Il Confine come soglia e spazio di relazione al centro della ottava edizione del Lake Como Design Festival, in scena dal 12 al 20 settembre 2026.
Il lago di Como diventa terreno di riflessione progettuale quando il design incontra il concetto di limite. Con l’ottava edizione del Lake Como Design Festival, in programma dal 12 al 20 settembre 2026, il tema Confine orienta mostre, installazioni e incontri distribuiti tra la città e il paesaggio lacustre. Per nove giorni il festival trasforma il territorio in un laboratorio diffuso dedicato al rapporto tra progetto, architettura, arte e spazio culturale.
Il Confine come tema progettuale

©Virginia Guiotto
Il tema scelto per l’edizione 2026 riguarda uno dei concetti più presenti nel dibattito contemporaneo. Il Confine definisce territori, identità e appartenenze, ma assume anche il ruolo di punto di contatto tra realtà differenti.
Secondo Lorenzo Butti, ideatore e direttore artistico del festival, muri, barriere e frontiere modellano lo spazio abitato e influenzano il modo in cui si costruiscono relazioni e identità. Il confine assume quindi il valore di soglia, luogo di incontro e di negoziazione dove le differenze entrano in dialogo e generano trasformazione. Il festival affronta questo tema attraverso prospettive diverse: mostre, installazioni e talk indagano il confine come linea territoriale, condizione culturale e spazio progettuale.
Lake Como Design Festival 2026: il progetto oltre il Confine

©Alessandro Ruffini
Cuore della riflessione progettuale resta la Contemporary Design Selection, curata per il quarto anno consecutivo da Giovanna Massoni. L’iniziativa prevede una open call che permette l’accesso al processo di selezione per partecipare alla mostra collettiva, diretta da Francesca Prandelli (Chief Coordinator del festival). Aperta fino al 30 aprile 2026, l’open call è rivolta a designer indipendenti, studi, architetti, artisti, artigiani, collettivi e gallerie.
Il progetto invita i partecipanti a confrontarsi direttamente con il tema Confine, interpretato come campo di ricerca capace di mettere in relazione discipline, contesti geografici e pratiche progettuali.
Massoni interpreta il confine come una profondità dell’esistente: uno spazio dove il design incontra l’alterità e si apre all’imprevisto. In questa prospettiva il progetto diventa uno strumento di esplorazione e responsabilità, capace di attivare relazioni tra territori periferici, paesaggi di transizione e pratiche ibride che collegano design, attivismo e ricerca scientifica.
All’interno di questo scenario il design indipendente assume il compito di immaginare pratiche accessibili e trasferibili, capaci di oscillare tra unicità del prototipo e diffusione delle idee.
Villa Saporiti: nuova sede per la selezione sul Confine

©Lorenzo Butti
Per la prima volta la Contemporary Design Selection del Lake Como Design Festival trova spazio a Villa Saporiti, edificio neoclassico di fine Settecento affacciato direttamente sul lago di Como. La villa si colloca lungo il percorso che conduce dal centro della città a Villa del Grumello, una delle principali sedi espositive del festival.
L’architettura presenta un impianto centripeto con un grande salone ellittico, soluzione rara nella Lombardia del XVIII secolo. All’esterno la facciata rivolta verso il lago alterna sobrietà e monumentalità attraverso statue mitologiche e decorazioni scenografiche. La scelta della villa amplia la mappa del festival e rafforza il dialogo tra progetto contemporaneo, architettura storica e paesaggio.
Il Lake Como Design Festival attraversa i confini culturali

©Lorenzo Butti
Attraverso la Contemporary Design Selection il Lake Como Design Festival 2026 accoglie progettisti provenienti da contesti e geografie diverse. Il risultato consiste in uno spazio condiviso dove persone, culture e pratiche entrano in relazione, superando barriere linguistiche e distanze culturali.
Il festival, ideato e promosso da Wonderlake Como ETS, costruisce ogni anno una piattaforma di ricerca dedicata al design contemporaneo. Mostre, incontri e installazioni trasformano il territorio in una rete di luoghi dove il progetto dialoga con la memoria dei luoghi e con le dinamiche culturali del presente. Nel 2026 il Confine diventa quindi una chiave di lettura del design contemporaneo: una linea che definisce lo spazio e, allo stesso tempo, una soglia capace di generare relazione.
Immagini courtesy Lake Como Design Festival
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