Dai fasti della corte di Francia alla luce rosata dello Champagne, Xerjoff fonde arte e materia in due fragranze che raccontano la grandezza del passato con un linguaggio contemporaneo.
Nell’universo rarefatto della profumeria artistica, pochi nomi evocano la tensione verso l’eccellenza come Xerjoff. Nata a Torino dall’estro di Sergio Momo e Dominique Salvo, la maison si è imposta come interprete di un lusso colto e consapevole, che si manifesta nella cura estrema dei dettagli, nella purezza delle materie prime e nella costante ricerca di nuove dimensioni sensoriali. Ogni creazione è una narrazione olfattiva che intreccia arte, cultura e bellezza, spingendo l’immaginario del profumo verso territori inesplorati.
Louis XV 1722 di Xerjoff è un omaggio al Re di Francia

Con Louis XV 1722, nato dalla collaborazione con Maison de Venoge, storica casa di Champagne, Xerjoff esplora la memoria di un’epoca in cui il profumo era linguaggio di potere e segno di raffinatezza assoluta. Da questa sinergia prende vita un capitolo che unisce due arti del piacere, l’olfatto e il gusto, in un’unica esperienza multisensoriale. L’omaggio al Re di Francia diventa un gesto contemporaneo: un jus che racchiude lo spirito della corte di Versailles, la sua teatralità e il culto dell’eleganza quotidiana.
Louis XV 1722 Rosé, la fragranza omaggio allo champagne

Il viaggio prosegue con Louis XV 1722 Rosé, altra fragranza dedicata al mondo dello champagne. Rosé cattura l’effervescenza dei brindisi, la leggerezza della festa e la luce dorata di un istante sospeso, trasformando la fragranza in simbolo di eleganza condivisa. Attraverso queste due opere, Xerjoff si conferma pioniere nell’esplorazione dei confini del lusso, dove ogni profumo è un atto estetico e culturale, capace di tradurre l’emozione in arte.
Articolo realizzato in collaborazione con Xerjoff
Articolo tratto dal numero invernale di Robb Report Italia
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