Iride è un tessuto che cambia sfumatura con il movimento del corpo, espressione di ottant’anni di sartoria romana di Brioni.
Il nome viene dall’iride dell’occhio, quella zona in cui il colore sembra mutare senza ragione apparente, basta un cambio d’angolazione, un riflesso diverso. Brioni ha trasferito questa qualità in un tessuto. Si chiama Iride e fa esattamente questo, ovvero reagisce alla luce restituendo variazioni cromatiche che si rivelano solo nel movimento.
Come Iride di Brioni reagisce alla luce

La resa è quasi impercettibile ed evita l’effetto cangiante: è un tipo di dettaglio che si coglie alla seconda occhiata, quando un blu profondo vira verso il navy nell’angolo di un risvolto o lungo la piega di una manica. È il risultato di un lavoro preciso sulla struttura del filato, sviluppato per integrarsi nella costruzione sartoriale della maison: spalla morbida, volumi che seguono il corpo e nessun artificio strutturale.
La tradizione sartoriale di Brioni

Che Brioni metta il tessuto al centro non è una novità. Lo fa dal 1945, da quando Fonticoli e Savini aprirono il loro atelier romano con una visione precisa dell’eleganza, costruita sulla mano del tessuto e sul taglio. Da lì è nato un linguaggio che ha attirato il jet set internazionale, dal cinema alla politica, con uomini che sceglievano il tessuto prima del modello, affidandosi al proprio tatto.
Iride rappresenta la celebrazione di ottant’anni di eleganza romana

Brioni ha celebrato i suoi primi ottant’anni nel 2025 sotto le arcate rinascimentali del Chiostro del Bramante, con una serata che ha ripercorso il patrimonio della maison attraverso il pezzo che meglio la rappresenta: lo smoking. Iride si inserisce in quella stessa traiettoria e rappresenta un tessuto che lavora in silenzio sulla presenza di chi lo indossa. L’essenza del vestire del gentleman romano, portata un passo più avanti.
Immagini courtesy Brioni
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