Project Zero è destinato a diventare il primo superyacht completamente elettrico a solcare i mari.
Il nuovo yacht a vela firmato Vripack punta a far percepire tutta la forza dell’energia verde. Il Project Zero di 70 metri, attualmente in fase avanzata di costruzione presso il cantiere Vitters nei Paesi Bassi, sarà alimentato esclusivamente da energia rinnovabile. Ciò garantirà fino a due settimane di autonomia in mare e un’autonomia di navigazione praticamente illimitata. Il progetto è rimasto in gran parte riservato durante la costruzione, ma lo studio di progettazione olandese ha finalmente condiviso ulteriori dettagli sul design.
Zero è destinato a diventare il primo superyacht completamente elettrico a navigare in mare secondo quanto dichiarato dallo studio olandese. Non avrà alcun motore tradizionale a bordo ma sistemi di nuova generazione che gli consentiranno di funzionare grazie all’energia eolica, solare e termica.
Project Zero e il sistema di propulsione basato sull’idrogenerazione

Progettato da Vripack in collaborazione con Dykstra Naval Architects, lo yacht produrrà la maggior parte della propria energia attraverso l’idrogenerazione mediante eliche-turbina appositamente sviluppate. Lo scafo dislocante, realizzato con il contributo del team di Emirates Team New Zealand impegnato nell’America’s Cup, è stato inoltre progettato per ottimizzare l’idrogenerazione e la velocità. La caratteristica forma curva consente un incremento del 2,5% della velocità e un aumento dell’8% della produzione di energia elettrica rispetto ai design convenzionali, secondo i primi test.
Energia solare ed eolica a bordo

Project Zero è dotato di 100 metri quadrati di pannelli solari speciali in grado di generare energia dal sole per alimentare tutto, dai sistemi di bordo alla climatizzazione. Inoltre, lo yacht può ricavare circa 200 kW di energia elettrica dal vento. Tutta l’energia viene immagazzinata in giganteschi pacchi batterie di bordo che, complessivamente, pesano 44 tonnellate.
Il design esterno di Project Zero dal fascino classico

Nonostante tutta la tecnologia, l’armatore desiderava conservare il fascino di un classico yacht a vela. L’elegante scafo in alluminio blu è sormontato da una sovrastruttura bassa e filante realizzata in teak brasiliano certificato FSC e da due imponenti alberi. Ogni dettaglio è stato realizzato su misura, dalla poppa metallica dipinta a mano per sembrare legno fino alla passerella che funge anche da scala privata per la balneazione.
Gli interni naturali e gli spazi multifunzionali

Gli interni di Project Zero esprimono lo stesso elevato livello di artigianalità. Ispirati alla natura, gli ambienti abitativi sono rifiniti con materiali naturali come rovere europeo affumicato e pietra con finitura “leathered”, oltre a mobili personalizzati realizzati con corteccia recuperata. “Gli armatori, amanti della vita all’aria aperta, desideravano che la natura fosse realmente percepibile in ogni parte dello yacht”, ha dichiarato in una nota Marnix Hoekstra, co-direttore creativo di Vripack.
Gli armatori desideravano inoltre che gli spazi fossero funzionali oltre che eleganti. Per questo motivo, il pozzetto principale è dotato di arredi modulari che consentono di trasformarlo da area lounge esterna a zona pranzo formale per quattro, otto o dodici ospiti. Anche il salone principale è dotato di un tavolo da pranzo trasformabile in uno spazio di lavoro per armatori appassionati di attività manuali e puzzle.
Suite armatoriale, cabine ospiti e futuro di Project Zero

Per quanto riguarda gli alloggi, lo yacht dispone di una suite armatoriale e di quattro cabine ospiti. La suite armatoriale è organizzata attorno all’albero di mezzana, rivestito da un’opera d’arte personalizzata realizzata dalla scultrice americana Sienna Martz, ed è collegata direttamente a uno studio privato. Le cabine ospiti, invece, si ispirano ai luoghi preferiti degli armatori, tra cui l’Italia e la Polinesia Francese, con opere d’arte commissionate appositamente che richiamano queste destinazioni.
La consegna di Project Zero è prevista nel corso di quest’anno. Successivamente lo yacht verrà utilizzato privatamente e per una selezione di charter. Servirà inoltre come piattaforma per ulteriori attività di ricerca scientifica in mare, supportando studi sulle tecnologie marine rinnovabili e sulla sostenibilità degli oceani.
Articolo di Robbreport.com
Immagini courtesy Vripack
Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Robb Report Iscriviti







