Gen Alpha sarà la generazione che ridefinirà lusso, ospitalità e leadership secondo gli esperti riuniti da Glion Institute of Higher Education al Bulgari Hotel Milano
Al Bulgari Hotel Milano, il Glion Institute of Higher Education ha dedicato una tavola rotonda all’impatto che la Gen Alpha avrà sul futuro del lusso, dell’ospitalità e dei modelli di leadership, riunendo professionisti dell’hospitality, del branding, delle risorse umane e del luxury business per analizzare come la prossima generazione influenzerà il settore.
Gen Alpha e il futuro del lusso
L’incontro dal titolo Gen Alpha: la generazione che reinventerà il lusso ha approfondito il ruolo dei nati dopo il 2010 nell’evoluzione dei modelli di business del comparto luxury. Secondo i dati condivisi durante la discussione, le generazioni più giovani, comprese Gen Z e Gen Alpha, rappresenteranno fino all’80% degli acquisti globali di beni di lusso entro il 2030. Parallelamente, la Gen Alpha si avvia a diventare la più numerosa della storia, con oltre due miliardi di individui a livello globale. Cresciuti in un contesto caratterizzato da intelligenza artificiale, connessione continua e immersione digitale, questi giovani influenzano già la percezione dei marchi e i comportamenti di consumo, pur non essendo ancora entrati pienamente nel mercato come acquirenti.
Come cambia il significato del lusso per la Gen Alpha
Uno dei temi centrali emersi dal confronto riguarda il modo in cui la Gen Alpha interpreta il concetto stesso di lusso. Nel corso della tavola rotonda è stato evidenziato come le nuove generazioni attribuiscano crescente importanza ad aspetti quali autenticità, sostenibilità, personalizzazione, valore emotivo e rilevanza culturale. Allo stesso tempo, il settore si confronta con una nuova sfida: trovare un equilibrio tra accessibilità ed esclusività in un contesto dominato dalla visibilità sui social media e dalla presenza costante delle piattaforme digitali.
Giovanni Manfredini, head of guest experience and event management specialisation di Glion, ha sottolineato come per la Gen Alpha il lusso sarà sempre più legato all’identità individuale e alla dimensione esperienziale. Il valore percepito nasce dalla capacità di un brand di costruire connessioni significative e di creare esperienze coerenti con i valori delle persone. In questo scenario, il prodotto perde centralità come unico elemento distintivo e lascia spazio a ecosistemi capaci di integrare emozioni, relazioni e personalizzazione.
L’hospitality diventa un ecosistema culturale
La riflessione si è estesa anche all’evoluzione dell’ospitalità di fascia alta. Secondo i relatori, il settore sta progressivamente orientandosi verso modelli fondati sull’esperienza e sul coinvolgimento emotivo. Per la Gen Alpha la connessione umana assume un ruolo crescente rispetto ai tradizionali simboli di status. Gli operatori dell’hospitality ampliano il proprio raggio d’azione verso ambiti che comprendono lifestyle, benessere, comunicazione ed experiential design.
Margot Canfeur, director di L’Amour Agency, ha osservato come il lusso sia diventato culturalmente accessibile attraverso social media, creator e contenuti digitali. In questo contesto, i brand sono chiamati a sviluppare relazioni profonde con il pubblico, costruendo esperienze e contenuti capaci di generare appartenenza e significato.
Gen Alpha, tecnologia e connessione umana
Un altro argomento affrontato durante il dibattito riguarda il rapporto tra tecnologia e ospitalità. L’intelligenza artificiale, la personalizzazione dei servizi e le capacità predittive stanno già modificando il settore. Tuttavia, secondo gli esperti, il valore dell’esperienza di lusso continuerà a essere strettamente legato alla componente umana.
Stephen Alden, ex ceo di Raffles Hotels & Orient Express e alumnus Glion, ha evidenziato come la tecnologia possa migliorare efficienza e personalizzazione, mentre la connessione emotiva rimanga l’elemento che determina il ricordo di un’esperienza e la capacità di generare fedeltà verso un marchio. L’obiettivo, secondo questa visione, consiste nel creare esperienze sempre più aderenti all’identità delle persone e capaci di costruire relazioni durature.
La leadership secondo la Gen Alpha
La tavola rotonda ha dedicato ampio spazio anche al tema del lavoro e della leadership nell’hospitality di lusso. Le nuove generazioni manifestano aspettative differenti rispetto al passato e attribuiscono grande valore a crescita personale, flessibilità, inclusività e realizzazione professionale. Questo cambiamento richiede una revisione delle modalità con cui aziende e istituzioni formano, sviluppano e valorizzano i talenti.
Serena Dognini, hr manager del Bulgari Hotel Milano, ha evidenziato come i giovani professionisti cerchino ambienti capaci di offrire formazione continua, attenzione alla persona e una cultura aziendale coerente con i propri valori. In quest’ottica, ascolto, coinvolgimento e sviluppo delle competenze diventano elementi centrali nella gestione delle risorse umane.
Perché le nuove generazioni influenzano già il settore del lusso
La conclusione condivisa dai partecipanti è chiara: la Gen Alpha rappresenta già oggi una forza culturale capace di influenzare il lusso prima ancora di diventare una generazione di consumatori pienamente attiva. Per brand, operatori dell’hospitality e istituzioni formative, la sfida consiste nell’anticipare questi cambiamenti e comprendere in anticipo le dinamiche che stanno emergendo.
Il confronto promosso da Glion a Milano si inserisce proprio in questa prospettiva, offrendo uno spazio di riflessione sul futuro di un settore in cui i confini tra lusso, tecnologia, benessere, cultura e ospitalità diventano sempre più permeabili. La Gen Alpha appare quindi come il primo grande banco di prova per il prossimo ciclo evolutivo del luxury business, chiamato a confrontarsi con consumatori che attribuiscono valore alle esperienze, alle relazioni e alla coerenza tra identità personale e universo dei brand.
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