Schiffini ripropone Cina, la cucina progettata da Vico Magistretti nel 1986, recuperando il disegno originale e aggiornandolo con materiali e tecnologie contemporanee
La cucina rappresenta uno dei territori più complessi del progetto domestico. Funzione, ergonomia e composizione convivono nello stesso spazio e richiedono una sintesi rigorosa. Quando nel 1986 Vico Magistretti disegna Cina per Schiffini, il risultato si muove proprio in questa direzione: ridurre il superfluo e concentrare l’attenzione sulla struttura formale dell’oggetto.
Oggi Schiffini riporta al centro della propria collezione questo progetto. Il modello torna in produzione mantenendo l’impianto originale e introducendo materiali e soluzioni tecniche contemporanee. Un’operazione che riafferma il valore di un disegno capace di attraversare il tempo.
Schiffini e il progetto Cina di Vico Magistretti

Il progetto Cina nasce dall’incontro tra Schiffini e Vico Magistretti, una collaborazione che ha segnato la storia del marchio. Il designer milanese sviluppa una cucina costruita su un principio chiaro: la purezza della forma come guida del progetto. Linee e volumi definiscono un sistema essenziale, dove ogni elemento contribuisce all’equilibrio complessivo. Magistretti descrive il proprio approccio con una frase che sintetizza la sua visione: essere moderni significa appartenere a una catena con una mano nel futuro e una nel passato.
Nella cucina Cina questo pensiero diventa architettura domestica. Il progetto elimina ogni decorazione applicata e costruisce l’identità della cucina attraverso il disegno delle superfici e delle aperture.
La cappa in acciaio e la struttura del progetto Schiffini

Uno degli elementi più riconoscibili della cucina Cina è la cappa in acciaio. Nel 1986 questa presenza introduce un linguaggio nuovo all’interno dell’arredo cucina, trasformando un componente tecnico in parte integrante della composizione.
La maniglia incassata rappresenta un altro passaggio centrale del progetto. La presa nasce dalla scanalatura ricavata nella parte superiore dell’anta o nella parte inferiore dei pensili. Il gesto progettuale genera una continuità visiva tra i moduli e costruisce una linea fluida lungo tutta la composizione. Il risultato richiama il profilo di una flûte: una forma sottile che guida lo sguardo lungo la superficie dei frontali.
A questo segno si aggiunge il bordo stondato delle ante, che introduce un movimento morbido e accompagna l’essenzialità della composizione.
La cucina Cina oggi: il progetto Schiffini aggiornato

La nuova edizione della cucina Cina conserva il disegno originario e introduce materiali e tecnologie attuali. Il lavoro si concentra sull’aggiornamento tecnico mantenendo intatta la struttura formale pensata da Magistretti.
Il progetto continua a esprimere una riflessione precisa sul rapporto tra tecnica ed estetica. Ogni elemento partecipa alla composizione generale e costruisce un’esperienza d’uso coerente con l’idea iniziale. Nel panorama delle cucine modulari, Cina mantiene un ruolo preciso: dimostrare come la chiarezza del progetto riesca a mantenere forza espressiva anche a distanza di decenni.
Cent’anni di storia nel design delle cucine

Il ritorno di Cina coincide con un passaggio importante nella storia dell’azienda. Schiffini nasce nel 1925 a La Spezia come falegnameria dedicata agli arredi navali. Da questo nucleo artigianale prende forma un percorso che porta il marchio a sviluppare sistemi di cucina modulari destinati alla produzione industriale. Nel corso degli anni l’azienda sviluppa collaborazioni con progettisti di rilievo internazionale. Il rapporto con Vico Magistretti segna una delle fasi più significative, con modelli come Cinqueterre, Solaro e Cina.
Immagini courtesy Schiffini
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