Il tocco femminile di Dorafalù di Luisa Bernascone riscrive i codici dell’eleganza.
In un momento in cui la moda di lusso oscilla tra accelerazione industriale e ricerca di autenticità, Dorafalù riporta l’attenzione sul ritmo del gesto sartoriale. Luisa Bernascone, fondatrice dell’azienda di Inzago, ha costruito il proprio percorso partendo dalla modellistica e dalla couture per arrivare a un’idea di moda in dialogo con l’arte. In questa prospettiva, l’abito smette di essere un prodotto e diventa espressione progettuale: una superficie narrativa in cui proporzioni, volumi e materia raccontano una precisa sensibilità estetica.
Luisa Bernascone tra couture e ricerca creativa

Attorno a Bernascone, una struttura composta da circa quaranta professioniste tra modelliste, campionariste e sarte affronta la couture come pratica collettiva, pur mantenendo una direzione autoriale netta. La cifra stilistica di Dorafalù si riconosce in una tensione costante tra haute couture e prêt-à-porter, con capi pensati per conservare un forte contenuto espressivo: Bernascone concepisce il tessuto come materia plastica, da modellare quasi fosse una forma scultorea. L’abito celebrativo creato per i vent’anni del marchio sintetizza bene questa impostazione e rappresenta un oggetto concettuale da indossare, pensato come manifesto della sua poetica.
Collaborazioni e futuro

Le collaborazioni con maison come Schiaparelli, Versace, Michael Kors, Roberto Cavalli, Lanvin, Armani Privé e ArdAzAei confermano il riconoscimento di una competenza che supera l’esecuzione sartoriale. Il punto interessante, resta la visione di Bernascone: custodire il sapere manifatturiero italiano senza trattarlo come reliquia, spingendolo verso nuove forme, nuovi materiali e nuove letture estetiche.
Articolo realizzato in collaborazione con Dorafalù, tratto dal numero estivo di Robb Report Italia
Foto di Sara Lando
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