Dall’8 al 13 settembre 2026 la Croisette ospita la 49ª edizione del Cannes Yachting Festival: oltre 700 barche, 680 espositori, 150 anteprime mondiali e una mappa espositiva ridisegnata dai lavori nel Vieux Port. Con Constance Brément, da quest’anno direttrice del salone.
Il Cannes Yachting Festival 2026 apre come sempre la stagione nautica internazionale, ma quest’anno lo fa in una condizione inedita: il porto che lo ospita è a sua volta un cantiere, fra i lavori di riqualificazione e la costruzione del nuovo pontile permanente. Gli organizzatori hanno dovuto ridisegnare la mappa dell’esposizione senza toccarne l’impianto, in quella che è l’ultima edizione prima del cinquantenario del 2027.
“È un anno di transizione, mentre i lavori danno forma al Cannes Yachting Festival di domani”, spiega Constance Brément, alla sua prima edizione da direttrice della manifestazione. “Ma l’ambizione resta la stessa: portare acquirenti qualificati e internazionali ai nostri espositori, e permettere ai visitatori di esplorare nuovi orizzonti”. Cannes, primo grande appuntamento del calendario internazionale e maggiore salone in acqua d’Europa, attende quest’anno 56.000 visitatori da 130 Paesi.
Cannes Yachting Festival 2026: Una nuova mappa fra i due porti

La riorganizzazione degli spazi è il capitolo più concreto di questa edizione, e riguarda soprattutto il Vieux Port, che resta il palcoscenico delle anteprime mondiali e dei grandi motoryacht. Questi ultimi saranno esposti sia sulla jetée sia lungo il Quai Max Laubeuf, mentre il Power Cat Village, una trentina di catamarani a motore, trasloca alla Pantiero, guadagnando un’area dedicata e più immersiva. È qui, sotto il Suquet, che si concentra la parte di salone destinata a fare notizia oltre confine.
Port Canto conserva invece il suo percorso continuo di 2,5 chilometri “uno dei suoi maggiori punti di forza”, secondo Brément, che raccoglie 120 barche a vela nuove sopra i 10 metri (di cui 60 catamarani) nella Sailing Area, 180 dayboat e l’intera gamma di fuoribordo a benzina ed elettrici nella Power Boat Marina, oltre 45 grandi yacht d’occasione nella Yacht Brokerage Area e la Toys Area.
Cambia anche la logica dell’accoglienza: il nuovo biglietto Sea Access, un servizio di concierge dedicato, l’accesso ai VIP Club di entrambi i porti, visite private a bordo e trasferimenti in elicottero dall’aeroporto. “Ogni dettaglio conta”, sintetizza Brément, “ed è questa attenzione all’intera esperienza del visitatore che riflette la mia visione del Festival”.
Dove sta andando il mercato

Guardando alle barche, il messaggio è coerente: la nautica si sposta verso un approccio esperienziale, in cui l’imbarcazione è un luogo da vivere prima ancora che un mezzo per navigare. Spazio, comfort di bordo, autonomia, prossimità al mare sono le variabili su cui i progetti si stanno riallineando.
Sul fronte vela, dove Cannes rivendica la leadership mondiale per i grandi scafi, le attese si concentrano su CNB 62, Grand Soleil 60 Long Cruise, Leopard 43 e Lagoon 47. Trova spazio anche lo slow boating, la navigazione in cui la velocità non è più una priorità, rappresentato da progetti come il Jeanneau Sea Loft 480, ibrido fra catamarano e monoscafo, e più in generale dal segmento dei trawler. Nel motore, i grandi yacht restano il vero traino del mercato, spinti da una domanda solida di personalizzazione e crociere a lungo raggio. “Ciò che mi colpisce di più”, nota Brément, “è che le barche più interessanti di oggi non si limitano a seguire le tendenze: le definiscono”.
Transizione energetica: la Innovation Route

Il capitolo propulsione ha ormai un suo itinerario dedicato. La Innovation Route seleziona, attraverso una giuria internazionale, gli espositori le cui barche, attrezzature e servizi incarnano il futuro della nautica; la seconda edizione degli Innovation Route Awards premierà i migliori in quattro categorie. Nel 2025 erano state selezionate 40 aziende e quattro progetti erano stati premiati.
In acqua la transizione ha volti precisi: il Sunreef 88 Ultima Electric, catamarano a motore di 88 piedi con tecnologie solari integrate e propulsione elettrica ad alte prestazioni; il Pioneer Yachts PY60, catamarano solare-elettrico che unisce ingegneria tedesca e design italiano; e lo Skaw A, i cui foil riducono sensibilmente i consumi in navigazione.
Cannes Yachting Festival 2026: Superyacht e lifestyle

Il quadro globale è complesso sui volumi, ma il segmento superyacht e premium continua a mostrarsi solido: una clientela internazionale altamente qualificata che chiede qualità, personalizzazione ed esperienza memorabile. Anche qui la trasformazione è visibile: motori ibridi, pannelli solari e sistemi con intelligenza artificiale integrata sono ormai comuni, e i multiscafi entrano nell’offerta per garantire più comfort.
C’è poi tutto ciò che non galleggia. “Lo yacht è diventato un luogo da vivere, un’espressione di design, un invito a sperimentare libertà e viaggio», afferma la director. Attorno alle banchine il Festival mette in scena l’ecosistema: marina e destinazioni di crociera, tender di alta gamma, progettazione d’interni su misura, ebanisteria fine, soluzioni di connettività e innovazioni di bordo, fra l’ingresso e il Palais des Festivals.
Il peso dell’Italia

Per il lettore italiano i numeri sono eloquenti: quasi 150 dei 680 espositori sono italiani e circa metà delle barche esposte esce da cantieri italiani. “Riflette sia la straordinaria forza dell’industria nautica italiana, sia la profonda fiducia che ripone nel Cannes Yachting Festival come piattaforma di lancio globale”, commenta Brément. Tra i cantieri che menziona ci sono Azimut-Benetti, Ferretti Group, Sanlorenzo, Cantiere delle Marche e tanti altri.
Fra le anteprime mondiali più attese figurano Sirena 118, Custom Line Navetta 35, Azimut Magellano 27M e Grande 44M , Flexplorer 146 e Forte 47. Un riconoscimento arriva anche alla componentistica e alla motoristica: Abi Trailers, Amare Group, Mase Generators, Opacmare, Quick Group, SAIM Marine, quella parte di filiera che raramente finisce sulle copertine ma senza la quale nessuna anteprima esisterebbe.
Verso i cinquant’anni

Nel 2027 il Festival celebrerà mezzo secolo. Le direttrici che, secondo Brément, definiranno il capitolo successivo sono quattro: la centralità dell’esperienza, con barche pensate come luoghi in cui vivere e condividere; la transizione energetica e tecnologica; il gusto per la navigazione lenta e le crociere più lunghe; e l’ascesa dei multiscafi insieme a nuove formule di accesso alla nautica, dai boat club alla multiproprietà.
Il 2026, in questo senso, è più di una tappa intermedia. È l’edizione in cui Cannes prova su di sé le trasformazioni che chiede al proprio settore e in cui, fra un cantiere e l’altro, si intravede già la forma del salone che verrà.
Immagini courtesy Cannes Yachting Festival
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