Manari 52 debutta come primo modello di Manari Yachts e porta nel segmento dei 15 metri una combinazione di prestazioni, spazi aperti e interni realizzati con materiali Loro Piana.
A marzo il debutto al Palm Beach International Boat Show, poche settimane più tardi il primo banco di prova nelle acque di Miami. Il Manari 52, primo modello del nuovo marchio Manari Yachts, ha seguito un percorso rapido dalla presentazione ufficiale alle prove in mare, dove velocità, autonomia e comportamento dello scafo hanno fornito i primi dati concreti sul progetto.
Con base a Miami, Manari Yachts entra nel segmento dei 15 metri affidando le linee esterne a Red Yacht Design, l’architettura navale a Mulder Design e l’ingegnerizzazione a Eureka Yachts. Il risultato concentra l’attenzione tanto sulla navigazione quanto sulla vita a bordo, con ampie superfici esterne e ambienti sottocoperta definiti attraverso materiali provenienti da atelier italiani.
Manari 52, dal debutto alle prove in mare
Il primo esemplare del Manari 52 è stato presentato al Palm Beach International Boat Show, in programma dal 25 al 29 marzo 2026. Il passaggio successivo si è svolto al largo di Miami, nell’area di Haulover Inlet, scelta per verificare il comportamento dello yacht in condizioni reali. Durante i test il vento ha raggiunto i 10-15 nodi, mentre le onde si sono attestate tra 0,8 e 1,2 metri, con il moto corto tipico della Florida meridionale. La configurazione provata montava due Volvo Penta IPS D8-800. Con il 70 per cento di carburante, dotazioni standard e tre persone a bordo, lo yacht ha raggiunto circa 37 nodi di velocità massima, mentre l’andatura di crociera ottimale si è collocata tra 24 e 26 nodi. Per le unità successive, equipaggiate con differenti motorizzazioni, il costruttore prevede prestazioni fino a 47 nodi.
Autonomia e consumi del Manari 52
Le prove hanno permesso di rilevare anche consumi e autonomia. A velocità di crociera il dato registrato varia tra 140 e 160 litri l’ora, mentre alla massima velocità sale a 220-240 litri l’ora. La capacità di carburante, pari a circa 2.500 litri, consente un’autonomia compresa tra 350 e 400 miglia nautiche all’andatura ottimale. Una percorrenza sufficiente, secondo il cantiere, per coprire la rotta tra Miami e Nassau mantenendo un margine di autonomia.
Durante le prove, le virate strette sono state completate con un’inclinazione contenuta e una perdita di velocità minima. Lo scafo ha affrontato il moto ondoso corto mantenendo asciutti la postazione di guida, il cockpit e le aree esterne destinate agli ospiti. Il sistema Volvo Penta IPS ha inoltre mostrato una risposta immediata alle alte velocità e precisione direzionale, mentre nelle manovre a bassa velocità il controllo avviene tramite joystick.
Uno scafo sviluppato intorno al sistema Volvo IPS
Lo sviluppo tecnico parte dall’integrazione del sistema Volvo IPS nella piattaforma. Mulder, responsabile del progetto dello scafo, ha lavorato sul posizionamento dei pod, sull’angolo dell’asse e sulla configurazione strutturale. Lo scafo combina una geometria deep-V, un deadrise progressivo e spray rail ottimizzati, insieme a tecniche di laminazione studiate per contenere le vibrazioni mantenendo la rigidità strutturale. La plancia segue un’impostazione essenziale e integra sistemi digitali, con una configurazione sviluppata intorno a visibilità ed ergonomia. Quattro sedute dedicate al pilota e agli occupanti completano l’area di guida.
Gli spazi esterni del Manari 52
All’ancora, la poppa diventa uno dei principali di bordo. La piattaforma integra gradini che scendono verso l’acqua e murate laterali abbattibili che ampliano la superficie disponibile. Qui trova posto un prendisole per tre persone, seguito da una zona con sedute per sei attorno a un tavolo ovale, protetta dall’hardtop. Wet bar, grill e frigorifero sono integrati nello stesso spazio. A prua la configurazione prosegue con un secondo prendisole triplo collocato sulla tuga e una seduta imbottita a V sviluppata intorno a un tavolo. L’area può essere coperta attraverso una tenda, creando un ulteriore spazio dedicato alla permanenza all’aperto.
Gli interni Loro Piana e le due cabine
Sottocoperta il Manari 52 utilizza materiali Loro Piana Interiors, essenze realizzate su misura da Tabu e pellami italiani. La selezione dei componenti è avvenuta durante un tour di un mese tra atelier italiani, dal quale provengono anche finiture e dettagli utilizzati nei diversi ambienti. Dal cockpit si accede a un salone con divani disposti lungo lo scafo e una finestratura a tutta lunghezza che porta luce naturale all’interno. La configurazione prevede inoltre la possibilità di installare un grande televisore a filo, insieme a un angolo caffè e un frigorifero.
La cabina armatoriale occupa la zona di prua e accoglie un letto king-size semi-island, oltre agli spazi destinati agli abiti. Una seconda cabina matrimoniale per gli ospiti è collocata a centro barca. Entrambe accedono a un bagno con doccia walk-in, mensole retroilluminate, superfici in pietra composita stampata in un unico pezzo e rubinetteria selezionata per il progetto.
Un 15 metri pensato per una presenza internazionale
Con il primo esemplare già sottoposto alle prove in mare, Manari Yachts affianca al prodotto una struttura con presenza in Florida, Mediterraneo e Asia, pensata per seguire gli armatori nelle principali aree dello yachting internazionale. Il Manari 52 mette così insieme i due elementi emersi nelle prime fasi del progetto: una distribuzione degli spazi orientata alla permanenza a bordo e una piattaforma tecnica verificata nelle acque della Florida. Dal debutto di Palm Beach ai test di Miami, il primo modello del marchio ha già trasformato le caratteristiche dichiarate al momento della presentazione in dati rilevati in navigazione.
Immagini courtesy Manari Yachts
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