A Milano, Flaviano Capriotti trasforma il pensiero del grande studio in una ricerca contemporanea.
Secondo il celebre studio milanese BBPR, l’architettura doveva essere un organismo connesso al contesto storico, culturale e sociale in cui si inseriva. Un’idea radicale per i tempi – parliamo della metà del secolo scorso – che portò alla creazione di edifici simbolo della città moderna come la Torre Velasca o le Torri Bianche del quartiere Gratosoglio. Luoghi modellati attorno a un concetto di abitare integrato al tessuto della città. Una visione che, a distanza di decenni, continua a dimostrare una sorprendente attualità. È proprio con questo patrimonio culturale che dialoga l’attico progettato da Flaviano Capriotti Architetti all’ultimo piano di un edificio milanese firmato proprio da BBPR.
Il progetto dell’attico milanese

L’intervento è una riflessione sul tema della costruzione dello spazio come esperienza dinamica, trasformando l’eredità del gruppo di architetti nel punto di partenza per una nuova ricerca contemporanea. I 250 metri quadrati dell’appartamento ruotano attorno a un volume centrale curvilineo – quasi un corpo plastico abitabile – che diventa il fulcro distributivo e percettivo della casa. È lui il protagonista del progetto: uno spazio quasi scultoreo che separa e connette allo stesso tempo la zona giorno e quella notte, accogliendo al proprio interno la scala, un’area bar, la lavanderia e gli spazi di servizio.
Materiali e interior design della residenza di Flaviano Capriotti
Tutto è pensato per esprimere un senso di understatement borghese: superfici continue in pietra e terrazzo dai toni caldi, boiserie lignee scure, metalli bruniti e tessuti costruiscono un’atmosfera in cui il lusso si manifesta attraverso proporzioni, dettagli e qualità materica. Un equilibrio che richiama la ricerca plastica dell’artista statunitense Richard Serra e la purezza formale dello scultore romeno- francese Constantin Brancusi, due riferimenti che hanno accompagnato la fase concettuale del progetto.
La terrazza panoramica con piscina e la visione di Flaviano Capriotti

A completare la residenza è la terrazza panoramica di altri 250 metri quadri con piscina, concepita come un’estensione della casa. Il verde perimetrale, i percorsi e gli spazi per la convivialità trasformano il tetto in un paesaggio sospeso sulla città, dove lo skyline milanese diventa parte integrante dell’esperienza abitativa. Un interno che conferma la cifra progettuale di Flaviano Capriotti, da anni impegnato a costruire un’idea di lusso colta e silenziosa attraverso interventi come il restyling delle nuove suite del Park Hyatt Milano e la progettazione del ristorante due stelle Michelin di Andrea Aprea. Progetti diversi per scala e funzione, accomunati dalla stessa attenzione allo spazio come esperienza.
Articolo tratto dal numero autunnale di Robb Report Italia
Immagini credits Giulio Ghirardi, courtesy Flaviano Capriotti
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