Marc Newson è protagonista all’Oscar Niemeyer Auditorium con quattordici opere che attraversano quarant’anni di pratica.
Il dialogo tra un edificio e le opere che accoglie determina la qualità di una mostra. Allo Château La Coste, tra Aix-en-Provence e il Luberon, l’Auditorium progettato da Oscar Niemeyer diventa il campo di osservazione per quarant’anni di lavoro di Marc Newson. Dal 15 marzo al 21 giugno 2026, quattordici lavori, collocati tra spazi interni ed esterni, costruiscono un percorso che mette in relazione scala, processo e materia.
L’esposizione, realizzata da Château La Coste e Gagosian, riunisce progetti che hanno inciso sul dibattito internazionale del design contemporaneo e sugli oggetti d’uso quotidiano. Il percorso comprende arredi e sculture, con un confronto diretto tra opere storiche e interventi presentati per la prima volta.
Marc Newson e l’architettura di Oscar Niemeyer

Fulcro della mostra è la Lockheed Lounge, chaise longue realizzata a mano a venticinque anni, riconoscibile per i pannelli in alluminio rivettato che richiamano l’ingegneria aeronautica di Lockheed Martin. Inserita in dialogo con le linee fluide dell’Auditorium, l’opera misura la distanza tra oggetto e spazio, tra superficie metallica e cemento bianco. Accanto a questo lavoro, il pubblico incontra Electra, scultura outdoor alta sei metri, concepita oltre tre decenni fa e presentata qui per la prima volta. Collocata lungo il viale d’ingresso, introduce alla visita con una presenza che lavora sulla percezione e sull’anticipazione dello spazio espositivo.
Processi e materiali: il metodo di Marc Newson

Nel corso di quattro decenni, Marc Newson ha attraversato discipline diverse mantenendo una concentrazione costante su forma e medium. Fin dagli esordi come studente d’arte, quando realizzava gioielli attraverso l’oreficeria, il suo lavoro si è fondato su artigianato e ambizione tecnica.
Le opere in mostra evidenziano la complessità produttiva che sostiene ciascun progetto. Alcune sedute presentano motivi floreali e puntinati realizzati in smalto cloisonné, tecnica decorativa antica applicata a una scala inusuale. Per sviluppare questo processo, il designer ha creato un laboratorio dedicato in Cina, con un team specializzato. Altrove, il marmo e l’Azul Macaubas vengono scolpiti da un unico blocco in forme fluide, con volumi che ridefiniscono il rapporto tra peso e percezione. Anche la tavola da surf artigianale entra nel suo raggio d’azione, ripensata attraverso ingegneria avanzata per affrontare onde di grandi dimensioni.
Il design come linguaggio, oltre i confini

Nel testo che accompagna la mostra, Marc Newson riflette sul valore dell’esposizione come momento di rilettura della propria pratica. L’Auditorium di Niemeyer diventa uno spazio in cui collegare lavori diversi per scala e materiale, evidenziando una ricerca che procede in modo non lineare e affronta il progetto come problema da risolvere.
La materia, nelle sue parole, costituisce parte integrante della soluzione. In alcuni casi, come nelle opere in marmo puro, il processo stesso evolve in forma. L’interesse per ciò che è assente attraversa molte opere: il vuoto contribuisce a definire il pieno e orienta la percezione dell’oggetto. L’esperienza di vita tra Sydney, Tokyo, Parigi e Londra alimenta una visione del design come linguaggio capace di superare confini geografici. Questa prospettiva emerge nella varietà dei lavori esposti e nel modo in cui ciascun progetto mette in relazione tecniche, culture e contesti.
Immagini courtesy
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