Presentata a Parigi durante la settimana dell’Haute Couture, negli spazi de L’ÉCOLE, School of Jewelry Arts, Fascinations d’Égypte riporta Van Cleef & Arpels verso una delle civiltà che più profondamente ha segnato il suo immaginario.
Circa 180 creazioni, sviluppate nell’arco di quattro anni, raccontano un Egitto popolato da divinità, loti, papiri, falchi e scarabei, ma soprattutto da colori, simboli e architetture tradotti nel linguaggio dell’Alta Gioielleria.
Fascinations d’Égypte e il legame di Van Cleef & Arpels con l’Egitto

Il legame della Maison con questo universo risale agli anni Venti. La scoperta della tomba di Tutankhamon nel 1922 alimentò in Europa una vera e propria Egittomania e già l’anno successivo Van Cleef & Arpels realizzava gioielli nei quali personaggi di profilo, motivi a forma di papiro e scene di vita quotidiana diventavano piccoli tableaux Art Déco realizzati con rubini, smeraldi, zaffiri, onice e diamanti. “La Maison Van Cleef & Arpels, che negli anni Venti del Novecento ha trovato nell’Egitto una profonda fonte di ispirazione, desiderava da tempo proseguire questo racconto e offrire la propria visione di questo antico heritage”, ha spiegato Catherine Rénier, Presidente e CEO della Maison.
Fascinations d’Égypte e i gioielli della famiglia reale egiziana

Ma in questo caso la storia va ben oltre la semplice fascinazione estetica. Tra gli anni Trenta e Cinquanta Van Cleef & Arpels sviluppò, infatti, un rapporto privilegiato con la famiglia reale egiziana. Nel 1939, in occasione delle nozze della principessa Fawzia, realizzò una parure composta da diadema, collana e orecchini pendenti, mentre per la regina Nazli creò una spettacolare collana in platino e diamanti. La principessa Faiza possedeva a sua volta diverse creazioni della Maison.
È proprio una collana acquistata da Faiza nel 1937 a trovare oggi una nuova interpretazione nel collier Princesse du Nil. Dieci smeraldi colombiani taglio a goccia, per 107,37 carati complessivi, si alternano a sette perle bianche naturali in una composizione che conserva l’eleganza cerimoniale del modello storico, ma con una costruzione più fluida e contemporanea. Anche sul retro il disegno continua, con smeraldi e perle che accompagnano la chiusura.
Le fonti creative e i colori di Fascinations d’Égypte

È forse questo dialogo con il passato, più che la citazione diretta dell’Antico Egitto, a rendere la collezione interessante. Le fonti spaziano infatti dall’archeologia alle illustrazioni ottocentesche, dal teatro al cinema, fino al design del Novecento. Non sorprende quindi che accanto alle geometrie faraoniche compaiano riferimenti molto più inattesi, come quelli al Memphis Group, a conferma di un approccio libero, lontano dalla ricostruzione archeologica. Il colore diventa il principale trait d’union. Lapislazzuli, turchese, corallo, smeraldi, rubini e zaffiri recuperano la forza cromatica dell’ornamento egizio, mentre diamanti e oro ne amplificano la luminosità.
Da Vénus égyptienne a Rivage égyptien

Nella clip Vénus égyptienne, ispirata alla dea Hathor, due falchi in oro bianco e diamanti sovrastano una composizione di lapislazzuli e turchese articolata in tre tonalità di blu. Al centro, un diamante di 1,51 carati illumina il disco solare. Il riferimento iconografico è evidente, ma il risultato resta sorprendentemente grafico e moderno.
Nel collier Rivage égyptien della collezione Fascinations d’Égypte, invece, il paesaggio del Nilo diventa quasi astratto. Trentasette smeraldi dello Zambia taglio a goccia, per complessivi 41,58 carati, sono disposti su due file all’interno di diciassette motivi realizzati ciascuno su misura per la propria pietra. Acqua, papiri e creature alate vengono così suggeriti attraverso il ritmo delle gemme e il movimento della struttura.
I gioielli trasformabili di Fascinations d’Égypte

Più monumentale è il collare Beauté légendaire, che riprende la forma dei grandi pettorali egizi costruito intorno a un diamante Fancy Vivid Yellow taglio cuscino di 10,02 carati. La particolarità è però nascosta nella costruzione: il collier è completamente articolato e segue il corpo nonostante la sua imponenza.
La stessa ricerca di movimento ritorna in Déesse ailée Mystérieuse, una collana in diamanti, rubini e oro rosa che integra un diamante a taglio a goccia di 14,05 carati. La pietra può essere rimossa e trasferita su un anello, secondo quella tradizione di trasformabilità che Van Cleef & Arpels coltiva da decenni.
Il Serti Mystérieux e l’heritage di Van Cleef & Arpels

Naturalmente non poteva mancare il Serti Mystérieux, brevettato dalla Maison nel 1933. Nella spilla Fleur de lotus Mystérieuse, i rubini sembrano formare una superficie continua, senza metallo visibile, creando petali dall’aspetto quasi vellutato. È uno dei casi in cui il savoir-faire storico diventa parte integrante del disegno anziché semplice dimostrazione tecnica. L’Egitto evocato da Van Cleef & Arpels è molto lontano da una semplice successione di simboli faraonici. In Fascinations d’Égypte, memoria e creatività contemporanea convivono senza nostalgia. Più che un ritorno all’Egitto, la collezione prosegue una storia che appartiene da oltre un secolo all’heritage della Maison.
Immagini courtesy Van Cleef & Arpels
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