Torino è una città che ha costruito la propria identità sulla riconversione degli spazi: fabbriche diventate centri culturali, residenze sabaude trasformate in musei, architetture industriali riattivate in chiave conviviale.
Oggi questa trasformazione si sposta su un piano più sottile, che riguarda il modo in cui questi luoghi vengono vissuti. In questo contesto si inserisce la start up Pop Up, che lavora su alcuni dei principali spazi culturali torinesi rendendoli accessibili attraverso esperienze costruite su misura, in cui la presenza delle opere resta centrale. L’accesso a spazi come la Pinacoteca Agnelli o la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo si realizza in forme normalmente escluse dalla visita: a porte chiuse, in orari riservati, con un numero limitato di ospiti e una relazione diretta con l’ambiente espositivo.
Pop up alla Pinacoteca Agnelli tra arte ed esperienza privata

Immagini Credits Evergreen Design House
Alla Pinacoteca Agnelli, questo equilibrio si manifesta con particolare evidenza. La collezione, che comprende opere di Canaletto, Matisse, Picasso, Renoir e Modigliani, può essere goduta attraverso visite private riservate a ospiti selezionati, trasformando il percorso espositivo in un’esperienza esclusiva. L’accesso alla Pista 500, il giardino pensile ricavato sull’ex circuito del Lingotto, amplia ulteriormente questa dimensione: tra installazioni e sculture contemporanee inserite lungo il tracciato, è possibile organizzare momenti conviviali o incontri direttamente all’interno dello spazio espositivo all’aperto.
Le esperienze curate alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, le esposizioni temporanee e la collezione permanente costituiscono un ambiente in continuo aggiornamento. Anche qui è possibile organizzare visite guidate esclusive per gli ospiti dei propri eventi. L’esperienza di Pop Up si costruisce così su una doppia dimensione: da un lato l’accesso a uno spazio progettato per l’arte contemporanea, dall’altro la possibilità di attraversarlo accompagnati da un racconto curatoriale.
Le esperienze private con Pop Up
Le sale progettate da Claudio Silvestrin, con la loro geometria essenziale e la scansione rigorosa degli ambienti, consentono una grande flessibilità d’uso mantenendo una forte leggibilità dell’impianto espositivo. Gli eventi legati al mondo del business o della comunicazione si inseriscono all’interno di uno spazio espositivo che continua a funzionare.
Palazzo Saluzzo Paesana introduce una dimensione legata alla storia e alla rappresentazione. Le sale affrescate e la struttura del palazzo offrono un contesto in cui la componente decorativa e architettonica definisce in modo netto l’esperienza. Qui trovano spazio sia eventi privati sia format aperti al pubblico, come appuntamenti serali che utilizzano gli ambienti in orari e modalità differenti.
La nuova continuità tra spazio espositivo ed esperienza
Il tratto comune di Pop Up resta la possibilità di accedere a luoghi normalmente regolati da tempi e percorsi definiti secondo modalità più flessibili e selettive. L’arte resta presente, le opere mantengono il loro ruolo, ma intorno ad esse si tengono incontri, relazioni e momenti di rappresentanza all’interno degli stessi spazi. In una città che ha costruito la propria identità sulla trasformazione degli edifici, questa fase riguarda la loro permanenza. I musei e le fondazioni vengono attraversati anche attraverso pratiche che ne estendono l’uso, introducendo una continuità tra spazio espositivo ed esperienza contemporanea.
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