Vinile inaugura una serie di quindici esemplari di Range Rover costruiti a Maranello, con V8 rivisto, interni Baxter e un progetto che porta il restomod verso una nuova idea di lusso su misura.
Una puntina che scende sul vinile cambia il modo in cui si ascolta un disco. A Maranello, Vinile applica lo stesso principio alla Range Rover Classic: prende una forma conosciuta, la riporta in studio, la rilegge e la restituisce su strada con una presenza diversa. Il primo esemplare marciante della serie debutta dopo la presentazione al Monaco Yacht Show e apre una produzione limitata a quindici vetture.
Il progetto nasce nei laboratori modenesi di Vinile, un marchio costruito intorno all’idea della “remasterizzazione”. Il riferimento arriva dal mondo musicale: recuperare un originale, conservarne il carattere e intervenire sui dettagli per restituirgli profondità, precisione e una nuova qualità.
Range Rover Vinile, da Maranello al Monaco Yacht Show

Il debutto al Monaco Yacht Show segue una logica precisa. Vinile guarda all’automotive come a una parte di un linguaggio che comprende nautica, aerospazio, interior design e perfino musica. La Range Rover Classic rappresenta il primo capitolo di questo approccio.
Alla guida del progetto lavorano tre imprenditori con trent’anni di esperienza tra automotive, motorsport, aerospazio e finanza. Attorno a loro si muove una struttura interna composta da cento persone tra ingegneri, designer, tecnici, collaudatori e meccanici specializzati. Cinque poli produttivi a Maranello e oltre diecimila metri quadrati di superficie permettono a Vinile di seguire ogni fase del processo: concept, progettazione, prototipazione e assemblaggio.
Il design che porta il restomod a un livello superiore

La prima Range Rover Vinile si presenta con una carrozzeria verde metallizzato e tetto nero lucido. Le proporzioni restano fedeli al modello lanciato nel 1970, mentre le superfici cambiano completamente approccio. Ogni pannello viene rielaborato per ottenere un disegno più teso e preciso.
I lamierati passano attraverso una lavorazione manuale che riduce giochi e profili. Cofano e portiere raggiungono una complanarità quasi assoluta, mentre i paraurti vengono rastremati e tagliati a filo della carrozzeria. Sul frontale trovano posto griglie tridimensionali e gruppi ottici a Led che riprendono il disegno originale. Fendinebbia tondi, specchietti ridisegnati e una sottile fascia nera lucida attraversata da profili gialli definiscono la firma del marchio.
Anche la coda segue la stessa linea. Il posteriore integra fari a Led, un nuovo diffusore, spoiler e paraschizzi. Un elemento in radica di pioppo bianco collega visivamente l’esterno all’abitacolo e introduce il tema materico che caratterizza tutta la vettura.
Gli interni della Range Rover Vinile

L’abitacolo rappresenta la parte più personale del progetto. Sedili, plancia, volante, pannelli porta e passaruota vengono rivestiti con quarantacinque metri quadrati di pelle Baxter. Le tonalità scelte per il primo esemplare sono Bo.Hemian Choco, Bo.Hemian Savana e Kashmir Menthe. Le superfici in pelle dialogano con inserti in radica di pioppo bianco massello scolpita dal pieno. La radica riveste le porte, il tunnel centrale e il supporto della plancia. L’insieme restituisce l’atmosfera di un salotto contemporaneo costruito intorno alla Range Rover Classic.
La cura per il dettaglio emerge in ogni elemento. La plafoniera riprende il disegno di un business jet e ospita pulsanti di derivazione aeronautica. Le quattro portiere proiettano sul terreno il profilo del frontale tramite puddle lights. Al centro della plancia trova posto un supporto destinato all’orologio del proprietario, che diventa il quadrante della vettura.
La tecnologia integrata

Sulla plancia compare un touchscreen HD capacitivo da 10,1 pollici derivato da componenti Sony. Il sistema gestisce navigazione, telecamere e impianto audio. Sul tunnel centrale un encoder touch in alluminio zigrinato permette di controllare le principali funzioni di bordo, compresa l’illuminazione dell’abitacolo.
Il nome Vinile trova una traduzione concreta nell’impianto audio sviluppato internamente. La configurazione comprende una radio DAB collegata alla pinna sul tetto, tre amplificatori Rockford, un processore Mosconi, dieci altoparlanti Focal e due subwoofer. Il cablaggio Thender completa un sistema costruito per valorizzare ogni frequenza.
Motore V8 e meccanica della Range Rover Vinile

Sotto il cofano resta il V8 originale della Range Rover Classic. Vinile lo propone nelle cilindrate 3.5, 3.9 e 4.3 litri. Sul primo esemplare il propulsore da 3.5 litri riceve una revisione completa che porta la potenza a circa 200 cavalli, contro i 167 della vettura di partenza.
La scheda tecnica dichiara 205 cavalli a 4.750 giri, 300 Nm a 3.000 giri e una velocità massima di 180 km/h. L’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 11,7 secondi. Il cambio resta a quattro marce. L’assetto viene rivisto per dare alla vettura una postura più equilibrata. Il retrotreno perde l’inclinazione tipica della Range Rover originale e la carreggiata viene sostenuta da sospensioni con molle elicoidali Bilstein e barre antirollio. I cerchi conservano il diametro storico da 16 pollici, con una concavità più accentuata, e montano pneumatici 245/70 R16.
Una serie limitata da quindici esemplari

Il primo modello completato da Vinile è una cinque porte. Una seconda versione a tre porte è già in costruzione, mentre altre tre varianti a passo lungo attendono l’ingresso in produzione. Tutte fanno parte di una serie limitata a quindici esemplari. Ogni vettura nasce su richiesta del committente e può essere configurata in modo diverso per materiali, finiture e dettagli. Il prezzo parte da 310 mila euro.
Per Vinile, la Range Rover Classic rappresenta il punto di partenza. L’ufficio stile lavora già su altri veicoli d’epoca e su progetti che coinvolgono nautica, aerospazio e design di prodotto. La prima Range Rover Vinile, intanto, ha già trasformato un render in un oggetto reale, costruito a Maranello e pensato per restare in strada.
Immagini courtesy Vinile
Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Robb Report Iscriviti


