Balmain inaugura una boutique di 300 metri quadrati nel Quadrilatero della Moda di Milano, con interni curati da Andrea Faraguna sotto la direzione creativa di Antonin Tron.
Il nuovo flagship store Balmain a Milano inaugura in via della Spiga 23, nel cuore del Quadrilatero della Moda. Uno spazio di 300 metri quadrati distribuiti su due livelli, dove il progetto degli interni interpreta la visione creativa della casa di moda parigina attraverso una successione di ambienti dalle caratteristiche differenti. La boutique nasce dalla trasformazione di un progetto architettonico originariamente concepito da Vincenzo De Cotiis, del quale conserva gli elementi distintivi. Sotto la direzione creativa di Antonin Tron, con gli interni curati dall’architetto Andrea Faraguna, il nuovo indirizzo milanese sviluppa un percorso che mette in relazione le collezioni con l’architettura, valorizzando la storia dell’edificio e le caratteristiche dei materiali.
Un progetto tra moda e architettura

Il nuovo flagship store rappresenta un’estensione della ricerca architettonica introdotta da Balmain con la sfilata Autunno-Inverno 2026. Il progetto stabilisce una continuità tra la presentazione delle collezioni e gli spazi destinati alla vendita, trasferendo nell’esperienza della boutique alcuni principi della visione creativa della maison. Alla base si trova un interesse condiviso da Antonin Tron e Pierre Balmain, fondatore della casa di moda nel 1945: il ruolo dell’architettura nella definizione dell’estetica di un abito e, più in generale, dell’identità di un marchio. Un rapporto che accompagna la storia della maison e che trova nella nuova boutique milanese una declinazione contemporanea.
L’intervento di Andrea Faraguna parte dalle caratteristiche dell’architettura esistente, conservandone le tracce e integrandole nella nuova configurazione degli ambienti. Le superfici originali diventano parte del progetto, mentre i nuovi elementi introducono geometrie, volumi e materiali che definiscono il percorso espositivo.
I materiali del nuovo flagship store Balmain
Gli interni della boutique sono concepiti come una galleria contemporanea, attraverso una successione di volumi scultorei, geometrie essenziali e superfici capaci di modificare la percezione dello spazio attraverso la luce. La scelta dei materiali assume un ruolo centrale. Onice, stucco veneziano, superfici specchiate, fibra di vetro, metallo e vetro compongono gli ambienti, alternando consistenze e riflessi. Ogni elemento contribuisce a definire il carattere degli spazi attraverso le proprie caratteristiche fisiche e le lavorazioni che ne determinano l’aspetto.
Particolare attenzione è dedicata alla conservazione delle tracce dell’architettura originaria. Segni, irregolarità e superfici esistenti vengono mantenuti come testimonianze della storia dell’edificio, creando un rapporto tra le diverse fasi della sua evoluzione. Anche gli arredi riprendono riferimenti legati alla storia della maison, reinterpretati attraverso una sensibilità contemporanea. Tra le ispirazioni figurano la precisione delle lavorazioni giapponesi con guscio d’uovo e la consistenza tattile dello shearling riccio. Due riferimenti materici che contribuiscono a introdurre una componente sensoriale all’interno di un progetto caratterizzato dal rigore delle geometrie.
Il piano terra dedicato alle collezioni femminili

Il percorso all’interno del nuovo Balmain Milano comincia dal piano terra, riservato alle collezioni femminili prêt-à-porter e agli accessori. Qui l’architettura privilegia superfici luminose e riflessi delicati, costruendo un ambiente che richiama l’atmosfera di una galleria d’arte.
Le influenze Art Déco si combinano con materiali e soluzioni proprie dell’architettura contemporanea. Il risultato è uno spazio nel quale le proporzioni e la disposizione degli elementi contribuiscono a valorizzare le silhouette delle collezioni. La luce partecipa alla definizione degli ambienti, intervenendo sulla percezione delle superfici e dei volumi. Il rapporto tra materiali riflettenti e geometrie architettoniche accompagna il visitatore attraverso le diverse aree della boutique, mantenendo gli abiti e gli accessori al centro dell’esperienza.
Balmain, il livello inferiore dedicato all’universo maschile
Scendendo al piano inferiore, destinato alle collezioni uomo e agli accessori, l’atmosfera cambia. Le tonalità diventano più intense e le superfici specchiate si alternano a forme metalliche scultoree, definendo ambienti dal carattere più raccolto. L’organizzazione dello spazio ruota attorno a un volume centrale che modifica il proprio aspetto a seconda del punto di osservazione. La relazione tra riflessi, materiali e prospettive introduce una dimensione dinamica nel percorso, offrendo differenti letture dell’architettura.
In questo livello emerge anche l’attenzione verso i segni lasciati dal tempo. Le imperfezioni delle superfici e le tracce conservate dell’edificio assumono un valore espressivo, contribuendo a costruire l’identità degli interni. La distinzione tra i due piani permette così di articolare l’esperienza della boutique attraverso ambienti con caratteristiche specifiche, mantenendo una continuità nella scelta dei materiali e nell’impostazione architettonica.
Immagini courtesy Balmain
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