Con il progetto “Insieme”, Sabato De Sarno riunisce dodici realtà artigiane italiane in un percorso sulla materia, il gesto e il tempo.
“Prima degli oggetti, ci sono sempre le persone”. La frase che apre Insieme occupa il centro della scena alla Piscina Cozzi, nel Porta Venezia Design District, e orienta l’intero progetto curatoriale ideato da Sabato De Sarno per la Milano Design Week. Dodici manifatture italiane entrano in dialogo dentro uno spazio che porta lo sguardo verso ciò che accompagna ogni oggetto: il lavoro, il tempo, la conoscenza che passa da una mano all’altra.
Insieme, il progetto curatoriale di Sabato De Sarno

Immagini Credits Giorgia Solmonte
Dal 21 al 26 aprile 2026, Insieme riunisce dodici eccellenze italiane divise in sei famiglie materiche come vetro, ceramica, metallo, pietra, legno e tessile. Per ogni materia Sabato De Sarno ha selezionato due aziende con percorsi complementari, invitate a presentare un progetto inedito nato da un confronto diretto con il curatore. Il risultato prende la forma di una mostra collettiva che affronta il fare come atto culturale. Il percorso osserva il processo, il gesto e la relazione con la materia. La mostra suggerisce un ritmo diverso rispetto a quello della produzione contemporanea e invita a soffermarsi sull’origine di ogni forma.
Lo spazio alla Piscina Cozzi

Immagini Credits Enrico Costantini
L’allestimento di Insieme, firmato da Tipstudio, nasce da un’idea di tempo inteso come esperienza di passaggio. Lo spazio accompagna il visitatore in un ambiente immersivo e multisensoriale, pensato per restituire la percezione del processo, dell’attesa, della concentrazione e dell’errore. Sabato De Sarno ha scelto Tipstudio per la familiarità con la materia e per la capacità di passare dalla scala dell’oggetto a quella dello spazio. Alla Piscina Cozzi le dodici opere entrano così in relazione con l’architettura, dentro una struttura che tiene insieme materiali, volumi e presenze.
Le sei materie del progetto di Sabato De Sarno

Immagini Credits Enrico Costantini
Il vetro apre il percorso di Sabato De Sarno con Glas Italia e Venini. La prima guarda al vetro come elemento capace di modificare lo spazio. La seconda mette al centro il lavoro condiviso della fornace di Murano, dove ogni gesto si lega a quello di un altro. La ceramica riunisce Fornace Brioni e Solimene. A Gonzaga, la fornace guidata dai fratelli Brioni costruisce una comunità attorno al lavoro del cotto. A Vietri sul Mare, Solimene porta nella mostra un immaginario che nasce dal Mediterraneo, tra figure, colori e simboli legati al territorio.
Per il metallo, entrano in scena Bottega Vazzoler e De Castelli. Nella bottega veneta il ferro conserva la traccia del colpo e del fuoco. De Castelli lavora invece la superficie metallica come un paesaggio, dove rame, acciaio e ottone reagiscono alla luce. La pietra per Sabato De Sarno trova due interpretazioni distinte. Artieri 1895, a Volterra, lavora l’alabastro attraverso una comunità di artigiani che custodisce un sapere antico. Henraux parte dal marmo delle Alpi Apuane e dalla montagna, luogo da cui nasce ogni progetto.
Il legno attraversa la storia della sedia chiavarina con F.lli Levaggi e il lavoro sul giunco e sul midollino di Bonacina. Levaggi porta avanti la responsabilità della chiavarina, esempio di equilibrio tra leggerezza e precisione. Bonacina affida all’intreccio una continuità che attraversa generazioni. Il tessile chiude il percorso di Sabato De Sarno con Rubelli e Amini. Rubelli lavora sul proprio archivio e riporta nel presente disegni che cambiano forma nel tempo. Amini concentra l’attenzione sul tappeto e sul nodo, origine di ogni superficie.
Il giallo come segno di Insieme

Il giallo accompagna il visitatore lungo tutto il percorso. Funziona come un codice visivo e narrativo. Segna un dettaglio, evidenzia una presenza, richiama l’attenzione verso ciò che spesso resta sullo sfondo. Sabato De Sarno lo descrive come una luce che rivela. Alla Piscina Cozzi il giallo guida lo sguardo verso le mani, gli strumenti, i passaggi del lavoro. Nessuna funzione decorativa, dunque. Il colore indica una direzione.
Foto di David Sims, Giorgia Solmonte, Enrico Costantini
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