Massimiliano Locatelli racconta un’architettura fatta di tempo, materia e autenticità.
Nel lessico dell’architettura contemporanea, “verità” non è un termine che ricorre spesso. Eppure è proprio questa la parola che Massimiliano Locatelli sceglie per raccontare il lavoro dello studio Locatelli Partners, di cui è il co-fondatore. Verità della materia, prima ancora che dei materiali: superfici che non fingono di essere altro, manifatture autentiche e tecniche che resistono al tempo senza perdere valore. “Una casa non è una giacchetta. Deve poter essere abitata per lungo tempo, tramandata. Per questo cerchiamo di progettare spazi capaci di invecchiare bene, longevi”. Un principio, questo, che attraversa tutti i progetti dello studio.
SiMa Glazed Bar e la ricerca dei materiali

A partire dal SiMa Glazed Bar, takeover di SiMa Townhouse a Milano, dove oltre 300.000 piastrelle, modellate, dipinte e cotte una a una da una storica manifattura vietnamita, rivestono i tre livelli del locale. “Dedichiamo moltissimo tempo alla ricerca dei materiali. Questo significa viaggiare, conoscere piccole realtà produttrici e investire su tecniche che rischiano di scomparire”. Lo stesso approccio guida il recupero di un castello del XIII secolo nel sud della Francia. Qui, la contemporaneità coincide con un intervento che si sviluppa attraverso nuovi impianti, isolamento, comfort e una scelta dei materiali costruita attorno al cemento, al cotto locale e al pino massello proveniente dai boschi circostanti. “L’idea è che questo castello sia ancora bello nel 2600”, prosegue Massimiliano Locatelli.
Maison Senato e l’artigianato milanese contemporaneo

A Milano, poi, Maison Senato traduce la stessa filosofia in un linguaggio urbano: più che un hotel tradizionale, è una collezione di appartamenti che raccontano il saper fare italiano attraverso una falegnameria tappezzeria, decorazione e artigianalità d’eccellenza. “Non volevamo creare uno showroom del design, ma tratteggiare ambienti che costruissero un reportage dell’artigianato milanese contemporaneo”.
Nullus Locus e la sperimentazione di Massimiliano Locatelli
La ricerca si spinge infine sul terreno della sperimentazione con Nullus Locus, sviluppato insieme a Fabio Zambernardi, dove il ricamo attraversa il legno trasformandolo in una superficie preziosissima. “Abbiamo impiegato quasi un anno per mettere a punto la tecnica. È un lavoro che assomiglia all’haute couture: richiede tempo, precisione e una continua ricerca”. Dietro progetti tanto diversi emerge una posizione culturale netta: la convinzione che il lusso, oggi, non risieda nell’ostentazione, ma nell’autenticità. “Il mantra dello studio? Rimanere ancorati alla verità, costi quel che costi”, conclude sorridendo.
Articolo tratto dal numero autunnale di Robb Report Italia
Immagini courtesy Locatelli Partners
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