Podere Cavàga nasce sulle colline di Foresto Sparso, dietro la sponda occidentale del Lago d’Iseo, dove il Franconia trova un habitat che oggi dà forma a una produzione enologica costruita su vigne d’alpeggio, metodo classico e ospitalità rurale.
Nel Podere Cavàga, il vino diventa strumento di interpretazione del paesaggio. Le colline di Foresto Sparso, nella parte sud del Lago d’Iseo, conservano una relazione diretta con una terra dove vigne, castagneti, ulivi e boschi si alternano lungo una vallata che supera i 450 metri di altitudine. Qui Andrea Mazzucchelli ha scelto di riportare attenzione su un vitigno che appartiene da tempo alla storia agricola della zona: il Franconia.
Andrea Mazzucchelli e la riscoperta del Franconia

Andrea Mazzucchelli arriva a Podere Cavàga nel 2010, poco dopo l’acquisto della proprietà da parte della sua famiglia. Il colpo d’occhio comprende una cantina edificata negli anni Sessanta, edifici rurali da recuperare e quindici ettari di vigneto piantati alla fine degli anni Cinquanta. L’area, compresa tra i 450 e i 600 metri sul livello del mare, mostra subito caratteristiche favorevoli alla viticoltura: ventilazione costante, forti escursioni termiche e terreni franco-argillosi poco fertili.
Tra i filari emerge la presenza del Franconia, varietà storicamente presente nell’area collinare del Lago d’Iseo e conosciuta localmente con il nome di Imberghèm. Per approfondirne le origini, Mazzucchelli coinvolge l’agronoma Giovanna Cattaneo, che collega il vitigno al Blaufränkisch coltivato nell’area dell’ex Impero austro-ungarico. Il Franconia, secondo l’analisi, avrebbe raggiunto queste colline nel corso della sua diffusione europea, trovando nei versanti d’altura condizioni particolarmente favorevoli. La scelta assume così il senso di recuperare il carattere del luogo partendo dalla vite che meglio si era adattata a quei pendii.
Le vigne d’alpeggio di Podere Cavàga

Dal 2014 Podere Cavàga procede con il reimpianto di due ettari di Franconia utilizzando barbatelle ottenute dalla selezione clonale delle vigne storiche. Accanto al vitigno principale trovano spazio Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero e Chardonnay. I vigneti dedicati allo Chardonnay, posti a 453 metri sul livello del mare, vengono definiti “i più alti della Lombardia” per questa varietà.
L’impostazione agricola segue la conformazione della collina. I filari sono disposti a ritocchino e con allevamento a Guyot mentre la conduzione agronomica è affidata a Marco Galbignani, allievo di Giovanna Cattaneo. L’ambiente montano favorisce la ventilazione naturale e contribuisce alla sanità delle uve.
Franconia d’altura e vini identitari di Podere Cavàga

La vendemmia avviene manualmente in cassetta. Franconia e Chardonnay destinati alle basi spumante vengono pressati con una resa limitata al 50 per cento del mosto fiore. La produzione è seguita dall’enologa Vanessa Verdoni, che orienta il lavoro verso i metodi classici, sfruttando l’acidità naturale garantita dall’altitudine. La prima fermentazione si svolge in acciaio, mentre la seconda avviene in bottiglia con affinamenti sui lieviti che raggiungono anche i 150 mesi.
Tutti i vini, comprese le basi spumante, affrontano una fermentazione malolattica totale. La temperatura naturalmente fresca della cantina contribuisce alla stabilizzazione durante lunghi periodi di affinamento. Tra le etichette compaiono Quintessenza VSQ, Franconia Rosé VSQ, interpretazione contemporanea del vitigno simbolo della tenuta, caratterizzata da un sorso fresco e succoso. Accanto agli spumanti trovano spazio vini fermi come Chardonnay, Franconia Vigne Alte IGT, Samantha Rosso e Foresto Riserva DOC.
Podere Cavàga oltre il vino con “farm on the table”
Il progetto sviluppato da Andrea Mazzucchelli include anche una foresteria con venti camere ricavate dagli edifici esistenti del podere. L’ospitalità si estende alle stars box collocate tra i vigneti e il bosco, pensate per osservare il paesaggio direttamente dalla collina. Gli ospiti possono partecipare alle attività dell’orto, del pollaio e del frutteto oppure esplorare i sentieri della tenuta e gli uliveti destinati alla produzione di olio EVO.
All’interno del podere operano anche Casa Cavàga e Cavàga Lab, spazi guidati dalla chef Irene Gabucci. La sua cucina interpreta il concetto di “farm on the table“, valorizzando ciò che ogni giorno proviene dall’orto, dal frutteto e dal pollaio del podere, insieme ai prodotti del mercato locale, dei casari e dei piccoli allevatori della zona.
Spirits, ospitalità e visione del territorio

L’universo Podere Cavàga comprende anche una linea spirits. Dal 2011 il ginepro presente nei dintorni della cantina viene utilizzato per produrre Gin Iseo, primo gin dedicato al Sebino. Negli anni successivi arrivano Bitter Puro Cardinale ed Elisir Misericordia, sviluppati insieme alla Distilleria DOA di Bracca.
L’intero progetto mantiene un legame diretto con Foresto Sparso e con la parte più collinare del Lago d’Iseo. Un territorio che nel corso del Novecento aveva progressivamente perso centralità agricola e che oggi ritrova nella viticoltura una nuova lettura contemporanea, costruita attorno al Franconia, alle alte quote e a una gestione che coinvolge ospitalità, cucina e produzione artigianale.
Articolo in collaborazione con Podere Cavàga
Immagini courtesy Podere Cavàga
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