Max Mara Monaco inaugura il nuovo concept retail della maison italiana. Progettato da Duccio Grassi Architects con riferimenti agli anni Cinquanta, materiali ricercati e un’esperienza d’acquisto ripensata attraverso l’architettura.
Una scala elicoidale rivestita in rame attraversa tre piani e diventa il fulcro del nuovo flagship Max Mara a Monaco di Baviera. Visibile anche dalla strada, accompagna i visitatori attraverso gli spazi progettati da Duccio Grassi Architects, dove l’architettura recupera le origini della maison italiana e le interpreta attraverso materiali, arredi e proporzioni contemporanee. Il negozio occupa un edificio d’angolo nel centro della città, con cinque livelli complessivi, tre destinati alla vendita e due ai magazzini, e una superficie retail di circa 960 metri quadrati.
Max Mara Monaco, un progetto che recupera le origini della maison

Per definire l’identità del nuovo flagship, Duccio Grassi e il team interno di Max Mara hanno guardato alla sede storica di Reggio Emilia, costruita negli anni Cinquanta e oggi sede della Collezione Maramotti. Un riferimento che riporta il progetto alle radici estetiche del marchio, caratterizzate da rigore, accoglienza e attenzione alle proporzioni. «Il concept retail di Monaco rappresenta un poetico ritorno alle origini. Un percorso di ricerca che recupera l’essenza del marchio non per riprodurla, ma per tradurla in un linguaggio contemporaneo», spiega Duccio Grassi, fondatore dello studio milanese.
L’influenza degli anni Cinquanta emerge nella scelta dei rivestimenti, nelle texture e nell’organizzazione degli ambienti. Il risultato è un percorso espositivo nel quale l’identità della maison trova continuità attraverso elementi architettonici pensati per accompagnare le collezioni.
Duccio Grassi Architects: Materiali e arredi definiscono l’identità del flagship

La selezione dei materiali rappresenta uno degli aspetti centrali del progetto di Max Mara Monaco. Il pavimento in terrazzo gettato in opera combina frammenti di marmo e cotto sbriciolato, mentre le pareti in intonaco materico color blanc cassé contribuiscono a diffondere la luce naturale. Il legno assume un ruolo predominante. Per gli interni è stato scelto il frassino con finitura piano sega, una lavorazione che accentua la superficie e restituisce l’aspetto di un’essenza tropicale. La scelta risponde anche a una precisa attenzione alla sostenibilità, attraverso l’impiego di un materiale alternativo ai legni tropicali. Completano la palette il ferro nero naturale, la terracotta artigianale di Fornace Brioni e il rame della scala centrale.
Anche gli arredi partecipano alla definizione degli ambienti. La selezione degli imbottiti comprende esclusivamente progetti firmati da designer donne, tra cui il divano Stringa di Gae Aulenti, già presente nella prima filiale Max Mara di Milano. Mensole lignee integrate nelle pareti curve, appenderie a tutta altezza e tavoli espositivi in legno e resina scandiscono gli spazi, alternandosi a divani e poltrone. Un altro elemento distintivo è la reinterpretazione della gelosia in laterizio, trasformata in una struttura lignea che scherma alcune aree mantenendo la continuità visiva degli ambienti.
Max Mara Monaco, tre piani dedicati alle collezioni

L’organizzazione del flagship firmato da Duccio Grassi segue una distribuzione verticale che attribuisce a ogni piano una funzione specifica. Al piano terra trovano spazio gli accessori, con una grande parete curva dedicata alle borse e nicchie riservate all’occhialeria. La gestione del servizio segue una precisa suddivisione: le attività di vendita si svolgono ai livelli superiori, mentre il completamento degli acquisti avviene al piano terra. Il primo piano ospita Sportmax e Max Mara, con ambienti progettati per esprimere le rispettive identità. Al secondo piano sono presentate le collezioni Weekend Max Mara e Max Mara The Cube.
La luce e il rapporto con la città secondo Duccio Grassi Architects

Un ruolo determinante nell’esperienza degli spazi è affidato all’illuminazione. Le linee luminose incassate nel controsoffitto accompagnano il percorso espositivo, valorizzando le superfici e le collezioni attraverso una distribuzione uniforme della luce. Le ampie aperture verso la città permettono alla luce naturale di attraversare gli ambienti, mentre il restauro conservativo della facciata mantiene il rapporto tra il flagship e l’edificio che lo ospita. La scala in rame costituisce il principale elemento di collegamento tra i livelli, rendendo riconoscibile il progetto anche dall’esterno.
Un nuovo concept retail destinato agli store internazionali

Il flagship di Monaco inaugura una nuova fase della collaborazione tra Max Mara e Duccio Grassi Architects, un rapporto avviato a metà degli anni Ottanta che ha portato alla progettazione di oltre 1.500 negozi del gruppo nel mondo, comprese le boutique di Milano, Londra, Parigi, New York, Hong Kong, Pechino e Tokyo. Lo studio definisce il nuovo approccio timeless retail, un modello nel quale l’architettura diventa parte dell’identità aziendale e accompagna l’evoluzione delle collezioni attraverso spazi concepiti per durare. Il progetto di Monaco rappresenta il primo capitolo di un percorso internazionale che proseguirà a Parigi.
Immagini courtesy Duccio Grassi Architects
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