Classe 1978, formazione in Economia e Commercio all’Università di Torino, Luca Argentero sceglie presto il set al posto dell’azienda.
Il debutto televisivo arriva nel 2005 con Carabinieri, seguito dal primo ruolo cinematografico in A casa nostra. Da allora costruisce un percorso coerente, alternando commedie e ruoli drammatici, collaborando con registi italiani e internazionali e affinando la sua presenza scenica. Il grande pubblico lo consacra dal 2020 con Doc – Nelle tue mani, serie che ne amplia la popolarità e ne consolida il profilo di protagonista insieme ad altre due nuove produzioni: Motorvalley su Netflix e Avvocato Ligas su Sky, progetti che confermano una traiettoria internazionale.
Luca Argentero dentro e fuori dal set

Accanto alla carriera, Argentero coltiva un impegno civile e imprenditoriale: nel 2011 co-fonda la onlus 1 Caffè, e nel 2024 lancia Sodamore, brand di bevande analcoliche che intercetta un consumo più consapevole. Insieme agli impegni professionali, l’attore si concentra sui suoi affetti: la famiglia rappresenta il baricentro, e la casa il luogo in cui ricaricare le sue energie. Il successo resta un capitolo importante, ma il racconto più autentico si muove tra quotidianità e responsabilità, con uno sguardo che tiene insieme ambizione e radici.
Cosa ha fatto di recente per la prima volta?
Ho sciato per la prima volta lungo la discesa della Mer de Glace, il fuoripista più spettacolare delle Alpi.
Ha dei rituali personali?
La doccia prima di andare a dormire.
Cosa stimola la sua creatività?
Le novità: tutto ciò che è nuovo riesce ad accendere la mia energia.
Cosa la spegne, invece?
La ripetitività: tutto ciò che non si evolve spegne il mio entusiasmo.
Preferisce dare o ricevere consigli?
Ricevere. Per questioni anagrafiche inizio anche a darne qualcuno e mi fa piacere farlo.
Ce n’è uno che vorrebbe aver seguito?
I consigli saggi li ho seguiti tutti.
La prima cosa che fa appena sveglio?
In questo momento della vita preparo il latte ai bambini.
Che cosa desidera di più a fine giornata?
Ritrovarmi a letto accanto a mia moglie.
Cos’è per lei il lusso?
Il tempo, senza ombra di dubbio
Un oggetto esclusivo che le piacerebbe possedere?
Un paio di orologi. Diciamo che, per ora, mi limito a guardarli.
Città e luogo del cuore?
Torino, la mia città natale. E poi ci sono le mie montagne attorno al Monte Bianco.
Il film che ha nel cuore e perché?
Da spettatore, Le ali della libertà. Avevo sedici anni e ricordo il pudore fortissimo con cui cercavo di nascondere le lacrime all’amico con cui lo stavo guardando. È un film che mi fa piangere ancora oggi, ogni volta che lo rivedo. Quello che mi resta è una profonda commozione: ti perdi nella visione, non ti muovi, intorno non esiste più nulla se non ciò che accade sullo schermo.
Il consiglio più importante ricevuto da suo padre?
Fare ciò che mi diverte fare.
Se potesse imparare una nuova abilità, quale sarebbe?
Suonare uno strumento.
Il viaggio più incredibile fatto finora?
Brasile.
Il prossimo in agenda?
In che modo stacca la spina?
Viaggiando. Mare, montagna, campagna: allontanarmi dalla quotidianità è il modo migliore per ricaricarmi.
Se avesse più tempo libero come lo userebbe?
Per stare con la mia famiglia.
Il suo piatto preferito?
Nell’ultimo periodo apprezzo particolarmente alcuni piatti a base di pollo cucinati da Cristina, mia moglie.
Una bevanda a cui non può rinunciare?

Ovviamente Sodamore. È un progetto che sento mio, nato insieme a mia sorella Francesca e tre amici Gio, Lele e Michele, e che risponde a un bisogno reale. Abbiamo lavorato molto sulla selezione di ingredienti naturali e sul gusto, che è un punto fondamentale per fare la differenza.
Ultimo libro letto?
“Il profumo” di Patrick Süskind.
Come chiamerebbe questo capitolo della sua vita?
Felicità cristallina.
Il suo prossimo obiettivo?
Nessuna corsa in avanti. Dopo mesi molto intensi, scelgo di vivere giorno per giorno.
La sua soddisfazione professionale più grande fino a ora?
L’affetto delle persone, che nel tempo è diventato sempre più forte e presente.
E quella personale?
La mia famiglia. Il mio traguardo più bello
Articolo tratto dal numero primaverile di Robb Report Italia
Immagini Credits Paolo Santambrogio
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