Tra hotel, disegni e mondi fantastici, la poetica visionaria di Luke Edward Hall.
Artista, designer e scrittore britannico, Luke Edward Hall è una di quelle figure che sfuggono alle etichette. Il suo percorso è felicemente irregolare e sfaccettato, muovendosi tra le pieghe di pittura e disegno, interior design, scrittura, moda e direzione creativa. A connettere il tutto è lo stesso universo visivo e sentimentale, un immaginario coltivato negli anni e alimentato dalla mitologia classica, dal folklore britannico, dalla natura e da una certa idea di romanticismo. “Voglio riportare il romanticismo all’interno della normale vita quotidiana”, spiega.
L’universo creativo di Luke Edward Hall

A farlo sono le sue opere abitate da divinità marine e creature fantastiche, satiri e giardini inglesi, fiori rampicanti e tavole apparecchiate come scenografie teatrali. Mondi sospesi tra sogno e memoria, attraversati da una sensualità lieve e dalla meraviglia. “Il mio lavoro è, prima di tutto, un invito al reincanto”, racconta. “Mi piace cercare la magia rimasta nel mondo, ma il punto non è soltanto trovarla: è darle forma attraverso gli oggetti, gli interni, i disegni”. Con il suo studio, fondato nel 2015, lavora a un’ampia varietà di progetti: dalla direzione creativa di Chateau Orlando – marchio di moda e homeware fondato tra Milano e Londra nel 2022 – fino alle collaborazioni con realtà del lusso e del design come Ginori 1735 e Rubelli.
Luke Edward Hall nel mondo dell’hospitality

Ma è soprattutto nel mondo dell’hospitality che il suo universo riesce a esprimersi pienamente. Hotel e ristoranti diventano infatti spazi immersivi, concepiti come luoghi di evasione emotiva ed estetica. Tra i progetti più recenti ci sono gli interni del Kulm Hotel di St. Moritz e dell’Hotel Saint-Georges a Megève, in Alta Savoia. “Amo l’idea che entrando in un albergo ci si senta accolti in un altro mondo”, racconta. “Per me è questo che rende speciale un hotel: la capacità di trasportarci altrove, lontano”.
Aquae Mirabiles per Buccellati

La stessa filosofia ha attraversato anche Aquae Mirabiles, il progetto realizzato per Buccellati durante l’ultima Milano Design Week per celebrare la collezione di argenteria Caviar e il suo motivo a microsfere. Curata da Federica Sala e progettata da Balich Wonder Studio, l’installazione ha trasformato lo spazio in una Atlantide sommersa popolata da Nettuno, Naiadi, sirene e creature marine. “Volevo creare qualcosa di fantastico e onirico, portando le persone fuori dalla città per immergerle in un sogno acquatico”, conclude. Un modo per ricordare che la meraviglia non è certo scomparsa: bisogna semplicemente imparare a evocarla.
Articolo tratto dal numero estivo di Robb Report Italia
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