Zén Singapore riapre dopo tre mesi di lavori con nuovi interni, un bancone da 16 posti e un percorso gastronomico distribuito sui tre piani del ristorante.
Il ristorante tre stelle Michelin ha da poco riaperto dopo un intervento di rinnovamento durato tre mesi, con spazi ripensati e una formula che scandisce con maggiore precisione i diversi momenti della cena. Il progetto conserva gli elementi che hanno definito l’identità del ristorante e li inserisce in ambienti più contemporanei e intimi. Architettura, servizio e racconto gastronomico seguono lo stesso percorso verticale, mentre ogni piano assume una funzione precisa. Il risultato nasce dalla collaborazione tra Frantzén Group e Joyn, studio di architettura d’interni con sede a Stoccolma.
Zén Singapore, la cena comincia al bancone

L’ingresso introduce subito una delle principali novità. Gli ospiti prendono posto attorno a un bancone da 16 coperti, illuminato per creare un’atmosfera raccolta e servito direttamente dagli chef di Zén. Qui arrivano sette canapé, concepiti come apertura del percorso che prosegue con sei portate. Ad accompagnarli si può scegliere un pairing di sake e vino, una proposta analcolica oppure una combinazione delle due formule. Il bancone diventa così il primo capitolo di una cena costruita attraverso spostamenti, piatti e ambienti, con il servizio che accompagna progressivamente gli ospiti all’interno dell’edificio.
Sei portate al secondo piano

Il secondo piano ospita le portate principali. Tra i piatti indicati nel nuovo percorso figurano il crudo di shima aji con carciofo barigoule, mela cotogna e nasturzio. Il chawanmushi con abalone, coriandolo, shiitake e brodo di manzo e il Wagyu con oxtail pressé, spugnole e pepe Kampot fermentato. La materia prima segue una selezione precisa. Gli ingredienti destinati a questa città-stato insulare sono importati e Zén Singapore lavora con un gruppo selezionato di fornitori regionali di fiducia. Dal Giappone le consegne arrivano quattro volte alla settimana. La stagionalità determina l’evoluzione della carta, con cambi completi del menu previsti tre o quattro volte nel corso dell’anno.
Zén Singapore si conclude al terzo piano

Dopo le portate principali, il percorso sale ancora. Il terzo piano ospita la lounge, destinata alla parte conclusiva della cena, con dessert, petit fours e una selezione di digestivi. La scansione verticale assegna così a ciascuna zona un momento specifico: l’apertura al bancone, il cuore gastronomico nella sala principale e il finale nel lounge. Questa organizzazione trasforma il movimento attraverso il ristorante in una componente dell’esperienza. Ogni passaggio introduce un cambio di atmosfera e accompagna l’avanzamento del menu, seguendo una successione definita dall’arrivo fino agli ultimi assaggi.
I nuovi interni tra Stoccolma e Singapore

Il rinnovamento degli spazi di Zén Singapore nasce dal lavoro congiunto tra Frantzén Group e Joyn. Layout, texture, colori, illuminazione, suoni e materiali sono stati considerati in relazione al modo in cui ospiti e personale attraversano e utilizzano gli ambienti. Le tonalità della terra accompagnano il percorso verso i piani superiori, passando dal biscotto e nocciola alle sfumature più profonde di cannella e cioccolato. Sugli scaffali compaiono fermentati e sottaceti, mentre le opere selezionate dal Frantzén Group riuniscono pezzi scandinavi e oggetti legati alla cultura svedese. Tra questi trova posto il tradizionale cavallo Dala, associato a fortuna, forza e ospitalità.
Materiali e riferimenti svedesi di Zén Singapore

Il progetto degli interni lavora sui contrasti materici. La raffia utilizzata nei rivestimenti incontra la pietra fossile opaca dei piani di lavoro; lo stucco scuro in pietra calcarea, dalla superficie simile all’argilla, si accosta alla finitura lucida delle piastrelle giapponesi Kit Kat. Tende in cotone leggero, lino e seta filtrano la forte luce tropicale che entra negli ambienti. Nella sala principale, il lampadario realizzato con i portacandele Snowball disegnati da Ann Wolff per Kosta Boda proietta riflessi simili all’acqua sulla superficie in rame e sul soffitto lucido. La palette essenziale e la scelta dei materiali riuniscono riferimenti al design svedese, giapponese e del Sud-est asiatico, costruendo la nuova identità visiva del ristorante.
Una squadra di Singapore alla guida del ristorante
La riapertura coincide anche con una squadra guidata da tre professionisti nati a Singapore: l’Head Chef Kelvin Ng, la General Manager Rachel Ezekiel e l’Head of Beverage Warren Estrop. Con il nuovo assetto, Zén Singapore organizza cucina, servizio e spazi secondo una sequenza che attraversa l’intero edificio. Dal primo canapé servito dagli chef al bancone fino ai petit fours nella lounge, la cena assume la forma di un itinerario in tre atti, scandito dai piani del ristorante e dall’evoluzione del menu.
Immagini courtesy Zén, credit Franztén Group
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