Unendo grande autonomia, comfort e tecnologia all’avanguardia, il segmento di jet super midsize sta performando ben oltre la propria classe.
Alla fine di settembre Gulfstream ha lanciato G300, un progetto completamente nuovo che sostituisce il G280, mettendo in mostra un volume interno superiore di quasi 100 piedi cubi rispetto al predecessore. Offre inoltre la più bassa altitudine di cabina della categoria, oltre al nuovo suite avionica Harmony Flight Deck con sei touchscreen, visualizzazioni tridimensionali delle piste basate su visione sintetica e il sistema Predictive Landing Performance di Gulfstream. Citando le nuove tecnologie e le dotazioni di sicurezza, il presidente di Gulfstream Mark Burns afferma che il G300 “rinvigorirà” la categoria dei super midsize. Non che il segmento stesse rallentando, tutt’altro.
I jet super midsize come punto di equilibrio dell’aviazione privata

Combinando autonomia transcontinentale e costi operativi gestibili, i jet super midsize sono diventati il punto di equilibrio ideale dell’aviazione privata. Soprattutto man mano che si avvicinano per spazio, prestazioni e tecnologia ai modelli a cabina più grande, senza però comportare un prezzo altrettanto elevato. “Siamo molto fiduciosi nei super mids: offrono otto posti reali in una cabina con altezza interna tale da stare in piedi e con molto spazio”, afferma Rolland Vincent, presidente dell’omonima società di consulenza aeronautica Rolland Vincent Associates. “Dispongono di un’autonomia da un capo all’altro del continente, quindi Seattle–Miami o New York–Londra, coprendo una quantità enorme di missioni. Raggiungono davvero l’equilibrio tra comfort, capacità e costo”.
Investimenti e crescita delle flotte
Questo equilibrio spiega l’aumento degli investimenti sia da parte dei costruttori sia degli operatori di flotte come Flexjet e NetJets. Flexjet oggi opera oltre 100 super midsize, rispetto a circa la metà di cinque anni fa, rendendo questa classe la più popolare tra i suoi proprietari frazionari. “In passato si iniziava a volare in privato solo dopo i 60 anni”, afferma Michael Silvestro, amministratore delegato di Flexjet. “Ora si osservano clienti già quarantenni. Questa categoria è perfetta per una clientela più giovane che salta i light jet per passare direttamente a velivoli più grandi e volare subito su tratte più lunghe. Per questo gruppo il viaggio è parte integrante dell’esperienza complessiva”.
Praetor 600 e Challenger 3500: protagonisti del segmento dei jet super midsize

Flexjet ha annunciato di recente un impegno da 6 miliardi di euro per nuovi aeromobili Embraer. Di questi una quota rilevante è rappresentata dal super midsize Praetor 600, già presente in flotta da diversi anni. Le consegne dei nuovi Praetor inizieranno il prossimo anno. Il modello introduce comandi fly-by-wire, tecnologia di riduzione delle turbolenze e la possibilità opzionale di servizio di bordo in volo con assistente di cabina, caratteristiche rare in questa classe, con ulteriori sviluppi che si vocifera siano in preparazione. Le proposte di Flexjet nella categoria includono anche il Challenger 3500, parte della serie Bombardier che ha superato le 1.000 consegne complessive dal debutto del Challenger 300 nel 2004.
Il 3500 dispone di sedili a gravità zero, sistemi di cabina a comando vocale e una configurazione interna raffinata che richiama quella dell’ammiraglia Bombardier Global 8000. Un altro valido esempio di come i costruttori continuino ad aggiornare la categoria è il Citation Ascend. Con certificazione prevista nel 2026, aggiorna la popolare piattaforma Longitude con la suite avionica Garmin G5000, motori Pratt & Whitney migliorati e un nuovo progetto per l’illuminazione della cabina e l’isolamento acustico.
Operatori charter e società di proprietà frazionata che puntano sui jet super midsize

La nuova società di proprietà frazionata Bond e operatori charter come AB Jets stanno investendo in modo significativo in questa categoria. La prima ha esordito con un ordine per 50 nuovi Bombardier nell’ambito di un accordo da 1,4 miliardi di euro che include super midsize. Mentre il secondo ha annunciato di recente il passaggio dai light jet ai super midsize con l’acquisto di diversi Challenger 3500. “Questa categoria non scomparirà”, afferma Vincent.
La prossima sfida: velocità e nuovi motori
Se esiste ancora una frontiera da conquistare, è la velocità. La maggior parte dei modelli della classe utilizza propulsori della serie Honeywell HTF 7000, il che limita la velocità massima a circa Mach 0,83. “Si attendono nuovi motori e forse anche nuovi costruttori che spingano verso Mach 0,9”, afferma Vincent. Disporre di un equilibrio così efficace tra comfort, capacità e costo ulteriormente valorizzato da una velocità di crociera ancora maggiore: non sarebbe davvero super?
Un nuovo concetto di jet super midsize

Nel 2018, un velivolo dalla forma a sigaro, che sembrava uscito direttamente da un film di fantascienza degli anni Cinquanta, è stato avvistato sorvolare il deserto della California. Quello che poteva apparire come un invasore spaziale era in realtà il Celera 500L della texana Otto Aviation. È stato utilizzato come primo dimostratore tecnologico di un aeromobile più avanzato noto come Phantom 3500, destinato a diventare il vero elemento di rottura nella classe dei jet super midsize.
Pur avendo dimensioni complessive paragonabili a quelle di un Challenger 3500, il Phantom presenta una cabina leggermente più larga e con maggiore altezza utile, oltre a costi operativi più vicini a quelli di un light jet. “Il nostro progetto a flusso laminare ha consentito di ridurre il peso dell’aeromobile della metà rispetto a concorrenti come il Praetor 500”, afferma Scott Drennan, presidente e direttore operativo di Otto. “L’efficienza ottenuta permette di ridimensionare i componenti. I motori Williams FJ44-4 QPM sono più piccoli e la fusoliera molto più leggera”.
Per massimizzare il flusso laminare, che indica un movimento dell’aria costante e ininterrotto sulla superficie di un oggetto, il Phantom 3500 è stato progettato con una fusoliera ultrascorrevole e priva di discontinuità. In questo modo si riduce al minimo la resistenza viscosa e aumenta l’efficienza. Ciò comporta l’assenza di rivetti, meccanismi esterni o persino finestrini. Al loro posto, numerosi schermi interni da 72 pollici consentono ai nove passeggeri di scegliere se osservare il panorama esterno tramite telecamere integrate lungo la superficie dell’aeromobile, partecipare a una videoconferenza oppure fruire di contenuti di intrattenimento in un ambiente con audio surround.
Soluzioni aerodinamiche del jet super midsize Phantom 3500
Le soluzioni aerodinamiche innovative includono anche ali più lunghe rispetto a quelle di altri velivoli di pari dimensioni. Permettendo decolli più ripidi, la capacità di raggiungere quote più elevate e l’adozione di una cabina di dimensioni generose. Per quanto riguarda la fusoliera in fibra di carbonio, questa sarà realizzata con l’impiego di sistemi robotizzati e di un processo di stampaggio a trasferimento di resina (R.T.M.), in grado di produrre componenti leggeri, resistenti e di forma estremamente precisa.
Il futuro dei jet super midsize secondo Otto Aviation e Flexjet
Con i primi voli di prova previsti per il 2027 e la certificazione attesa nel 2030, il nuovo super midsize di Otto ha già ottenuto il favore di Flexjet, che ne ha ordinati 300 esemplari. Nell’annuncio, il presidente di Flexjet Kenn Ricci ha dichiarato che il Phantom 3500 rappresenta “un passo audace verso un futuro in cui l’efficienza e la sostenibilità di un aeromobile si affiancano a velocità, comfort e autonomia come standard determinanti”. Inoltre, presenta un’estetica decisamente distintiva.
Articolo di Robbreport.com
Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Robb Report Iscriviti


