Ecco cosa si cela dietro l’HM12, l’ultimo giocattolo a sei cifre dell’enfant terrible dell’orologeria.
Oggi gli orologi non sono più necessari per leggere l’ora: nella loro forma più semplice sono oggetti ludici destinati a una clientela facoltosa, mentre nella loro espressione più elevata rappresentano autentiche opere d’arte. Da MB&F spesso incarnano entrambe le dimensioni. Nessuno lo sa meglio del fondatore Max Büsser, secondo il quale gli orologi costituiscono una sorta di fantasia moderna, un modo per romanticizzare le invenzioni meccaniche del passato. Eppure questa manifattura fa tutto tranne che guardare indietro.
L’ultima creazione, l’HM12, è un segnatempo futuristico da 331.000 euro capace di mandare in visibilio qualsiasi appassionato dell’universo Marvel: un orologio che si trasforma anche in robot. Chi sperasse però di vivere una fantasia alla Iron Man sia al polso sia sulla scrivania dovrà ricredersi. La creazione, prodotta in soli 12 esemplari e proposta in tre varianti cromatiche, è andata esaurita presso i collezionisti VIP ancora prima del debutto ufficiale.
La collaborazione tra Max Büsser e Max Maertens

Presentato come il modello più esclusivo mai realizzato da MB&F, rappresenta anche la prima collaborazione completa tra Büsser e il suo designato successore, Max Maertens. Il giovane talento ha iniziato il proprio percorso in azienda come stagista, per poi salire progressivamente di grado. Sebbene Büsser non si sia ritirato dalla manifattura che porta il suo nome, ha già reso noto che Maertens è il suo erede designato.
Quest’ultimo ha iniziato a lavorare alla progettazione dell’HM12 “The Guardian” cinque anni fa, partendo da un’idea di Büsser: creare un orologio che potesse trasformarsi in robot. “Sapevo che sarebbe stato un processo lungo”, racconta Maertens a Robb Report dallo showroom MB&F recentemente inaugurato a New York, su Madison Avenue. “Ricordo ancora ogni singolo componente che ho progettato, perfino il mio stato d’animo durante la giornata, perché dietro ogni dettaglio c’è una riflessione. Ci sono motivazioni precise per ogni angolazione scelta, per ogni superficie sferica inserita in un determinato punto”. Solitamente vestito completamente di nero, opera come una tela bianca. Non indossa nemmeno un orologio perché, come afferma lui stesso, “finché il polso resta libero, si può pensare a qualcosa di nuovo”.
HM12, il design che trasforma il quadrante in un volto

Avventurarsi in territori inesplorati rappresenta una vera specialità della maison. Le creazioni di Büsser traggono ispirazione dall’infanzia e dai sogni, assumendo nel tempo le forme più disparate: alieni, bulldog, polpi e persino motori automobilistici. L’HM12, tuttavia, porta l’immaginazione del marchio a un livello superiore. Sul “volto” dell’orologio compaiono due “occhi”: a sinistra un disco per le ore saltanti e a destra un disco per i minuti.
A ore 12 si trova un tourbillon volante che MB&F definisce il “cervello”, mentre a ore 6 un microrotore a forma dell’emblema ad ascia da battaglia del marchio rappresenta la “bocca” del robot. Azionando la corona sul lato sinistro si attiva una visiera frontale (disponibile in verde, blu o viola per abbinarsi alle tre versioni) che copre parzialmente gli elementi visibili. Questo dettaglio ludico, pur non avendo alcuna funzione nella misurazione del tempo, richiede ben 200 dei 646 componenti complessivi dell’orologio. Due ingegneri hanno dovuto lavorare contemporaneamente per garantire il perfetto funzionamento sia della visiera sia del movimento.
HM12 e le finiture di alta orologeria
Capovolgendo l’orologio si ritrovano le tradizionali finiture di alta orologeria che ci si aspetta da un segnatempo dal valore a sei cifre: la finitura a grana, nota come berçage, la finitura arrotondata dei componenti in ottone e la lavorazione snailing applicata ai bariletti in acciaio. Il rotore arrotondato in oro è completato da uno straordinario motivo guilloché realizzato dal maestro orologiaio Kari Voutilainen.
Da segnatempo a robot articolato

La vera magia del HM12, tuttavia, risiede nella trasformazione. Un sistema di sgancio rapido consente di rimuovere facilmente il cinturino, mentre le anse mobili permettono di inserire la testa dell’orologio sul capo del robot. Naturalmente un robot è fatto per essere utilizzato e per questo MB&F ha articolato polsi, gomiti e spalle, consentendo di posizionarlo e muoverlo come un giocattolo in una stanza dei bambini. È presente perfino un “lanciarazzi” che si aggancia al braccio del robot e che svolge anche la funzione di torcia UV per attivare la luminescenza di diverse parti del robot e dell’orologio. E poiché i giocattoli meritano di essere riposti con cura, alla base della figurina è stato integrato un piccolo cassetto estraibile destinato a custodire i cinturini dell’orologio.
A rendere ancora più sorprendente questa creazione vi è un ulteriore dettaglio: nonostante la maison abbia impiegato cinque anni per sviluppare l’HM12, il suo calibro (dotato di 84 ore di riserva di carica) non verrà mai più utilizzato in nessun’altra creazione MB&F. Dal punto di vista industriale si tratta di una scelta praticamente senza precedenti nell’orologeria contemporanea. Non a caso questa manifattura viene chiamata M.A.D. House.
Articolo di Robbreport.com
Immagini courtesy MB&F
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