Il direttore del design della casa texana racconta come la Hennessey Blackbird richiami il celebre velivolo spia e spiega perché l’abitacolo sia privo di schermi.
L’aviazione rappresenta da tempo una fonte di ispirazione per alcune delle automobili più straordinarie al mondo. La sua influenza attraversa l’intera storia dell’automobile, dai classici come la Voisin C25 Aerodyne del 1935, vincitrice di numerosi concorsi d’eleganza, fino alla recente hypercar Czinger 21C. Proprio quest’ultima ha tratto ispirazione creativa dall’aereo spia SR-71 Blackbird, un velivolo rivoluzionario che ha dato origine anche a un nuovo modello destinato a occupare la fascia più esclusiva dell’ingegneria e del design automobilistico: la Hennessey Blackbird.
Hennessey Blackbird apre un nuovo capitolo per il marchio

John Hennessey, fondatore e ceo di Hennessey Special Vehicles, porta avanti da 35 anni una missione orientata a superare continuamente ogni limite. Da questo percorso sono nate la Venom F5 del 2020, progettata con l’obiettivo di superare le 300 miglia orarie di velocità massima, la Venom F5 Evolution da 2.031 CV e, all’inizio di quest’anno, la Venom F5-M con cambio manuale. Oggi Hennessey Special Vehicles presenta la sua seconda vettura sviluppata interamente da un progetto inedito: la Blackbird. Il modello rende omaggio all’SR-71 attraverso numerosi richiami estetici e funzionali, offrendo al tempo stesso una dinamica di guida improntata al comfort, anziché all’indole estrema delle precedenti realizzazioni del marchio.
Hennessey Blackbird nasce dalle richieste dei clienti

“Si tratta di un seguito piuttosto inatteso della Venom F5 e, proprio per questo, in un certo senso rappresenta il miglior seguito possibile”, racconta Nathan Malinick, direttore del design di Hennessey, a Robb Report. Secondo Malinick, la Blackbird nasce direttamente dalle richieste espresse dalla clientela del marchio. “Chi osserva con attenzione il mondo dell’automobile percepisce un desiderio intenso di ritrovare un legame autentico con la materia e una sensibilità analogica”, afferma. “È ciò che desiderano i clienti ed è anche ciò che vogliamo realizzare. Il risultato finale assume così i contorni di un progetto nato dalla passione, più che da una semplice logica commerciale”.
Anziché concentrarsi su valori prestazionali estremi, il team Hennessey ha affrontato lo sviluppo della Blackbird con un obiettivo differente. “L’indicazione è arrivata direttamente da John“, spiega Malinick. “L’idea consisteva nel permettere di percorrere 800 miglia in una sola giornata senza arrivare esausti al termine del viaggio, offrendo allo stesso tempo spazio sufficiente per trasportare tutto il necessario per una settimana”.
Motore V8 e cambio manuale

Il risultato è una vettura equipaggiata con un nuovo propulsore da 6,2 litri sviluppato in collaborazione con Ilmor Engineering, la stessa azienda responsabile del motore della Venom F5. Quanto al cuore della Hennessey Blackbird, “si tratta di un V8 aspirato capace di raggiungere i 9000 giri al minuto, destinato a diventare il motore V8 omologato per uso stradale più potente mai realizzato”, sottolinea Malinick. “I valori definitivi sono ancora in fase di definizione, ma la potenza sarà compresa tra 800 e 900 CV trasmessi alle ruote posteriori”. Tale potenza verrà gestita da un cambio manuale a sei rapporti. L’insieme motore-trasmissione è progettato per consentire alla Blackbird di accelerare da 0 a 60 miglia orarie in 2,5 secondi e raggiungere una velocità massima di 220 miglia orarie.
In linea con la sua filosofia progettuale, la vettura offre nella parte anteriore spazio sufficiente per due bagagli a mano. Malinick aggiunge inoltre che “sotto il parafango posteriore trovano posto ulteriori elementi di bagaglio, tutti realizzati su misura, mentre all’interno è disponibile spazio dietro i sedili per altri due borsoni”.
Il design ispirato al SR-71

Realizzata in fibra di carbonio, la Hennessey Blackbird richiama il celebre aereo da cui prende il nome soprattutto attraverso il design esterno, in particolare grazie alla caratteristica linea che percorre le fiancate. “Si chiama chine line ed è ripresa direttamente dall’aereo”, spiega Malinick. “Rappresenta praticamente l’unica linea di rottura presente sull’intera vettura. Tutto il resto è caratterizzato da volumi ampi, superfici fluide e continue, una scelta destinata a garantire un design senza tempo. Questa unica linea netta crea il giusto equilibrio e mantiene costante la tensione delle forme”…
Ancora più esplicito è il richiamo all’SR-71 rappresentato dalle pinne stabilizzatrici verticali attive collocate nella parte posteriore. Quando vengono attivate, assumono un’inclinazione di 71 gradi e si aprono automaticamente al raggiungimento delle 71 miglia orarie. Un ulteriore riferimento alle icone dell’era spaziale è il sistema di scarico a quattro terminali disposto secondo uno schema a rombo. Questa configurazione riprende direttamente quella adottata dal Bell X-1, il velivolo che, pilotato dal celebre Chuck Yeager, superò per la prima volta la barriera del suono. Il motivo a rombo ricorre in numerosi dettagli della Hennessey Blackbird, compresi i quattro porta bicchieri presenti nell’abitacolo.
Un abitacolo analogico privo di schermi

L’abitacolo della Hennessey Blackbird, accessibile attraverso portiere ad ali di gabbiano, rappresenta il luogo in cui emerge con maggiore evidenza la volontà di privilegiare un’esperienza analogica, grazie all’assenza di qualsiasi schermo. Al centro dell’attenzione si trova invece il contagiri, collocato in posizione centrale tra gli strumenti dietro al volante, insieme alla leva del cambio con griglia a vista inserita nella console centrale alleggerita.
Per quanto riguarda Apple CarPlay, Android Auto e il controllo dell’impianto audio, ogni funzione viene gestita direttamente tramite lo smartphone. “Quando si rientra a casa e si desidera ascoltare musica in tutte le stanze, tutto passa ormai dallo smartphone… basta collegarsi tramite Bluetooth e il gioco è fatto”, afferma Malinick. “Lo stesso identico concetto è stato applicato anche qui”, spiega riferendosi all’abitacolo. “E nessuno può sapere quale forma avranno gli smartphone in futuro. Abbiamo pensato anche a questo: tra 50 anni potrebbe esistere qualcosa di completamente diverso, mentre l’obiettivo è che questo interno continui a durare nel tempo”.
Hennessey Blackbird, 71 esemplari dal 2028

Ciò che durerà poco sarà invece la produzione della Blackbird, destinata con ogni probabilità a iniziare nel 2028 o nel 2029 e limitata ad appena 71 esemplari. Ciascuno con un prezzo di partenza di 2 milioni di euro. Malinick prevede inoltre che la disponibilità si esaurirà rapidamente. “John ha chiarito che questa vettura, per Hennessey, rappresenta molto più del capitolo successivo: segna l’inizio di un libro completamente nuovo”, conclude Malinick. “Con questo modello inizieremo davvero a comprendere quale sarà il DNA di Hennessey negli anni a venire”.
Articolo di Robbreport.com
Immagini courtesy Hennessey Special Vehicles
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