Fall Winter 2026: Oliver Peoples rilegge le silhouette del proprio archivio attraverso acetati arrotondati, titanio e lenti sfumate effetto délavé, mentre la campagna Twice Upon a Time porta la collezione in una residenza di John Lautner.
Oliver Peoples sceglie una narrazione cinematografica per presentare la campagna Fall Winter 2026, intitolata Twice Upon a Time, che esplora il rapporto fra memoria e prospettiva attraverso architettura, luce e percezione. La stessa idea di rilettura attraversa la collezione. Le silhouette dell’archivio tornano attraverso un lavoro concentrato su forme e volumi, con acetati dalle linee arrotondate e montature in titanio dal disegno essenziale. La palette alterna tonalità neutre calde e fredde, sfumature tartarugate e finiture traslucide. Un elemento ricorrente sono le lenti sfumate effetto délavé, sviluppate con passaggi cromatici ispirati alla delicatezza dell’acquerello.
Fall Winter 2026, l’archivio secondo Oliver Peoples

Uno dei modelli che esprime con maggiore evidenza il rapporto con l’archivio è EZ-Y, reinterpretazione di una delle montature da vista più riconoscibili del marchio. La costruzione semi-rimless in titanio sviluppa una silhouette definita da un’unica barra superiore che prosegue nelle aste. La struttura elimina il ponte tradizionale e lascia alle lenti sfumate effetto délavé un ruolo centrale nella composizione. La ricerca sulle proporzioni prosegue con Aymes e Tassin, due montature costruite partendo da riferimenti differenti. Aymes recupera lo stile degli anni Settanta attraverso una silhouette oversize con doppio ponte e lenti délavé. Tassin punta invece su una forma in acetato fortemente arrotondata, accompagnata da dettagli più netti. Anche qui le lenti sviluppano un passaggio da tonalità intense a nuance più luminose, con un effetto che richiama l’acquerello.
Eyles-R ed Elietta, due riletture del vintage

La proposta Fall Winter 2026 comprende anche una selezione di classici contemporanei che riprende l’ispirazione vintage attraverso proporzioni armoniose e dettagli precisi. Eyles-R parte dalle montature da vista conservate nell’archivio Oliver Peoples e adotta un frontale in acetato dalle geometrie definite, completato dal ponte a chiave. Il modello arriva in varianti traslucide e finiture caratterizzate da texture differenti.
Elietta sceglie una costruzione rettangolare, con linee morbide e levigate. Le proporzioni sono studiate per adattarsi a diverse forme del viso e danno al modello un carattere versatile. Eyles-R ed Elietta interpretano il riferimento al passato con due geometrie distinte, mantenendo al centro il lavoro sulla forma che percorre l’intera collezione.
Il titanio di Brunner e Caylor

Il doppio ponte ritorna su due nuovi occhiali da sole in titanio leggero, Brunner e Caylor. Brunner presenta cerchi sagomati, dettagli laterali avvolgenti e una filigrana incisa lungo tutta la montatura, elemento legato alla lavorazione artigianale giapponese indicata dal brand. La struttura punta su volumi definiti e sulla presenza del metallo.
Caylor sviluppa lo stesso tema attraverso una costruzione più essenziale. Il doppio ponte si accompagna al profilo marcato dei cerchi e a proporzioni precise. I due modelli ampliano il lavoro sul titanio tramite volumi scultorei e differenti interpretazioni dello stesso elemento strutturale.
Fall Winter 2026, acetato e forme anni Settanta

Sul fronte dell’acetato, Oliver Peoples concentra la ricerca ancora una volta su forme e volumi. Encina presenta una silhouette slanciata verso l’alto, definita dall’alternanza di curve e angoli marcati. La costruzione conferisce alla montatura una presenza decisa e rende la geometria il principale elemento visivo. Larell torna invece agli anni Settanta con forme fortemente arrotondate. L’acetato permette di accentuare i volumi e di costruire una montatura in cui geometrie espressive e proporzioni raffinate definiscono il profilo.
Twice Upon a Time, la campagna Fall Winter 2026

A dare un contesto visivo alla collezione è Twice Upon a Time. Oliver Peoples ambienta la campagna in una delle residenze mid-century di John Lautner, architetto noto per case progettate in relazione al paesaggio e alla luce mutevole della California. Gli ambienti diventano parte della narrazione: stanze, riflessi e incontri costruiscono immagini aperte a più letture.
La sequenza passa dagli interni agli esterni, dai dettagli all’architettura, con riferimenti ai classici della vecchia Hollywood e al cinema cult. I personaggi compaiono e scompaiono, mentre le loro vicende emergono solo in parte e lasciano allo spettatore il compito di completarle. Questo principio di dualità arriva direttamente alla collezione, dove i modelli legati all’archivio vengono ripensati attraverso titanio, acetati arrotondati, tartarugati, trasparenze e lenti sfumate personalizzate. La luce californiana completa la scena e lega montature, personaggi e architettura alla stessa costruzione visiva.
Immagini courtesy Oliver Peoples
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