Presentata a Roma, l’attesissima Ferrari Luce può ospitare cinque persone, ma sarebbe sbagliato considerarla un modello d’ingresso destinato alla quotidianità.
Il pubblico presente non poteva sapere con certezza cosa pensare dell’auto, delle sue capacità o dell’impatto che avrebbe avuto sul futuro della Casa automobilistica. Ma in quel giorno di maggio Ferrari attirò l’attenzione del mondo intero. Era il 1947 e l’auto era la Ferrari 125 S, il modello che diede inizio alla leggenda del Cavallino Rampante conquistando la prima vittoria sportiva del marchio al Gran Premio di Roma.
La nascita della Ferrari elettrica Luce

Ferrari ha avuto lo stesso effetto sui presenti ieri sera quando il marchio ha scelto ancora una volta la Città Eterna come sfondo per presentare al mondo un altro modello destinato a segnare una svolta: la Ferrari Luce completamente elettrica. Maranello forse non è riuscita a catturare un fulmine in bottiglia con la stessa intensità di allora, ma la Luce, con quattro porte e cinque posti, rappresenta senza dubbio uno shock al primo sguardo. Destinata a superare la Purosangue multiterreno come modello più divisivo del Cavallino Rampante, la Luce da 1.035 CV è una dichiarazione a zero emissioni. È pensata per dimostrare ulteriormente la natura anticonvenzionale di Ferrari mentre il marchio si avvicina all’elettrificazione completa secondo i propri tempi e le proprie regole.
John Elkann e la visione della Ferrari Luce

“Ferrari non è mai stata definita da ciò che la alimenta. È sempre stata definita da ciò che fa provare: quell’emozione, quel suono, quel senso di meraviglia. E questo non è mai cambiato”, ha dichiarato il presidente esecutivo di Ferrari, John Elkann, durante il discorso di apertura della presentazione mondiale. L’evento si è svolto all’interno del complesso Vela di Calatrava–Città dello Sport, che Elkann ha definito “un luogo progettato per immaginare il futuro”. Una definizione appropriata, considerando che questa è anche la ragion d’essere della Luce.
“La Ferrari Luce non è una risposta al cambiamento”, ha assicurato Elkann agli oltre 200 rappresentanti dei media presenti. “È una decisione, una decisione deliberata, di guidare ciò che verrà con chiarezza e coraggio. Cinque anni fa ci siamo chiesti: ‘Che cosa sarebbe Ferrari se la immaginassimo di nuovo partendo da un foglio bianco?’”.
LoveFrom firma la nuova Ferrari elettrica

Per rispondere a questa domanda, lo storico marchio ha fatto ricorso a ciò che ha sempre alimentato la sua capacità di innovare: la collaborazione. Entrano così in scena Jony Ive, Marc Newson e il loro team di designer di LoveFrom con sede a San Francisco. Come anticipato nella nostra copertura preliminare della vettura, l’opportunità si è intrecciata perfettamente con la passione di lunga data per le automobili condivisa da Ive e Newson. “Abbiamo partecipato come giudici a ogni genere di concours d’elegance. Collezioniamo automobili. Condividiamo ricordi e storie molto affettuose legate al restauro di vetture quando eravamo bambini e adolescenti in Inghilterra e in Australia. L’opportunità di lavorare insieme con Ferrari è davvero incredibile e unica”, ha dichiarato Newson quando i componenti degli interni della Luce sono stati svelati a febbraio.
Quella è stata considerata la seconda fase del debutto. La fase iniziale si era svolta a Maranello lo scorso ottobre durante il Capital Markets Day di Ferrari, occasione in cui erano stati mostrati il telaio in alluminio e alcuni elementi selezionati del powertrain. Oggi, però, il quadro completo è finalmente stato presentato al pubblico.
Motori e autonomia della Ferrari Luce

La prima auto elettrica Ferrari è anche la prima cinque posti della Casa. È sviluppata su una piattaforma dotata di quattro motori sincroni a magneti permanenti a flusso radiale, uno per ciascuna ruota. Ferrari li definisce “derivati dalla F80 e sviluppati grazie alle competenze maturate in Formula 1 e nel WEC”, secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale.
Il risultato è la già citata potenza complessiva di 1.035 CV, accompagnata da oltre 770 lb-ft di coppia. Questa configurazione del powertrain consente alla Luce, che ha un peso a vuoto di 2.260 tonnellate, di accelerare da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi con launch control attivato e di raggiungere una velocità massima superiore ai 309 km/h. Ad alimentare queste prestazioni c’è una batteria da 122 kWh composta da 210 celle, che garantisce alla Luce un’autonomia stimata di circa 529 chilometri.
Il design della Ferrari elettrica

Il punto in cui la Luce riesce davvero a sorprendere è però il design esterno complessivo, che, nel migliore dei casi, mantiene un legame molto sottile con il DNA stilistico del marchio. Ma si tratta di una scelta deliberata. “Una tecnologia conosciuta evolve inevitabilmente verso soluzioni stilistiche già esistenti, mentre le innovazioni generano sempre una sfida dal punto di vista estetico del prodotto”, ha recentemente dichiarato Flavio Manzoni a Robb Report. “‘La creatività richiede il coraggio di abbandonare le certezze’. Questa frase dello psicologo sociale tedesco Erich Fromm riassume il mio pensiero sulla necessità di essere visionari e coraggiosi nel progettare qualcosa di innovativo”, ha proseguito Manzoni. Riferendosi a Ive e Newson, ha aggiunto: “L’aspetto da sottolineare è che sono stati scelti designer non provenienti dal mondo automotive, ma dal design di prodotto e dall’high tech, proprio per garantire un risultato diametralmente opposto rispetto a quanto realizzato finora”.
Aerodinamica e forme della Ferrari Luce

Da questo punto di vista, LoveFrom ha mantenuto pienamente la promessa. Se ci si aspettava un semplice alter ego elettrico della Purosangue, è meglio ricredersi. Se il linguaggio stilistico Ferrari è sempre stato definito da curve sensuali, nervature visivamente seducenti e un’impostazione ispirata al motorsport, anche nei modelli granturismo, la Luce riflette invece una vera ossessione per la riduzione della resistenza aerodinamica. La sua forma nasce infatti da 6.000 simulazioni di fluidodinamica computazionale e da circa 330 ore di test in galleria del vento, incluse 80 ore con modelli in scala reale.
Anche con uno sguardo rapido, emergono richiami all’approccio a cuneo di Marcello Gandini nella definizione delle forme automobilistiche, soprattutto nell’ampia superficie vetrata, sebbene ammorbidita quasi fino all’omogeneità. Nella parte anteriore è presente un marcato condotto a S che convoglia una quantità d’aria tale da aver imposto la configurazione verticale dei tergicristalli ai lati del parabrezza. L’aria viene inoltre indirizzata in modo più discreto attraverso i passaruota anteriori e posteriori, mentre i cerchi stessi, da 23 pollici all’anteriore e 24 pollici al posteriore, sarebbero in grado di “ridurre la resistenza aerodinamica del 5%”, secondo Ferrari.
Le tecnologie di guida della Ferrari elettrica Luce

Quando Rolls-Royce ha sviluppato la sua prima vettura elettrica, la Rolls-Royce Spectre, il principio guida era che “prima di tutto fosse una Rolls-Royce e solo successivamente un’auto elettrica”. Nel caso della Ferrari Luce, l’attesa adesione alla tradizione è stata invece accantonata per introdurre una dimensione completamente nuova di Ferrari, sia nella forma sia nella funzione. Dove la Casa italiana ha scelto di restare saldamente ancorata alla propria eredità è però sul fronte delle prestazioni.
Per garantire che le celebri dinamiche di guida di Maranello restino intatte anche sulla Luce, il SUV elettrico a trazione integrale introduce diverse novità. Un elemento chiave è la nuova Vehicle Control Unit (VCU), che gestisce i motori e le sospensioni attive, tra gli altri componenti, tenendo conto degli input del guidatore. Il sistema analizza e ottimizza i parametri a una frequenza di 200 volte al secondo. Sono presenti anche le quattro ruote sterzanti e un nuovo sistema di torque vectoring denominato Ferrari Lateral Optimization Wheeltorque, probabilmente chiamato così per ottenere l’acronimo FLOW. A questo si aggiunge il nuovo sistema Torque Shift Management Engagement, che attribuisce una funzione concreta ai paddle al volante. Il paddle destro consente di selezionare cinque diversi livelli di erogazione della potenza, mentre quello sinistro offre cinque differenti intensità di frenata rigenerativa.
A completare il progetto, Ferrari ha dotato la Luce di una colonna sonora attivabile a discrezione del proprietario, che la Casa sostiene non sia artificiale ma autenticamente legata al funzionamento del powertrain, anche se i dettagli tecnici della sua realizzazione potrebbero lasciare perplessi tutti tranne gli audiofili più appassionati. Una complessità comprensibile, considerando che Ferrari afferma di aver impiegato cinque anni e quasi 40.000 chilometri di test per perfezionarla.
Gli interni della Ferrari elettrica Luce

Se l’esterno potrebbe quindi non convincere tutti, è nell’abitacolo che la Luce stabilisce un nuovo punto di riferimento. Questo non soltanto per Ferrari ma per l’intero settore, in termini di equilibrio tra componenti digitali e analogiche. Come già anticipato dopo la presentazione degli elementi dell’abitacolo a San Francisco, Ive aveva un principio guida ben preciso per il lavoro svolto sugli interni della Luce.
“Non ho mai capito perché, se la fonte di alimentazione è elettrica, debba necessariamente seguire un’interfaccia digitale. Mi sembra un’assunzione bizzarra e pigra”, aveva dichiarato Ive a febbraio. “Credo che, proprio perché la propulsione elettrica offre un insieme straordinario di opportunità, si stiano perdendo alcune delle cose che amiamo delle vecchie Ferrari. Per questo è stato subito chiaro che fosse necessario trovare il maggior numero possibile di modi per creare una connessione fisica e viscerale con l’interfaccia.”
Display, materiali e tecnologia Oled

A rappresentare questo approccio creativo è il pannello di controllo della plancia, in particolare quello che Ferrari definisce display “multigraph”, in grado di alternare un quadrante tradizionale, un cronografo, una bussola e l’indicatore del launch control della vettura. Sebbene si tratti di display digitali, le tre lancette sono realizzate in alluminio anodizzato e azionate da tre motori con un sofisticato sistema di ingranaggi. Alla base è presente anche una maniglia anodizzata che consente di orientare facilmente l’intero display secondo necessità. Per quanto riguarda il volante e la palpebra strumenti, quest’ultima è collegata direttamente al piantone dello sterzo per seguire in modo naturale la posizione del volante.
Il quadro strumenti rappresenta una delle applicazioni più avanzate della tecnologia Oled di Samsung. Un ruolo altrettanto importante è affidato all’utilizzo esteso del vetro Corning, inclusa l’innovativa applicazione dell’inchiostro elettronico sulla custodia della chiave. L’insieme degli elementi dell’abitacolo costruisce un ambiente ricco dal punto di vista tattile, in cui levette in alluminio lavorate con precisione e pulsanti in vetro si integrano con display elettronici intuitivi. Nel complesso, l’abitacolo definisce un nuovo standard nell’ergonomia e segna il ritorno di una certa eleganza e autorevolezza degli interni attraverso un maggiore coinvolgimento fisico e sensoriale.
Prezzo e futuro della Ferrari elettrica

Sebbene il prezzo per il mercato statunitense non sia stato ancora annunciato, la Luce partirà da 550.000 euro in Italia. Si conferma quindi che non si tratta affatto del modello d’ingresso del marchio. Senza aver ancora avuto modo di provarla su strada, resta impossibile esprimere un giudizio definitivo sulla capacità della Luce di guidare il futuro Ferrari. Anche se questa elettrica rappresenta il tassello mancante nella strategia che la Casa definisce di “neutralità tecnologica”. Ovvero la possibilità di offrire un powertrain e una vettura adatti a qualsiasi utilizzo.
“Probabilmente questo è stato uno dei progetti più entusiasmanti mai sviluppati in Ferrari, semplicemente perché non si trattava di sviluppare soltanto un altro modello”, ha dichiarato l’amministratore delegato Ferrari Benedetto Vigna durante la première. “Questa sarà la Ferrari più versatile mai prodotta.” La Luce riuscirà a suscitare nei bambini la stessa ossessione aspirazionale generata da una nuova 849 Testarossa o dalla F80? Probabilmente no, almeno al primo sguardo. Ma forse la prossima generazione di Ferraristi vivrà il primo assaggio della potenza e delle prestazioni del marchio dal sedile posteriore di questa nuova Ferrari di famiglia. Per ora, il silenzio relativo della Luce rappresenta il vero colpo di scena firmato Ferrari.
Articolo di Robbreport.com
Immagini courtesy Ferrari S.p.A
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