Lo chef Santiago Lastra porta al Tate Modern Restaurant un menu creato per la mostra “Frida: The Making of an Icon”, in programma dal 25 giugno al 31 agosto 2026.
“Trasformare l’esperienza personale in un linguaggio artistico”. Il principio che attraversa l’opera di Frida Kahlo entra nella cucina della Tate Modern attraverso il lavoro di Santiago Lastra. A Londra, il fondatore del ristorante KOL ha ideato un menu pensato per accompagnare la grande mostra Frida: The Making of an Icon, costruendo un dialogo diretto tra sapori, memoria e identità culturale. La collaborazione nasce dalla volontà della Tate Modern di ampliare l’esperienza della mostra oltre le sale espositive, coinvolgendo il pubblico anche attraverso il cibo.
Santiago Lastra e il legame con Frida Kahlo

Immagini Credits Anton Rodriguez
Nato nella stessa città di Frida Kahlo, Santiago Lastra racconta da tempo un rapporto personale con l’artista messicana e con il suo immaginario culturale. Per questa collaborazione il cuoco londinese ha costruito un percorso gastronomico che prende forma dai temi centrali della mostra: identità, resilienza e appartenenza. Tate Modern descrive il menu come una risposta diretta alla vita e all’opera di Kahlo. Lastra ha lavorato sui sapori del Messico utilizzando ingredienti britannici, una cifra che definisce anche la cucina di KOL, il ristorante stellato Michelin fondato dallo chef a Londra.
Il menu al Tate Modern

Il menu sarà disponibile esclusivamente al Tate Modern Restaurant, situato al livello 6 del museo londinese. La proposta gastronomica nasce come estensione dell’esposizione dedicata a Frida Kahlo con l’obiettivo di creare una visita più immersiva, capace di coinvolgere linguaggi diversi. Hamish Anderson, ceo di Tate Enterprises, sottolinea infatti come il museo lavori da tempo per portare il contenuto delle mostre oltre i confini delle gallerie, costruendo esperienze che uniscono arte e cucina.
La cucina messicana secondo Santiago Lastra

La cucina dello chef Santiago Lastra è una lettura contemporanea di quella messicana, fondata sul rispetto del patrimonio culturale e sull’utilizzo di prodotti britannici. Una direzione che accompagna da anni il percorso dello chef e che al Tate Modern assume una forma ancora più narrativa. Lastra parla di Frida Kahlo come di una figura centrale per comprendere “spirito, forza e complessità della cultura messicana”. Lo chef spiega inoltre che il menu rappresenta un modo per trasferire nel piatto colori, emozioni e storie presenti nelle opere dell’artista.
Il progetto conferma anche il ruolo assunto dalla ristorazione nei grandi musei internazionali, dove il cibo entra sempre più spesso nella costruzione del racconto culturale. Al Tate Modern, questa direzione si sviluppa attraverso collaborazioni con chef e creativi chiamati a interpretare le mostre attraverso menu dedicati.
Le collaborazioni gastronomiche della Tate Modern

Frida Kahlo, Still Life (I Belong to Samuel Fastlich) 1951. Private Collection – Frida: The Making of an Icon,Tate Modern, 25 June 2026–3 January2027
Quella con Santiago Lastra si inserisce in una serie di progetti sviluppati dal museo londinese negli ultimi anni. Tra le più recenti si ricordano la collaborazione con Aji Akokomi per la mostra dedicata al Modernismo nigeriano, oltre ai menu creati da Adejoké Bakare per la Hyundai Commission: El Anatsui e da Studio Olafur Eliasson Kitchen in occasione della mostra dedicata a Olafur Eliasson.
Attraverso queste collaborazioni, la ristorazione assume il ruolo di strumento curatoriale parallelo, capace di accompagnare le esposizioni con un linguaggio autonomo ma coerente con i temi affrontati nelle gallerie. Nel caso di Santiago Lastra, il punto di partenza resta il rapporto con Frida Kahlo e con il patrimonio culturale messicano, riletto all’interno di uno dei musei più visitati di Londra.
Immagini courtesy Kol
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