiunto Oceano Ultra-Low-Alcohol Syrah, con un titolo alcolometrico di appena 3,5 per cento.
Il bordolese Julien Fayard, affermatosi come uno dei principali enologi della Napa Valley, ha fondato Les Vins Julien (Lvj) nel 2021 per esplorare la tendenza dei vini a bassa gradazione alcolica, mantenendo un forte focus su sostenibilità e agricoltura naturale. Rinunciando ai processi di dealcolazione, Fayard collabora con viticoltori locali per reperire uve capaci di offrire piena espressione aromatica mantenendo bassi i livelli zuccherini, con il risultato di una gradazione alcolica ridotta. Le prime etichette prodotte sono Le Chardonnay Light dalla Sonoma Coast con 10,5 per cento di alcol e Le Blanc Light, un assemblaggio californiano in stile Rodano con un titolo alcolometrico dell’11 per cento.
Anche French Bloom, marchio leader nel segmento degli spumanti analcolici di alta gamma di proprietà di Lvmh, sta investendo direttamente nel settore con l’acquisto di un proprio vigneto a Limoux. Questo rappresenta solo un piccolo esempio delle previsioni sul vino legate al movimento in atto verso un livello qualitativo nettamente superiore. Sia nel comparto dei vini a bassa gradazione sia in quello dei vini dealcolati.
Previsioni sul vino nel 2026: il mercato delle aste continuerà a crescere

Diverse vendite di rilievo nel terzo trimestre indicano un mercato delle aste solido, destinato a proseguire anche nel prossimo anno. In tutti i mercati la domanda di grandi Bordeaux celebri, maturi ma pronti da bere, ha mantenuto una forza costante. L’asta degli Hospices de Beaune di quest’anno in Borgogna ha registrato una partecipazione globale da record e un aumento del 4,6 per cento del prezzo per botte rispetto al 2024.
Una vendita di Christie’s tenutasi a settembre, intitolata The Glorious Cellar of a European Connoisseur, ha totalizzato quasi 3 milioni di euro. Evidenziando una forte domanda di Champagne, con diversi lotti che hanno triplicato la stima minima. Da Zachys, un’asta di settembre dedicata alla collezione privata di Jacqueline de Rothschild Piatigorsky ha superato gli 9,4 milioni di euro di realizzo, andando ben oltre la stima di 2,3 milioni.
Le buone notizie provenienti dai settori finanziario e tecnologico indicano che i bonus di fine anno saranno elevati, un segnale che lascia ben sperare per il mercato secondario del vino. “Nel 2025 abbiamo visto che i grandi vini maturi, correttamente prezzati, stanno attirando un notevole interesse, con un ritorno a parametri di coinvolgimento pre-pandemici, come il numero di offerte per lotto”, ha dichiarato a Robb Report Nick Pegna, responsabile globale vini e distillati di Sotheby’s. Pegna ha inoltre aggiunto che molti venditori stanno ora valutando attivamente la messa in vendita di bottiglie che avevano rimandato, “preannunciando un flusso entusiasmante di vini rari sul mercato”.
Vitigni mai sentiti prima diventeranno di uso comune

Da considerare nelle previsioni sul vino, in parte come risposta al cambiamento climatico, i produttori stanno lavorando sempre più spesso con vitigni autoctoni e ibridi resistenti alle condizioni meteorologiche estreme e ai parassiti. Sebbene sia noto che lo champagne è prodotto con Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier, nessuno ha ancora degustato una cuvée realizzata con il Voltis. Un ibrido resistente alle malattie fungine attualmente autorizzato a scopo sperimentale nella regione e vendemmiato per la prima volta in questa stagione.
Bordeaux ha aggiunto diversi ibridi all’elenco delle varietà consentite nel 2023, tra cui Sauvignac, Souvignier Gris, Floréal, Vidoc e il già citato Voltis. Tutti apprezzati per la loro capacità di contrastare le malattie in annate sempre più calde e umide. Sebbene nessuno di questi vitigni abbia ancora raggiunto una diffusione su larga scala, si osservano numerosi esempi, in molte regioni vitivinicole, di Marselan di alta qualità. Un incrocio tra Cabernet Sauvignon e Grenache, caratterizzato da una certa resistenza al caldo estremo e ai parassiti. Nel Sud Italia, il quasi dimenticato Perricone sta vivendo una fase di rilancio grazie alla sua capacità di prosperare in condizioni calde e aride. Mentre sulla costa mediterranea della Spagna varietà quasi estinte come Forcada e Pirene stanno tornando alla ribalta grazie all’intervento della famiglia Torres.
Previsioni sul vino: il turismo enogastronomico crescerà, trainato dai millennial

L’attenzione dei Millennial verso autenticità ed esperienza sta influenzando anche le destinazioni del vino. Le nuove proposte turistiche saranno sempre più orientate a questa fascia di pubblico, ormai benestante e abituata a viaggiare. Avendo superato i Baby Bboomer come principale generazione di consumatori di vino, il potere di spesa dei millennial si rifletterà nelle wine destination. Con offerte di degustazione e proposte gastronomiche pensate su misura per questo target.
A questo si aggiunge il fatto che, secondo Deloitte, la spesa per le esperienze è destinata a crescere del 16 per cento rispetto allo scorso anno. Rendendo prevedibile un aumento delle proposte enogastronomiche di alto livello, oltre la semplice degustazione. Che si tratti di collaborazioni tra cantine e chef rinomati o di formule più informali come la Bruschetteria di Clif Family Winery, il primo food truck interno a una cantina nella Napa Valley. Anche i tour incentrati sulla sostenibilità, come quelli proposti da Frog’s Leap o Domaine Carneros, sono avviati a diventare la “prossima grande tendenza”. Così come la crescente presenza di angoli fotogenici e adatti ai social media all’interno di cantine di ogni dimensione.
Articolo di Robbreport.com
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