A Capri la stagione 2026 porta una nuova suite ispirata al mito di Partenope e un restyling degli spazi gastronomici che intreccia memoria, design e paesaggio.
Punta Tragara, a Capri è un luogo che sembra sottrarsi al tempo. Affacciato sui Faraglioni, in quella porzione dell’isola dove il brusio della Piazzetta lascia spazio al silenzio della vegetazione e al rumore del mare, l’hotel continua a rappresentare uno degli indirizzi più riconoscibili dell’ospitalità mediterranea. Nato dalla trasformazione della storica Villa Vismara, progettata da Le Corbusier nel 1920 e divenuta albergo nel 1973 per volontà del conte Goffredo Manfredi, Punta Tragara apre la stagione 2026 con una serie di novità che rafforzano il dialogo tra architettura, design e identità caprese.
Le più significative riguardano due aspetti centrali dell’esperienza di soggiorno: la nuova Suite Parthenope e il rinnovamento degli ambienti dedicati alla ristorazione a cura dell’interior designer Giorgia Dennerlein LOTO AD Project: dal ristorante Le Monzù al Cin Cin Bar. Due progetti differenti per linguaggio e funzione, accomunati dalla volontà di raccontare Capri attraverso riferimenti culturali, materiali e visioni contemporanee.
La Suite Parthenope, un omaggio al mito fondativo del Golfo di Napoli

La Suite Parthenope, è stata progettata appositamente per la stagione 2026. Il punto di partenza è il mito della omonima sirena, figura leggendaria legata alle origini del Golfo di Napoli e presenza simbolica che attraversa la cultura del territorio. Più che una semplice suite, il progetto si presenta come una riflessione sul rapporto tra paesaggio, memoria e interior design. Situata nell’edificio principale dell’hotel, la suite occupa circa 70 metri quadrati sviluppati su un unico livello, scandito da un lieve dislivello di tre gradini. Due grandi vetrate mettono costantemente in relazione gli ambienti interni con il mare di Capri, trasformando il panorama in parte integrante dell’esperienza abitativa.
L’elemento distintivo del progetto è la successione di arcate morbide che costruiscono spazi fluidi e continui. L’effetto richiama l’interno di una conchiglia e diventa il filo conduttore dell’intero concept. Pareti iridescenti ispirate alla madreperla, riferimenti alle strutture organiche dei coralli, arredi dalle linee sinuose e una palette che si muove tra beige e rosa cipria definiscono un ambiente immersivo, costruito attorno a suggestioni marine reinterpretate in chiave contemporanea.
All’ingresso, due nicchie architettoniche ospitano una rappresentazione artistica della sirena Partenope realizzata in toni pastello, introducendo il racconto visivo che accompagna tutto il soggiorno. All’esterno, il caratteristico colore corallo della villa continua invece a dialogare con il blu del mare e dell’orizzonte caprese.
Le Monzù e Cin Cin Bar, il ritorno della memoria

Se la Suite Parthenope guarda al mito, il restyling degli spazi gastronomici sceglie invece la memoria come strumento narrativo. Il progetto che coinvolge Le Monzù e il Cin Cin Bar nasce infatti da un lavoro di recupero di ricordi, atmosfere e stratificazioni che hanno caratterizzato le sale storiche dell’hotel nel corso dei decenni.
L’intervento conserva alcuni elementi simbolici dell’identità originaria. Il mosaico romano della sala centrale resta il protagonista dello spazio, così come il baldacchino modanato laccato bianco, le grandi vetrate ad arco e la veranda in ferro che separa gli ambienti interni dal panorama esterno. Le nuove sale costruiscono un racconto visivo ricco di dettagli: ugrande bancone da tre metri in granito rosso e grigio con struttura in legno intarsiato diventa il fulcro della presentazione delle colazioni, mentre nella veranda e nella lounge bar compare il marmo Fior di Pesco, arricchito da inserti in ceramica vetrosa color terracotta.
L’arredo alterna tavoli in mogano intarsiato a forma di fiore, superfici in onice, sedie in paglia di Vienna, sedute contemporanee girevoli e poltroncine in velluto con frange. Nella veranda, maioliche tridimensionali color mint, boiserie lavorate e dettagli vegetali creano un ambiente che richiama la stagione più luminosa dell’isola. Piante ornamentali, tende a righe bianche e rosse e lampade in vetro di Murano completano la composizione.
Un nuovo capitolo per il Cin Cin Bar

Particolarmente interessante è il lavoro svolto sul Cin Cin Bar, un piccolo scrigno decorativo. Al centro dello spazio trova posto un’opera dell’artista catanese Alessandro Florio, caratterizzata da simboli e colori mediterranei che diventano il punto di partenza per la definizione di tessuti, palette cromatiche e materiali.
Accanto a questo ambiente trova spazio anche il Gin Bar di Willy Rizzo, con richiami dichiarati agli anni Settanta. Tavolini in foglia d’oro e ceramica, pouf con frange e dettagli decorativi costruiscono un’atmosfera fatta di rimandi, suggestioni e riferimenti culturali. L’insieme assume quasi il carattere di una moderna Wunderkammer, capace di fondere eleganza e leggerezza.
Capri come esperienza immersiva
Con 44 camere e suite affacciate sui Faraglioni, Punta Tragara continua a essere uno degli indirizzi più esclusivi dell’isola. La nuova Suite Parthenope e il rinnovamento di Le Monzù e del Cin Cin Bar raccontano la volontà di trasformare ogni ambiente in un’esperienza narrativa capace di mettere in relazione il patrimonio culturale di Capri, la storia dell’hotel e una sensibilità contemporanea.
In un luogo dove il paesaggio domina da sempre la scena, la stagione 2026 aggiunge nuovi livelli di lettura. Il mito entra nelle camere, la memoria prende forma negli spazi della convivialità e il mare continua a fare da sfondo a uno degli indirizzi più affascinanti del Mediterraneo.
Articolo in partnership con Punta Tragara
Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Robb Report Iscriviti




