Il primo Mandarin Oriental del Sud America porta nel quartiere di Las Condes un’idea di ospitalità urbana con la cordigliera sempre all’orizzonte.
Nella capitale del Cile basta alzare lo sguardo per ritrovare le Ande. Al Mandarin Oriental Santiago i loro profili imponenti si osservano dalle finestre delle camere, accompagnano una cena in terrazza e riappaiono dal diciannovesimo piano, dove le Panoramic Suite guardano la città dall’alto. Eppure, uno degli spazi che racconta meglio l’hotel si trova al piano terra: un grande giardino botanico avvolge una piscina a laguna con cascata, creando una parentesi verde nel quartiere di Las Condes. Aperto sotto l’insegna di Mandarin Oriental alla fine del 2019, l’albergo ha segnato l’arrivo del gruppo in Sud America.
Arte cilena e suite panoramiche al Mandarin Oriental Santiago
Il legame con il Cile comincia già dal ventaglio, simbolo che ogni proprietà della collezione affida a un artista: quello di Santiago porta la firma del pittore cileno Mario Toral. Le sue forme e i suoi colori introducono un hotel dove l’identità asiatica del marchio convive con riferimenti locali e una presenza costante del paesaggio. Le camere proseguono questo dialogo con interni contemporanei dai richiami orientali e colori tenui. In cima all’edificio, le due Panoramic Suite occupano 141 metri quadrati ciascuna, con soffitti a doppia altezza e ambienti dedicati al soggiorno, alla cena e all’intrattenimento, con lo sguardo che attraversa lo skyline e la catena delle Ande.
I ristoranti e la cucina internazionale
La componente gastronomica si esprime con stili differenti. Da Senso, lo chef Claudio Marras lavora sull’incontro tra cucina italiana e prodotti cileni attraverso pasta fresca e risotti che dividono il menu con pesce della costa e carni alla griglia. Matsuri cambia geografia, intrecciando tecniche e sapori asiatici con influenze latinoamericane e materia prima proveniente dal Pacifico cileno, mentre il bar vanta una collezione di Pisco nazionale che può essere degustata insieme ai bartender con un’experience dedicata. Persino sul tetto l’attenzione torna al territorio: da qualche anno, 290 metri quadrati sono occupati da un orto carbon-negative alimentato a energia solare, dove crescono erbe e verdure destinate alle cucine e viene prodotto il miele dell’hotel. Dal giardino alle Ande, il Mandarin Oriental costruisce così il soggiorno su continui cambi di prospettiva, mentre Santiago rimane sempre vicina. Basta solamente scegliere da quale finestra guardarla.
Immagini courtesy Mandarin Oriental Santiago
Articolo tratto dal numero autunnale di Robb Report Italia
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