A Marrakech nella Kasbah d’If, Louis Vuitton ha presentato Mythica, la nuova collezione di Alta Gioielleria della Maison.
Un lancio costruito come un grande momento di immagine, con un parterre internazionale che ha riunito, tra le altre, Ana de Armas, Léa Seydoux, Alicia Vikander, Phoebe Dynevor, Victoria Song, Emma Laird, Mina Shin e Kōki. Al di là dell’aspetto mondano, Mythica segna una nuova tappa nel percorso di Louis Vuitton verso un’alta gioielleria sempre più riconoscibile.
Mythica e il racconto simbolico in 11 temi

La collezione si compone di 110 creazioni uniche e si sviluppa in 11 temi, pensati come le tappe di un itinerario simbolico. Il punto di partenza è il mito, interpretato non in chiave archeologica o decorativa, ma come racconto di trasformazione. La figura evocata dalla Maison è quella di un’eroina che costruisce il proprio destino attraverso segni, prove e rivelazioni. È una narrazione ambiziosa, che rischierebbe facilmente l’eccesso retorico se non fosse sostenuta da un lavoro molto concreto sulla materia, sulle pietre e sui codici della Maison.
I codici della collezione tra simboli e pietre rare

È proprio qui che Mythica diventa interessante. Louis Vuitton non cerca di imitare il linguaggio storico delle grandi Maison di Place Vendôme, ma insiste su un lessico proprio: la corda, il Damier, la V, la Fleur de Monogram, il diamante LV Monogram Star. La corda, per esempio, si fa intreccio prezioso, il Damier diventa gioco di pieni e vuoti, la V assume a volte il valore di segno araldico, in altre creazioni quello di protezione o conquista.
Le pietre hanno un ruolo centrale, ma gli abbinamenti non sono così scontati. Accanto a rubini, smeraldi, zaffiri, diamanti di colore e perle dorate, Mythica introduce gemme meno convenzionali per una collezione di questo livello, come uno zircone blu di 82,14 carati o un topazio occhio di gatto di 127,66 carati. È un dettaglio importante: l’alta gioielleria contemporanea non si misura più soltanto sulla rarità della pietra, ma anche sulla sua capacità di dare carattere a un gioiello.
Conquest e Fortitude ed Enigma aprono il viaggio di Mythica
Il viaggio si apre con Conquest, primo tema della collezione, posto sotto il segno della freccia. È una scelta significativa: la freccia indica una direzione, ma anche una volontà. Nel collier, l’alternanza di oro bianco e oro giallo costruisce un movimento grafico e quasi araldico, scandito da 21 rubini del Mozambico, taglio cuscino, per 21,86 carati, in contrasto con le baguette di onice delicatamente incastonate nell’oro. Al centro, un diamante taglio LV Monogram Star da 1,07 carati dà un carattere distintivo alla collana. Più che un semplice motivo decorativo, la freccia diventa qui il primo gesto della narrazione: l’inizio di una conquista, personale prima ancora che simbolica.
Nel tema Fortitude di Mythica, lo zircone blu diventa il fulcro di un collier in oro bianco che unisce due segni distintivi Louis Vuitton, la corda e il Damier. La pietra non ha la solennità dello zaffiro, né cerca di sostituirla. Sprigiona piuttosto un blu diverso, più minerale, meno convenzionale, capace di dare alla collana un’identità immediata.
Enigma è incentrata invece sulla luce mobile del topazio occhio di gatto. Il suo riflesso, quasi sospeso, dialoga con le acquemarine Santa Maria in una composizione che punta meno allo scintillio puro e più sull’effetto ottico, sulla luce cangiante e sulla profondità.
Smeraldi, zaffiri e nuove interpretazioni
Più classico è il registro di Mesmerism, costruito intorno a uno smeraldo colombiano di oltre 17 carati. Qui Louis Vuitton alleggerisce il raffinato collier con un lavoro di motivi Fleur de Monogram che compongono una sorta di pizzo leggiadro in oro bianco e platino.
In Whisper, uno zaffiro Royal Blue birmano da 11,56 carati introduce una nota più intima. Le volute d’oro bianco e diamanti costruiscono un movimento morbido, mentre l’asimmetria del disegno evita l’effetto cerimoniale. È un passaggio utile nella collezione, perché dimostra che Mythica non si affida soltanto alla spettacolarità.
Fortune e Victory, il volto più spettacolare di Mythica
Fortune, il tema più ampio di Mythica, è un trionfo di opulenza. Composto da 21 creazioni offre un’idea di magnificenza in cui l’oro giallo diviene protagonista con diamanti di varie tonalità e perle gold. In particolare, il choker con 25 perle gold per oltre 511 carati appartiene a questa idea di ricchezza visibile, ma resta interessante per il modo in cui il volume viene pensato in funzione del corpo. Il collier principale, montante, avvolge il collo come un abito di luce e culmina in un diamante taglio LV Monogram Star di 5,12 carati.
Il momento più scenografico è Victory, dove la V della Maison diventa emblema di consacrazione. Il collier riunisce 37 diamanti di colore per 16,71 carati, insieme a un diamante LV Monogram Star da 3,88 carati e a un Fancy Vivid Orange-Yellow a goccia da 3 carati. È il gioiello che più apertamente dichiara l’ambizione della collezione: trasformare un codice grafico in alta gioielleria.
Marrakech ne esalta la presentazione

Marrakech ha offerto a Mythica un palcoscenico d’eccezione. La Kasbah d’If, la luce del Marocco e il paesaggio intorno hanno dato alla presentazione una dimensione teatrale, esaltando la bellezza dei gioielli.
Immagini courtesy Louis Vuitton
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