Da Londra a Milano, i Giochi Olimpici ridisegnano gli spazi urbani per durare nel tempo.
Camminando distrattamente per le strade di Londra, può capitare che l’occhio sia catturato da un inatteso scintillio dorato in mezzo alla strada. L’oggetto dipinto in oro è uno dei simboli stessi del Regno Unito: nato nel 2012 per iniziativa della Royal Mail, celebra gli atleti britannici vincitori dell’oro olimpico e paralimpico, trasformando per la prima volta le tradizionali cassette rosse in segni commemorativi collocati nei luoghi legati agli sportivi. Piccoli segni urbani diffusi, che testimoniano come un’Olimpiade possa continuare a sedimentarsi nell’immaginario quotidiano di una città anche a distanza di anni.
Le Olimpiadi di Londra e la rigenerazione del Queen Elizabeth Olympic Park

Prima delle Olimpiadi, l’area dell’attuale Queen Elizabeth Olympic Park era in larga parte una zona post- industriale e ferroviaria del Lower Lea Valley, occupata da magazzini, scali merci e terreni dismessi. Tra il 2007 e il 2011 fu oggetto di una vasta bonifica e riprogettazione e, durante i Giochi, divenne il cuore operativo dell’evento, ospitando il Villaggio, lo Stadio Olimpico, il London Aquatics Centre e numerose arene e strutture temporanee. A oltre dieci anni dai Giochi, l’East London si è strutturato come un distretto urbano complesso, in un’area verde che intreccia quartieri residenziali, istituzioni, spazi pubblici, canali e infrastrutture verdi.
I giochi olimpici e le nuove architetture culturali di East London

L’attrazione che forse più richiama turisti e curiosi è il V&A East Storehouse, progettato da Diller Scofidio + Renfro, un grande archivio visitabile che apre al pubblico oltre mezzo milione di opere e oggetti legati ad arte, design e performance. Svetta su tutta l’area la torre di The Stratford, progettata da Skidmore, Owings & Merrill, lo studio degli architetti del Burj Khalifa. L’edificio, riconoscibile per i doppi sbalzi strutturali, è concepito come spazio di aggregazione e luogo espositivo, grazie a una collezione d’arte diffusa negli spazi comuni.
Giochi Olimpici Milano Cortina 2026, la rigenerazione dello Scalo di Porta Romana

Nell’anno di Milano Cortina 2026, il parallelo è diretto. La riqualificazione di scali ferroviari dismessi, e la rinascita dello Scalo di Porta Romana dove sorge il Villaggio, si inserisce in un grande progetto di rigenerazione ed è concepita come uno degli interventi chiave dei Giochi invernali. Progettato per ospitare le delegazioni, dopo marzo 2026 si trasforma in uno studentato, integrandosi in un più ampio piano di riqualificazione urbana con un grande parco centrale, in parte sopraelevato sulla ferrovia, con aree verdi, percorsi pedonali e ciclabili pensati per ricucire quartieri oggi separati. Il progetto pone al centro il tema dell’uso futuro degli spazi: un sogno ambizioso, che forse potrà essere analizzato tra dieci anni con la stessa ammirazione con cui oggi si guarda a Londra.
Articolo tratto dal numero primaverile di Robb Report Italia
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